Le opere di Charles Darwin pubblicate in Italia dal 1859 ad oggi (gennaio 2026)

consigli di lettura

Le opere di Charles Darwin in italiano: una bibliografia aggiornata con nuove edizioni, ristampe commentate e traduzioni

La seguente lista riporta tutte le opere di Darwin (volumi integrali, brani, estratti) tradotte in italiano. Ciascuna citazione contiene il titolo in neretto e gli indici completi. Quando è stato possibile ho annotato i traduttori dei testi (evidenziati in neretto).

La lista proviene dai seguenti repertori pubblicati online, scaricabili qui al costo di pochi euro:

Coccia Paolo, La dimensione storica 1859-1959, volume I, PartnerGraf, Prato, pp. 232, 2018. ISBN 978-88-97566-10-6

Coccia Paolo, Gli ultimi cinquant’anni 1960-2009, volume II, PartnerGraf, Prato, pp. 524, 2019. ISBN 978-88-97566-11-3

Coccia Paolo, Letteratura/Movimenti artistici/Architettura, Matematica ed evoluzione, Evoluzione ed Economia, Miscellanea Darwiniana. Darwin e Wallace, Libri di autori italiani posseduti da Darwin, Tavola sinottica delle opere di Charles Darwin, Tutte le copertine delle opere di Darwin e Wallace pubblicate in Italia, volume III, PartnerGraf, Prato, pp. 133, 2017. ISBN 978-88-97566

Coccia Paolo, Addendum 2021, volume IV, Prato, PartnerGraf, pp. 247, 2021. ISBN 978-88-97566-12-0

Il database complessivo è stato pubblicato su Pikaia qui:

Versione definitiva del più vasto repertorio bibliografico sulla storia dell’evoluzione in Italia 1859-2009,

Ove necessario ho corretto i miei refusi e imprecisioni nei testi e ho aggiunto le nuove pubblicazioni rintracciate dopo il 2009. Sono presenti ristampe e nuove edizioni solo se accompagnate da nuove prefazioni o introduzioni. Di ogni opera di Darwin ho riportato la prima edizione seguita dalle successive, in ordine cronologico di stampa. Dove possibile ho contrassegnato in neretto il responsabile della traduzione. Ringrazio Marco Ferraguti per il grosso lavoro editoriale profuso sulle mie bozze. La completezza della bibliografia è anche opera sua.

Libri

Autobiografia

Darwin C., Autobiografia, Istituto Editoriale Italiano, Milano, pp. 183, 1918. Prefazione di G.V.[Gino Valori], Alassio 20 febbraio 1918. Raccolta Breviari Intellettuali n. 158. La copertina, rilegata in cuoio, riporta una figura umana nuda maschile nell’atto di sollevare una trave con appese diverse campane (in rilievo) di Duilio Cambellotti. Indice: Prefazione p. 9-[11]; Principali opere di Carlo Darwin (1809-1882) p. 13-[14]; Autobiografia p. 15-80; Viaggio a bordo del Beagle dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, p. 81-98; Dal mio ritorno in Inghilterra 2 ottobre 1836 al mio matrimonio 29 gennaio 1839, p. 99-103; Dal mio matrimonio 29 gennaio 1839 alla partenza da Londra e al trasloco a Down 14 settembre 1842, p. 104-121; Residenza a Down dal 14 settembre 1842 fino a oggi 187, p. 122-160; Aggiunta del 1° maggio 1881 p. 161-183. Note editoriali: Confrontando la traduzione presente con quella dell’editore Facchi ho potuto stabilire che le iniziali G.V. corrispondono a Gino Valori, ho pertanto attribuito allo stesso la presente traduzione. A pagina 14 della presente edizione viene riportato che, nella stessa collana dei “Breviari Intellettuali” , risulterebbe pubblicato il volumetto Epistolario, vita e lettere di Carlo Darwin a cura del figlio

Darwin C., Autobiografia, Universale Economica (Cooperativa Libro Popolare), Milano, pp. 83, 1950. Indice: Prefazione e traduzione di Luca Pavolini condotta sulla VI edizione (1949) dell’Autobiografia, pubblicata dalla Thinker’s Library (Watts & Co.) di Londra. L’autore p. [2]; indice p. [4]; Prefazione p. [5]-12; Autobiografia, p. 13-29; Cambridge 1829-1831, p. 29-41; Viaggio del Beagle dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, p. 41-48; Dal ritorno in Inghilterra 2 ottobre 1836 al matrimonio 29 gennaio 1839, p. 48-51; Dal matrimonio 29 gennaio 1839 e dalla residenza in Upper Gower Street, al trasferimento da Londra a Down 14 settembre 1842, p. 51-59; Soggiorno a a Down dal 14 settembre 1842 ad oggi 1876, p. 59-59; Le mie molte pubblicazioni, p. 59-83

Darwin C., Autobiografia (1809-1882). Prima traduzione italiana di Luciana Fratini condotta sulla prima edizione integrale inglese a cura di Nora Barlow. Con una appendice di lettere inedite e documenti. Prefazione di Giuseppe Montalenti. Giulio Einaudi Editore, Torino, 1962, pp. 226. Indice: Prefazione di G. Montalenti p. VII-X; Nota al testo di Nora Barlow p. XI-XIII; Introduzione all’edizione inglese di Nora Barlow p. XIV-XIX; Autobiografia 1809-1882. 31 maggio 1876. Reminiscenze sullo sviluppo della mia mente e del mio carattere. Cambridge: 1828-1831. Il viaggio sul Beagle: dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836. Dal mio ritorno in Inghilterra (2 ottobre 1836), al matrimonio (29 gennaio 1839). Opinioni religiose. Dal matrimonio, 29 gennaio 1839, e dalla residenza in Upper Gower Street, alla nostra partenza da Londra per la nuova residenza a Down, 14 settembre 1842. La residenza a Down, dal 14 settembre 1842 ad oggi, 1876. Le mie molte pubblicazioni, p. 1-129. Appendice. I. Charles Darwin e suo nonno, il dottor Erasmus Darwin. Brani sparsi, p. 131-147. II. La controversia Darwin Butler, p. 148-200. Note. I. Lettera del dottor Erasmus Darwin al figlio Robert, padre di Charles, p. 201-204. II. Come furono vinte le obiezioni del dottor Robert al viaggio sul Beagle, p. 204-208. III. Appunti scritti a lapis nel 1837-38: Questo è il problema, p. 208-212. IV. Scritti della signora Darwin sulla religione, p. 212-216. V. Sulla malferma salute di Charles Darwin, p. 216-220. Vl. Elenco dei principali brani omessi nelle precedenti edizioni, p. 220-221

