La solitudine del raptor

Siamo tutti abituati a pensare ai ‘raptor’ come un branco coordinato di cacciatori. Uno studio recente, basato sull’analisi degli isotopi di carbonio e ossigeno e il confronto con specie attuali, propone un’idea molto diversa


Un branco di raptor è a caccia. Sono coordinati mentre braccano la preda, precisi e letali nello sferrare l’attacco. L’immagine dei raptor come cacciatori in branco è una delle più vivide ed iconiche quando si parla di dinosauri. E, probabilmente, errata. A rivelarlo, distruggendo buona parte della nostra infanzia, è questo studio della University of Wisconsin Oshkosh, basato sull’analisi degli isotopi di Carbonio e Ossigeno dei denti di Deinonychus e il confronto con specie attualmente esistenti. Ma procediamo con ordine.

L’idea che i dromeosauridi, i dinosauri carnivori noti al grande pubblico come raptor, cacciassero in branchi coordinati è stata immortalata per il grande pubblico dal film Jurassic Park, nel 1993, ed è in seguito diventata un punto fisso della cultura pop. L’ipotesi risale al 1969, quando venne proposta per spiegare l’associazione di resti multipli di Deinonychus antirrhopus insieme a quelli di Tenontosaurus tilletti. Come avrebbe potuto il piccolo predatore dai temibili artigli, pesante meno di 100 chili, cacciare il grande erbivoro pesante più di una tonnellata? Sulla base di queste evidenze venne formulata l’ipotesi che Deinonychus cacciasse in branco, un po’ come gli attuali canidi. Il fisico slanciato e agile di Deinonychus, unito al suo cervello, più grande di quello della maggior parte dei dinosauri e quindi più adatto a gestire ruoli sociali complessi, ha aiutato a cementare l’immagine dei branchi coordinati di cacciatori.

I primi scossoni a questa realtà globalmente accettata arrivano nel 2007, quando viene documentato un caso di Deinonychus ucciso da un membro della stessa specie. Ulteriori considerazioni sono state fatte sul fatto che né i coccodrilli (appartenenti al grande clade degli arcosauri, di cui facevano parte anche i dinosauri), né altri rettili come i varani di Komodo né gli uccelli (gli attuali discendenti dei dromeosauridi), cacciano in branco in maniera coordinata.

L’assenza di caccia in branco vuol dire anche l’assenza di una struttura sociale con tanto di cure per i piccoli (osservabile tra i mammiferi, ad esempio nel lupo): i giovani vengono essenzialmente lasciati a se stessi e devono procurarsi da soli il loro cibo. Un comportamento riscontrabile nei già citati varani di Komodo e coccodrilli.

Ed è qui che entra in gioco l’analisi degli isotopi di carbonio e ossigeno. Si basa sulla proporzione degli isotopi dei due elementi all’interno dei denti degli animali, in particolare nello smalto. Dato che sono acquisiti tramite la nutrizione, e che vari tipi di alimenti hanno rapporti isotopici diversi, l’analisi permette di farsi un’idea della dieta degli animali studiati.

Per questa ricerca sono stati analizzati denti di Deinonychus di varie dimensioni, quindi attribuibili ad animali di varie età, e quelli di antichi coccodrilli che abitavano contemporaneamente a loro gli stessi luoghi (cioè il confine Montana/Wyoming tra i 115 e i 108 milioni di anni fa, l’attuale Cloverly Formation). Questi coccodrilli mostrano un cambiamento della dieta col passaggio dallo stadio giovanile a quello adulto, esattamente come i loro parenti attuali, i cui piccoli vengono essenzialmente lasciati a procurarsi da soli il cibo. Lo stesso si può dire di Deinonychus, nei cui denti la composizione isotopica cambia con l’età, dimostrando che i piccoli dovevano sfamarsi da soli. Non venivano quindi accuditi come succede ai moderni mammiferi gregari dotati di una struttura sociale, essenziale per cacciare in branco.

Non si tratta di prove definitive, ma è abbastanza per proporre una solida ipotesi per cui i raptor non cacciassero in branchi organizzati. Probabilmente gli episodi di caccia in gruppo più che eventi organizzati sarebbero stati comportamenti opportunistici, un po’ come succede ai moderni varani di Komodo che possono attaccare in gruppo la stessa preda ma con cooperazione molto limitata.

Si tratta del primo caso di studio degli isotopi di Carboni e Ossigeno per dedurre il comportamento sociale dei dinosauri carnivori, e in futuro potrà essere ulteriormente utilizzato su altre specie.


Riferimenti:
J.A. Frederickson, M.H. Engel, R.L. Cifelli. Ontogenetic dietary shifts in Deinonychus antirrhopus (Theropoda; Dromaeosauridae): Insights into the ecology and social behavior of raptorial dinosaurs through stable isotope analysis. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, 2020; 109780 DOI: 10.1016/j.palaeo.2020.109780

Riferimenti immagine: Emily Willoughby [CC-BY-SA-4.0] via Wikimedia Commons