Darwin C., Diario 1838-1881 e scritti autobiografici (con una bibliografia completa delle opere di Darwin). Introduzione di Pietro Corsi e Massimo Piattelli Palmarini. Edizioni Theoria, Roma, pp. 156, 1982. A cura di Sir Gavin de Beer. Edizione italiana, bibliografia e traduzione di Cesare Cesati effettuata sulla edizione del 1959 di de Beer, Sir Gavin Darwin’s Journal, del Bulletin of the British Museum (Natural History). Historical Series, 2(1) and the notebook Charles Darwin, Journal, August 1838, Cambridge, DAR. 158. Indice: Nota di Leonardo p. [1]; Ritratto di Darwin a Down House, ca. 1880 (Foto Elliott e Fry) p. [5]; Albero genealogico p. [6]; Introduzione di Massimo Piattelli Palmerini, Firenze, Luglio 1982 p. [7]-11; [Introduzione] di Pietro Corsi p. 11-17; Itinerario del viaggio del “Beagle” p. [18]; Carta dei luoghi che compaiono nel diario p. [19]; Nota al testo di Sir Gavin de Beer, F.R.S. p. [21]-22; Nota all’edizione italiana di Cesare Casati, Verona, luglio 1982 p. [23]-24; Diario 1838-1881 p. [25]-65; Note p. [66]-81; Charles Darwin, Journal, August 1838 p. [83]-107; Scritto autobiografico del 1838 p. [109]-114; Appunti del 1837 o 1838 p. [115]-121; Bibliografia di Cesare Cesati p. [123]-156

Darwin C., Autobiografia (1809-1882) con l’aggiunta dei passi omessi nelle precedenti edizioni. Traduzione italiana di Luciana Fratini condotta sulla prima edizione integrale inglese a cura di Nora Barlow. Appendice e note a cura di Nora Barlow . Prefazione di Giuseppe Montalenti. Nuova introduzione di Giulio Giorello, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2006, pp. 226. Indice: Prefazione di G. Montalenti; Nota al testo di Nora Barlow; Introduzione all’edizione inglese di Nora Barlow; Introduzione ddi Giulio Giorello; Autobiografia 1809-1882. 31 maggio 1876. Reminiscenze sullo sviluppo della mia mente e del mio carattere. Cambridge: 1828-1831. Il viaggio sul Beagle: dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836. Dal mio ritorno in Inghilterra (2 ottobre 1836), al matrimonio (29 gennaio 1839). Opinioni religiose. Dal matrimonio, 29 gennaio 1839, e dalla residenza in Upper Gower Street, alla nostra partenza da Londra per la nuova residenza a Down, 14 settembre 1842. La residenza a Down, dal 14 settembre 1842 ad oggi, 1876. Le mie molte pubblicazioni. Appendice. I. Charles Darwin e suo nonno, il dottor Erasmus Darwin. Brani sparsi. II. La controversia Darwin Butler. Note. I. Lettera del dottor Erasmus Darwin al figlio Robert, padre di Charles. II. Come furono vinte le obiezioni del dottor Robert al viaggio sul Beagle. III. Appunti scritti a lapis nel 1837-38: Questo è il problema. IV. Scritti della signora Darwin sulla religione. V. Sulla malferma salute di Charles Darwin. Vl. Elenco dei principali brani omessi nelle precedenti edizioni

Darwin C., Ricordi dello sviluppo della mia mente e del mio carattere. Traduzione e cura di Piera Mattei, (traduzione di Recollections of the development of my mind and character in Darwin F. (A cura di), 1887: The life and letters of Charles Darwin including an autobiographical chapter, London, John Murray), Gattomerlino, Roma, pp. 136, 2014. Indice: Un autoritratto romantico in stile vittoriano di Piera Mattei, p. 7-22. Ricordi dello sviluppo della mia mente e del mio carattere di Charles Darwin, p. 23-126. Fortuna e audacia nella scienza. Conversazione con Antonio Bianconi di Piera Mattei, p. 127-133. Note editoriali: Dal sito dell’editore riporto: “Quando un editore tedesco mi scrisse proponendomi di fare un racconto dello sviluppo della mia mente e del mio carattere, con alcuni tratti biografici, pensai che il tentativo mi avrebbe divertito, e forse avrebbe interessato i miei figli o i loro figli. Se avessi letto una narrazione, anche breve e semplice, del modo di pensare di mio nonno, scritta da lui stesso – cosa pensava, cosa faceva e come lavorava – so che l’avrei trovata interessantissima. Ho cercato di raccontare di me, come se io fossi un uomo morto, in un altro mondo, e guardassi indietro alla mia vita”

Darwin C., Autobiografia. Ediz. integrale, Santarcangelo di Romagna (RN), Rusconi Libri, pp. 128, 2025. Traduzione di Luca Manini. Indice: Introduzione, p. V-VIII; Nota al testo, p. IX-IX; 31 maggio 1876. Ricordi dello sviluppo della mia mente e del mio carattere, p. 3-32; Cambridge, 1828-1831, p. 33-46;. Il viaggio del Beagle dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, p. 47-56; Dal mio ritorno in Inghilterra (2 ottobre 1836), al matrimonio (29 gennaio 1839), p. 57-60; Il credo religioso, p. 61-70; Dal mio matrimonio (29 gennaio 1839) e dalla residenza in Upper Gower Street alla nostra partenza da Londra e il nostro trasferimento a Down (14 settembre 1842), p. 71-86; Residenza a Down dal 14 settembre 1842 al presente, p. 87-88; Le mie varie pubblicazioni, p. 89-104; Scritto il 1° maggio 1881, p. 105-114

Banchi di corallo e isole madreporiche

Darwin C., Sulla struttura e distribuzione dei banchi di corallo e delle isole madreporiche. Prima traduzione italiana dei Professori Giovanni e Riccardo Canestrini preceduta da cenni biografici e ritratto dell’autore arricchita di note sulle più recenti scoperte, Unione Tipografico-Editrice,Torino, 1888, pp. 210, con un ritratto di Darwin, 6 figure e 3 mappe colorate ripiegate (Torino, Lit. Salussolia). Traduzione di Giovanni Canestrini e Riccardo Canestrini della seconda edizione del 1874 “The structure and distribution of coral reefs”, Smith Elder and Co, London (dalla Prefazione della seconda edizione dell’autore p. 17-18 del presente volume). Indice completo. CARLO DARWIN. Cenni biologici estratti dal discorso detto dal Professore GIOVANNI CANESTRINI nell’Aula Magna dell’Università di Padova lì 21 maggio 1882. Prefazione della seconda edizione. Prefazione della prima edizione. Introduzione. CAPITOLO I. Atollo Isole-Lagune. Coralli del lato esterno. Zona di nullipore. Banco esterno. Isolotti. Corallo allo stato di conglomerato. Laguna. Sedimento calcareo. Scari e oloturie viventi di coralli. Cambiamenti nella condizione dei banchi e degli isolotti. Abbassamento probabile dell’atollo. Stato futuro della laguna. Forma generale ed estensione degli atolli, dei banchi ed isolotti. Pendio esterno. Zone di nullipore. Conglomerato. Profondità delle lagune. Sedimento. Banchi intieramente o parzialmente sommersi. Rotture nel banco. Riva in forma di cresta intorno a certe lagune. Conversione delle lagune in terra. Arcipelago Maldiva. Banchi annulari del contorno e del centro. Grande profondità delle lagune degli atolli sud. Banchi nelle lagune che raggiungono tutti la superficie. Posizione degli isolotti e delle breccie nel banco in rapporto ai venti dominanti ed all’azione delle onde. Distruzione degli isolotti. Rapporto di posizione fra atolli differenti. Divisione apparente dei grandi atolli. Il gran banco di Chagos. Suo stato di sommersione e sua struttura stra­ordinaria. CAPITOLO II. Barriere. Loro somiglianza nella forma generale e nella loro struttura agli atolli. Larghezza e profondità della laguna dei canali. Breccie attraverso al banco, di fronte alle vallate e specialmente dalla parte sotto vento. Causa che rallenta l’ostruzione dei canali lagunari. Estensione e costitu­zione delle isole circostanti. Numero delle isole nel medesimo banco. Coste madreporiche della Nuova Caledonia e dell’Australia. Posizione del banco in rapporto alla declinazione della terra vicina. Grande spessore probabile delle coste madreporiche. CAPITOLO III. Scogliere frangenti o marginali. Banchi dell’isola Maurizio. Canale poco profondo nel banco. Lentezza del suo riempimento. Correnti d’acqua che si formano nell’interno. Banchi sollevati. Scogliere frangenti strette nei mari profondi. Banchi sulla costa est dell’Africa e del Brasile. Scogliere frangenti nei mari assai poco profondi, intorno ai banchi di sedimento e sulle isole basse e dilavate. Sco­gliere frangenti modificate dalle correnti marine. Coralli, che rivestono il fondo del mare, senza formare dei banchi. CAPITOLO IV. Dell’accrescimento dei banchi di corallo. Della distribuzione dei banchi di corallo e delle condizioni favorevoli al loro accrescimento. Sulla rapidità di accrescimento dei banchi di corallo. Profondità alle quali vivono i coralli costruttori di banchi. CAPITOLO V. Teoria della formazione delle differenti classi di banchi di corallo. Gli atolli dei più grandi arcipelaghi non sono formati sopra crateri sommersi o sopra banchi di sedi­mento. Immensi spazi disseminati d’atolli. Loro abbassamento. Effetti delle tempeste e dei terremoti sugli atolli. Cambiamento recente nel loro stato. Origine delle barriere e degli atolli. Loro forme relative. Catene in forma di gradini, e pareti intorno alle rive di alcune lagune. Banchi annulari degli atolli Maldiva. Stato di sommersione totale o parziale di alcuni banchi annulari. Frazionamento dei maggiori atolli. Unione di atolli a mezzo di banchi lineari. Gran banco di Ciagos. Esame delle obbiezioni tratte dall’area e dalla quantità d’abbassamento richiesti dalla teoria. Composizione probabile delle parti inferiori degli atolli. CAPITOLO VI. Distribuzione dei banchi di corallo in rapporto alla teoria della loro formazione. Descrizione della carta colorata. Grande vicinanza degli atolli e barriere. Relazione di forma e di posizione degli atolli colle isole ordinarie. Difficoltà di scoprire una prova diretta d’ab­bassamento. Prova di recente elevazione delle scogliere frangenti. Oscillazioni del livello. Biancanza di vulcani attivi nelle aree d’abbassamento. Immensità degli spazi che hanno provato un sollevamento od un abbassamento. Loro relazione colla distribuzione attuale della terra. Località d’abbassamento allungate. Loro intersezione e loro alternanza con quelle di sollevamento. Valore e piccola velocità dell’abbassamento necessario. Ricapi­tolazione. Appendice. contenente una descrizione dettagliata dei banchi e delle isole della carta colorata (tavola III). Note (dei traduttori). Descrizione delle tavole (dell’autore). Indice delle materie. Indice alfabetico.

Diverse forme dei fiori

Darwin C., Le diverse forme dei fiori in piante della stessa specie, Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 239, 1884. Traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen della prima edizione del 1877 “The different forms of flowers on plants of the same species”, John Murray, London. Indice: Introduzione (dell’autore) p. 5-12. Inizio e fine dell’opera p. 13-231. Indice delle materie p. 232-233; indice alfabetico p. 234-239; errata-corrige p. [240]. Indice completo. Capitolo I. PIANTE DIMORFE ETEROSTILI: PRIMULACEAE. Primula veris. Differenze di struttura fra le due forme. Grado di fertilità nella loro unione legittima ed illegittima. P. elatior, valyoris, sinensis, auricula, ecc. Riassunto sulla fertilità delle specie eterostili di Primula. Specie omostili di Primula. Hottonia palustris. Androsace Vitalliana. Capitolo II. IBRIDI DI PRIMULE. Oxlip ibrido prodottosi naturalmente di Primula veris e vulgaris. Differenze di struttura e di funzione fra le due specie madri. Effetti dell’incrociamento delle forme macrostile e microstile di Oxlip fra di loro e colle due forme di ambedue le specie madri. Carattere dei discendenti di Oxlip artificialmente autofecondati ed incrociati allo stato di natura. Ibridi di altre specie eterostili di Primula. Nota supplementare sugli ibridi spontaneamente prodotti nel genere Verbascum. Capitolo III. PIANTE DIMORFE ETEROSTILI (Continuazione). Linum grandiflorum, la forma macrostile col polline della propria forma affatto sterile. Linum perenne, torsione del pistillo nella sola forma macrostile. Specie omostili di Linum. Pulmonaria officinalis, singolare differenza nella autofecondazione fra le piante macrostili inglesi e le tedesche. Pulmonaria angustifolia, dimostrata specie distinta, la forma macrostile completamente sterile coll’autofecondazione. Polygonum fagopyrum. Parecchi altri generi eterostili. Rubiaceae. Mitchella repens, fertilità dei fiori appaiati. Houstonia. Faramea, considerevole differenza nei granelli pollinici delle due forme e torsione degli stami nella sola forma microstile; sviluppo non ancora perfetto. La struttura eterostile dei diversi generi di Rubiaceae non dovuta a discendenza comune. Capitolo IV. PIANTE ETEROSTILI TRIMORFE. Lythrum salicaria. Descrizione delle tre forme. Loro facoltà e modo complicato di fecondarsi reciprocamente. Diciotto diverse unioni possibili. La forma mesostile e per sua natura eminentemente femminile. Lythrum Graefferi pure trimorfo. L. Thymifolium dimorfo. L. Hyssopifolium omostile. Nesaea verticillata trimorfa. Lagerstroemia di natura dubbiosa. Oxalis, specie trimorfe. O. Valdiviana. O. Regnelli, le unioni illegittime completamente sterili. O. speciosa. O. sensiliva. Specie omostili di Oxalis. Pontederia unico fra i generi delle monocotiledoni che sia noto contenere specie eterostili. Capitolo V. DISCENDENTI ILLEGITTIMI DELLE PIANTE ETEROSTILI. Discendenti illegittimi delle tre forme di Lythrum salicaria,. Piccola statura e sterilità di essi, alcuni affatto sterili, altri fertili. Oxalis, trasmissione della forma ai discendenti legittimi ed illegittimi. Primula sinensis, discendenti illegittimi fino ad un certo punto nani e sterili. Varietà omostili di P. sinensis, auricula, farinosa, ed elatior. P. vulgaris, varietà a fiori rossi, discendenti illegittimi sterili. P. veris, piante illegittime coltivate per parecchie generazioni successive, piccola statura e sterilità di esse. Varietà omostili di P. veris. Trasmissione della forma in Pulmonaria e Polygonum. Conclusioni. Stretto parallelismo fra la fecondazione illegittima e l’ibridazione. Capitolo VI. OSSERVAZIONI FINALI SULLE PIANTE ETEROSTILI. Il carattere essenziale delle piante eterostili. Riassunto delle differenze nella fertilità fra le piante fecondate in via legittima ed in via illegittima. Diametro dei granelli pollinici, grandezza delle antere e struttura dello stimma nelle diverse forme. Affinità dei generi che comprendono specie eterostili. Natura dei vantaggi derivanti dalla eterostilìa. I mezzi coi quali le piante divennero eterostili. Trasmissione della forma. Varietà omostili di piante eterostili. Osservazioni finali. Capitolo VII. PIANTE POLIGAME, DIOICHE E GINODIOICHE. La trasformazione delle piante ermafrodite in dioiche avvenuta in modi diversi. Piante eterostili divenute dioiche. Rubiaceae. Verbenaceae. Piante poligame o subdioiche. Evonymus. Fragaria. Le due sottoforme dei due sessi di Rhamnus ed Epigaea. Ilex. Piante ginodioiche. Thymus, differenze nella fecondità degli individui ermafroditi e maschili. Satureia. Modo in cui le due forme sono probabilmente sorte. Scabiosa ed altre piante ginodioiche. Differenze nella grandezza della corolla nelle forme delle piante poligame, dioiche e ginodioiche. Capitolo VIII. FIORI CLEISTOGAMI. Carattere generale dei fiori cleistogami. Lista dei generi che producono simili fiori e loro distribuzione nella serie dei vegetali. Viola, descrizione dei fiori cleistogami nelle diverse specie, loro fertilità paragonata a quella dei fiori perfetti. Oxalis acetosella. O. sensitiva, tre forme di fiori cleistogami. Vandellia. Ononis. Impatiens. Drosera. Osservazioni diverse su parecchie altre piante cleistogame. Specie anemofile che producono fiori cleistogami. Leersia, raro sviluppo di fiori perfetti. –Riassunto e osservazioni conclusionali sull’origine dei fiori cleislogami. Conclusioni principali che si possono dedurre dalle osservazioni esposte nel presente volume

Effetti della fecondazione incrociata

Darwin C., Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale, Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 346, 1878. Traduzione di Giovanni Canestrini e Pier Andrea Saccardo sulla prima edizione del 1876 “The effects of cross and self fertilisation in the vegetable kingdom”, John Murray, London. Indice: Contenuto dell’opera 5-329. Indice sistematico delle materie p. 331-334; Indice alfabetico p. 335-346. Indice completo. Capitolo I. INTRODUZIONE. Differenti circostanze che favoriscono o determinano la fecondazione incrociata delle piante -Bene­fizi ottenuti dalla fecondazione delle piante. La fecondazione incrociata favorevole alla propa­gazione della specie. Sommario storico di questo fatto. Scopo delle sperienze e modo col quale esse furono condotte. Apprezzamenti statistici delle misurazioni. Esperienze fatte durante più generazioni successive. Natura dell’affinità delle piante nelle ultime generazioni. Uniformità delle condizioni alle quali si sottoposero le piante. Qualche causa d’errori apparenti e reali. Quantità di polline impiegato. Piano dell’opera. Importanza delle conclusioni. Capitolo II. CONVOLVULACEE. Ipomaea purpurea; paragone fra la conformazione e la fecondità delle piante incrociate ed autofecondate per dieci generazioni successive. Vigorìa costituzionale più rimarchevole delle piante incrociate. Effetti prodotti sulla discendenza dall’incrociamento con individui diversi. Effetti dell’incrociamento con un ramo novello. Discendenza della pianta autofecondata, chiamata Heros. Riassunto dell’accrescimento, del vigore e della fecondità delle successive generazioni incrociate ed autofecondate. Piccola quantità di polline contenuto nelle antere delle piante autofecondate dell’ultima generazione, e sterilità dei loro primi fiori. Colore uniforme dei fiori nelle piante autofecondate. I1 vantaggio che risulta dall’incrociamento fra due piante diverse è subordinato alla differenza della loro costituzione. Capitolo III. SCROFULARIACEE, GESNERIACEE, LABIATE, ECC. Mimulus lutens; altezza, vigore, e fecondità delle piante incrociate ed autofecondate della prima generazione. Apparizione d’una nuova varietà, grande e fertilissima. –Discendenza risul­tante da un incrocio fra piante autofecondate. Effetti dell’incrociamento con un nuovo ramo. Effetti dell’incrociamento fra i fiori delle stesse piante. Sommario delle osservazioni fatte sul Mimulus lutens. Digitalis purpurea; superiorità delle piante incrociate. Effetti dell’in­crocio dei fiori sulla medesima pianta. Calceolaria. Linaria vulgaris. Verbascum Tha­psus. Vandellia nummularifolia. Fiori cleistogeni. Gesneria pendulina. Salvia coccinea. Origanum vulgare. Grande sviluppo delle piante incrociate dagli stoloni.-Thunbergia alata. Capitolo IV. CRUCIFERE, PAPAVERACEE, RESEDACEE, ECC. Brassica oleracea; piante incrociate ed autofecondate. Effetti considerevoli d’un nuovo incrocio con un ramo nuovo, sulle piante della discendenza. Iberis umbellata. Papaver vagum. Eschscholtzia californica, piante provenienti da un incrocio con un ramo nuovo, che non ha più vigore, ma che è dotato d’una maggiore fecondità che le pianticine autofecondate. · Reseda lutea ed odorata molti soggetti sterili col loro proprio polline. Viola tricolor, effetti notabili dell’incrocio. Adonis aestivalis. Delphinium Consolida. Viscaria ocu­lata, le piante incrociate sono di poco più grandi, ma più fertili delle autofecondate. Dianthus Caryophyllus piante incrociate ed autofecondate, confrontate per quattro generazioni. Effetti considerevoli dell’incrociamento con un ramo nuovo. Colore uniforme dei fiori nelle piante autofecondate. Hibiscus africanus. Capitolo V. GERANIACEE, LEGUMINOSE, ONAGRARIEE, ECC. Pelargonium zonale; un incrociamento tra piante propagate per le barbatelle non dà buoni effetti. Tropaeolum minus. Limnanthes Douglasii. Lupinus luteus et pilosus. Phaseolus multiflorus et vulgaris. Lathyrus odoratus sue varietà; esse non furono mai inter-incrociate in Inghilterra. Pisum sativum sue varietà; l’inter-crociamento è rarissimo, ma da ottimi effetti. Sarothamnus scoparius, effetti notevoli d’un incrociamento.–Ononis minutissima, suoi fiori cleistogeni. Sommario sulle leguminose. Clarkia elegans. Bartonia aurea. Passifora gracilis. Apium Petroselinum. Scabiosa atropurpurea. Lactuca sativa. Specularia Speculum. Lobelia ramosa vantaggi risultanti da un incrocio durante due gene­razioni. Lobelia fulgens. Nemophila insignis, grandi vantaggi d’un incrociamento. Borrago officinalis. Nolana prostrata. Capitolo VI. SOLANACEE, PRIMULACEE, POLIGONEE, ECC. Petunia violacea; piante incrociate ed autofecondate, confrontate per quattro generazioni. Effetto d’un incrociamento con un ramo nuovo. Colore uniforme dei fiori nelle piante incrociate della quarta generazione. Nicotiana Tabacum, piante incrociate ed autofecondate di eguale altezza. Un incrociamento con una sotto-varietà distinta ha dei considerevoli effetti sull’altezza ma non sulla fecondità della discendenza. Cyclamen persicum, pianticine incrociate di molto superiori alle autofecondate. Anaqallis collina. Primula veris. Varietà isostilea di Primala veris, la sua fecondità è molto aumentata da un incrocio con un nuovo ceppo. Fagopyrum esculentum. Bela vulgaris. Canna Warscewiczii, piante incrociate ed autofe­condate di eguale altezza. Zea mais. Phalaris canariensis. Capitolo VII. SOMMARIO DELL’ALTEZZA E DEL PESO DELLE PIANTE INCROCIATE ED AUTOFECONDATE. Numero delle specie e delle piante misurate. Tabelle. Osservazioni preliminari sulla discen­denza delle piante incrociate. Esame speciale di tredici esperienze. Effetti dell’incrocia­mento d’una pianta autofecondata, sia col mezzo di un’altra pianta autofecondata, sia d’una pianta inter-crociata del vecchio ceppo. Sommario dei risultati. Osservazioni preliminari sulle piante incrociate ed autofecondate dello stesso ceppo. Esame di trentasei casi eccezionali nei quali le piante incrociate non oltrepassavano di molto in altezza le autofecondate. Tali casi, per la maggior parte, non costituiscono eccezioni reali alla regola che stabilisce i buoni effetti della fecondazione incrociata. Sommario di tali risultali. Peso relativo di piante incrociate ed autofecondate. Capitolo VIII. DIFFERENZA FRA LE PIANTE INCROCIATE E LE AUTOFECONDATE NELLA VIGORIA COSTITUZIONALE E IN ALTRI RIGUARDI. Vigoria costituzionale più notevole nelle incrociate. Effetti dei grandi assembramenti. Lotta colle altre piante. Le autofecondate vanno più soggette ad una morte prematura. Le incro­ciate fioriscono generalmente prima delle autofecondate. Effetti negativi dell’inter-crociamento dei fiori d’una stessa pianta. Descrizione di vari casi. Buoni effetti d’un incrociamento, trasmessi fino alle ultime generazioni. Effetti dell’incrocio tra piante di stretta parentela. Colore uniforme dei fiori nelle piante autofecondate per più generazioni e coltivate in condizioni. simili. Capitolo IX. EFFETTI DELLA FECONDAZIONE INCROCIATA. E DELL’AUTOFECONDAZIONE SULLA PRODUZIONE DEI SEMI. Fecondità delle piante di origine incrociata e di origine autofecondata, essendo stati i due gruppi fecondati nel modo stesso. Fecondità dei generatori dopo un primo incrocio ed una prima auto­fecondazione, e della loro discendenza, sia incrociata, sia autofecondata, dopo un secondo incrocio od una seconda autofecondazione. –Paragone tra la fecondità dei fiori fecondati col loro proprio polline e quella dei fiori fecondati col polline d’altri fiori della stessa pianta. Piante autofe­condate. Cause d’autosterilità. Sopravvenienza di varietà fertilissime per se stesse. Benefizi dell’autofecondazione, sotto tali punti di vista, indipendentemente dalla produzione assicurata dei grani. Peso relativo e grado di germinazione dei suoi prodotti da fiori incro­ciati e da fiori. Capitolo X. PROCESSO DI FECONDAZIONE. Sterilità e fecondità delle piante non visitate dagli insetti. Processi, mediante i quali i fiori sono fecondati per incrocio. Disposizioni favorevoli all’autofecondazione. Relazione tra la strut­tura e la bellezza dei fiori, tra il concorso degli insetti e i vantaggi della fecondazione incrociata. Processi, mediante i quali i fiori sono fecondati da una pianta distinta. Maggiore facoltà fecondatrice d’uno stesso polline. Specie anemofile. Conversione delle specie anemofile in entomofile. Origine del nettare. Le piante anemofile hanno d’ordinario i loro semi separati. Conversione dei fiori diclini in ermafroditi. Gli alberi hanno spesso i loro sessi separati. Capitolo XI. LE ABITUDINI DEGLI INSETTI IN RELAZIONE COLLA FECONDAZIONE DEI FIORI. Gl’insetti visitano quanto più a lungo possono i fiori d’una stessa specie. Cause di quest’abitudine. Mezzi coi quali le api riconoscono i fiori della stessa specie. Secrezione istantanea del nettare. I1 nettare di certi fiori non attira certi insetti. Industria delle api e numero dei fiori che visitano in breve tempo. La corolla perforata dalle api. Abilità adoperata in tale operazione. Le api approfittano delle aperture fatte dai calabroni. Effetti di tale abitudine. I1 motivo di tale perforazione dei fiori è quello di guadagnar tempo. I fiori vicini in grappi compatti sono i più perforati. Capitolo XII. RISULTATI GENERALI. Prove dei vantaggi della fecondazione incrociata e dei danni dell’autofecondazione. Alcune specie affini differiscono molto coi loro mezzi particolari nel favorire la fecondazione incrociata, e nell’allontanare l’autofecondazione. I vantaggi e i danni portati da questi due processi dipendono dal grado di differenza negli organi sessuali. Gli effetti dannosi non dipendono da tendenze rnorbose dei genitori,. Condizioni alle quali vanno assoggettate le piante vivendo agglomerate, sia naturalmente che artificialmente; effetti di tali condizioni. Considerazioni teoriche sull’azione reciproca degli elementi sessuali differenziati. Deduzioni pratiche. Genesi dei due sessi. Rapporti fra gli effetti della fecondazione incrociata e l’autofecon­dazione. e quelli delle unioni legittime ed illegittime nelle piante eterostilee, e paragone colle unioni ibride.

Espressione delle emozioni

Darwin C., L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali, Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 260, 1878. Traduzione di Giovanni Canestrini e Franco Bassani della prima edizione del 1872 “The expression of the emotions in man and animals”, John Murray, London. Indice: Introduzione p. 5-19; Contenuto dell’Opera p. 20-245; Indice sistematico delle materie p. 247-248. Indice completo. INTRODUZIONE. CAPITOLO I. PRINCIPII GENERALI DELLA ESPRESSIONE. Determinazione dei tre principii fondamentali. Primo principio. Gli atti utili diven­gono abituali associandosi a certi stati di spirito, e sono compiuti, anche ove il bisogno non se ne faccia sentire, in ciascun caso particolare. Potenza dell’abitu­dine. Eredità. Movimenti associati abituali nell’uomo. Azioni riflesse. Trasformazione delle abitudini in azioni riflesse. Movimenti associati abituali negli animali.-Conclusioni. CAPITOLO II. PRINCIPII GENERALI DELLA ESPRESSIONE (seguito). Principio dell’antitesi. Esempi nel cane e nel gatto. Origine del principio. Segni convenzionali. Il principio dell’antitesi non ha per origine azioni opposte compiute con conoscenza di causa sotto l’influenza di opposti impulsi. CAPITOLO III. PRINCIPII GENERALI DELLA ESPRESSIONE (fine). Terzo principio: Azione diretta sulla economia dell’eccitazione del sistema nervoso, indipendentemente dalla volontà e, in parte, dall’abitudine. Cambiamento di colore dei peli. Tremito dei muscoli. Modificazione delle secrezioni. Sudore. Espressione d’un vivo dolore, del furore, della gioia, dello spavento. Differenza tra le espres­sioni che producono o no movimenti espressivi. Stati dell’animo che eccitano o deprimono. Riassunto. CAPITOLO IV. MEZZI D’ESPRESSIONE NEGLI ANIMALI. Emissione di suoni. Suoni vocali. Suoni prodotti da vari meccanismi. Sollevamento delle appendici cutanee, peli, piume, ecc., sotto l’influenza del furore o dello spavento. Rovesciamento all’indietro delle orecchie, quale disposizione alla lotta o come segno di collera. Raddrizzamento delle orecchie ed elevazione del capo in segno di attenzione. CAPITOLO V. ESPRESSIONI SPECIALI DEGLI ANIMALI. Diversi movimenti espressivi nel cane. Gatto. Cavallo. Ruminanti. Scimie. Espressioni di gioia e d’affetto, di dolore, di collera, di stupore e di spavento in questi animali. CAPITOLO VI. ESPRESSIONI SPECIALI ALL’UOMO: DOLORE E PIANTO. Grida e pianto nel fanciullo. Aspetto dei lineamenti. Età in cui comincia il pianto. Effetti della repressione abituale del pianto. Singulto. Causa della contrazione dei muscoli che attorniano l’occhio durante le grida. Causa della secrezione delle lagrime. CAPITOLO VII. ABBATTIMENTO. ANSIETÀ. AFFANNO. SCORAGGIAMENTO. DISPERAZIONE. Effetti generali dell’affanno sull’economia. Obliquità dei sopraccigli sotto l’infuenza del dolore. Causa di questa obliquità. Abbassamento degli angoli della bocca. CAPITOLO VIII. GIOIA. ALLEGREZZA. AMORE. SENTIMENTI AFFETTUOSI. DEVOZIONE. Riso, prima espressione della gioia. Idee piacevoli. Movimenti e lineamenti del volto durante il riso. Natura del suono prodotto. Secrezione di lagrime che accompagna lo sghignazzamento. Gradi intermedi fra lo sghignazzare e il sorridere. Allegria. Espressione dell’amore. Sentimenti affettuosi. Devozione. CAPITOLO IX. RIFLESSIONE. MEDITAZIONE. CATTIVO UMORE. BORBOTTAMENTO. DETERMINAZIONE. Corrugamento delle sopracciglia. Riflessione accompagnata da sforzo o dalla percezione di una cosa difficile o disaggradevole. Meditazione astratta. Cattivo umore. Tetraggine. Ostinazione. Borbottamento, smorfia. Decisione o determinazione. Energica chiusura della bocca. CAPITOLO X. ODIO E COLLERA. Odio. Furore, suoi effetti sul fisico. Atto di scoprire i denti. Furore degli antenati. Collera e sdegno. Loro espressione nelle varie razze umane. Derisione e disfida. Atto di scoprire il dente canino da una parte sola. CAPITOLO XI. DISISTIMA. DISPREZZO. DISGUSTO. ORGOGLIO, ECC. IMPOTENZA. PAZIENZA. AFFERMAZIONE E NEGAZIONE. Disprezzo, alterigia e disistima; diversità nella loro espressione. Sorriso sarcastico. Gesti che esprimono il disprezzo. Disgusto. Colpevolezza, astuzia, orgoglio, ecc. Rassegnazione, debolezza o impotenza. Pazienza. Ostinazione. Stringi­mento delle spalle, gesto comune a quasi tutte le razze umane. Segni di afferma­zione o di negazione. CAPITOLO XII. SORPRESA. STUPORE. PAURA. ORRORE. Sorpresa, stupore. Sopracciglia rialzate. Bocca aperta. Labbra sporte. Gesti che accompagnano la sorpresa. Ammirazione. Paura. Terrore. Erezione dei capelli. Contrazione del muscolo pellicciaio. Dilatazione delle pupille. Orrore. Conclusione. CAPITOLO XIII. ATTENZIONE RIVOLTA SU SE STESSI. VERGOGNA. TIMIDEZZA. MODESTIA. ROSSORE. Natura del rossore. Eredità. Parti del corpo che vi sono più soggette. Il rossore nelle diverse razze umane. Gesti concomitanti. Confusione. Cause del rossore. L’attenzione rivolta su se stessi ne e l’elemento fondamentale. Timidezza. Vergogna, determinata dalla violazione delle leggi morali e delle regole di convenienza. Modestia. Teoria del rossore. Ricapitolazione. CAPITOLO XIV. CONSIDERAZIONI FINALI E RICAPITOLAZIONE. I tre principii fondamentali che hanno determinato i principali movimenti dell’espressione. Loro ereditarietà. Sulla parte che hanno avuto la volontà e l’intenzione nel con­seguimento dei modi dell’espressione. Della conoscenza istintiva dell’espressione. Rapporti del soggetto colla questione dell’unità specifica delle razze umane. Sul gra­duale conseguimento delle diverse forme dell’espressione nella serie dei progenitori dell’uomo. lmportanza dell’espressione. Conclusione

Darwin C., La espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali. Versione italiana col consenso di Carlo e Francesco Darwin. Per cura di Giovanni Canestrini, Professore di Zoologia ed Anatomia Comparata nella R. Università di Padova. Seconda edizione sulla seconda edizione inglese (con Note in Appendice), Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 284, 1890. Traduzione di Giovanni Canestrini della seconda edizione del 1890 “The expression of the emotions in man and animals”, John Murray, London. Indice: Prefazione alla seconda edizione di Francesco Darwin p.[5]. Inizio e fine dell’opera p. 7-261. Note (dei traduttori) I-XI p. 263-271. Indice sistematico delle materie p. 273-276. Indice alfabetico p. 277-284. Indice completo. PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE. INTRODUZIONE. CAPITOLO I. PRINCIPII GENERALI DELLA ESPRESSIONE. Determinazione dei tre principii fondamentali. Primo principio. Gli atti utili diven­gono abituali associandosi a certi stati di spirito, e sono compiuti, anche ove il bisogno non se ne faccia sentire, in ciascun caso particolare. Potenza dell’abitu­dine. Eredità. Movimenti associati abituali nell’uomo. Azioni riflesse. Trasformazione delle abitudini in azioni riflesse. Movimenti associati abituali negli animali.-Conclusioni. CAPITOLO II. PRINCIPII GENERALI DELLA ESPRESSIONE (seguito). Principio dell’antitesi. Esempi nel cane e nel gatto. Origine del principio. Segni convenzionali. Il principio dell’antitesi non ha per origine azioni opposte compiute con conoscenza di causa sotto l’influenza di opposti impulsi. CAPITOLO III. PRINCIPII GENERALI DELLA ESPRESSIONE (fine). Terzo principio: Azione diretta sulla economia dell’eccitazione del sistema nervoso, indipendentemente dalla volontà e, in parte, dall’abitudine. Cambiamento di colore dei peli. Tremito dei muscoli. Modificazione delle secrezioni. Sudore. Espressione d’un vivo dolore, del furore, della gioia, dello spavento. Differenza tra le espres­sioni che producono o no movimenti espressivi. Stati dell’animo che eccitano o deprimono. Riassunto. CAPITOLO IV. MEZZI D’ESPRESSIONE NEGLI ANIMALI. Emissione di suoni. Suoni vocali. Suoni prodotti da vari meccanismi. Sollevamento delle appendici cutanee, peli, piume, ecc., sotto l’influenza del furore o dello spavento. Rovesciamento all’indietro delle orecchie, quale disposizione alla lotta o come segno di collera. Raddrizzamento delle orecchie ed elevazione del capo in segno di attenzione. CAPITOLO V. ESPRESSIONI SPECIALI DEGLI ANIMALI. Diversi movimenti espressivi nel cane. Gatto. Cavallo. Ruminanti. Scimie. Espressioni di gioia e d’affetto, di dolore, di collera, di stupore e di spavento in questi animali. CAPITOLO VI. ESPRESSIONI SPECIALI ALL’UOMO: DOLORE E PIANTO. Grida e pianto nel fanciullo. Aspetto dei lineamenti. Età in cui comincia il pianto. Effetti della repressione abituale del pianto. Singulto. Causa della contrazione dei muscoli che attorniano l’occhio durante le grida. Causa della secrezione delle lagrime. CAPITOLO VII. ABBATTIMENTO. ANSIETÀ. AFFANNO. SCORAGGIAMENTO. DISPERAZIONE. Effetti generali dell’affanno sull’economia. Obliquità dei sopraccigli sotto l’infuenza del dolore. Causa di questa obliquità. Abbassamento degli angoli della bocca. CAPITOLO VIII. GIOIA. ALLEGREZZA. AMORE. SENTIMENTI AFFETTUOSI. DEVOZIONE. Riso, prima espressione della gioia. Idee piacevoli. Movimenti e lineamenti del volto durante il riso. Natura del suono prodotto. Secrezione di lagrime che accompagna lo sghignazzamento. Gradi intermedi fra lo sghignazzare e il sorridere. Allegria. Espressione dell’amore. Sentimenti affettuosi. Devozione. CAPITOLO IX. RIFLESSIONE. MEDITAZIONE. CATTIVO UMORE. BORBOTTAMENTO. DETERMINAZIONE. Corrugamento delle sopracciglia. Riflessione accompagnata da sforzo o dalla percezione di una cosa difficile o disaggradevole. Meditazione astratta. Cattivo umore. Tetraggine. Ostinazione. Borbottamento, smorfia. Decisione o determinazione. Energica chiusura della bocca. CAPITOLO X. ODIO E COLLERA. Odio. Furore, suoi effetti sul fisico. Atto di scoprire i denti. Furore degli antenati. Collera e sdegno. Loro espressione nelle varie razze umane. Derisione e disfida. Atto di scoprire il dente canino da una parte sola. CAPITOLO XI. DISISTIMA. DISPREZZO. DISGUSTO. ORGOGLIO, ECC. IMPOTENZA. PAZIENZA. AFFERMAZIONE E NEGAZIONE. Disprezzo, alterigia e disistima; diversità nella loro espressione. Sorriso sarcastico. Gesti che esprimono il disprezzo. Disgusto. Colpevolezza, astuzia, orgoglio, ecc. Rassegnazione, debolezza o impotenza. Pazienza. Ostinazione. Stringi­mento delle spalle, gesto comune a quasi tutte le razze umane. Segni di afferma­zione o di negazione. CAPITOLO XII. SORPRESA. STUPORE. PAURA. ORRORE. Sorpresa, stupore. Sopracciglia rialzate. Bocca aperta. Labbra sporte. Gesti che accompagnano la sorpresa. Ammirazione. Paura. Terrore. Erezione dei capelli. Contrazione del muscolo pellicciaio. Dilatazione delle pupille. Orrore. Conclusione. CAPITOLO XIII. ATTENZIONE RIVOLTA SU SE STESSI. VERGOGNA-TIMIDEZZA. MODESTIA. ROSSORE. Natura del rossore. Eredità. Parti del corpo che vi sono più soggette. Il rossore nelle diverse razze umane. Gesti concomitanti. Confusione. Cause del rossore. L’attenzione rivolta su se stessi ne e l’elemento fondamentale. Timidezza. Vergogna, determinata dalla violazione delle leggi morali e delle regole di convenienza. Modestia. Teoria del rossore. Ricapitolazione. CAPITOLO XIV. CONSIDERAZIONI FINALI E RICAPITOLAZIONE. I tre principii fondamentali che hanno determinato i principali movimenti dell’espressione. Loro ereditarietà. Sulla parte che hanno avuto la volontà e l’intenzione nel con­seguimento dei modi dell’espressione. Della conoscenza istintiva dell’espressione. Rapporti del soggetto colla questione dell’unità specifica delle razze umane. Sul gra­duale conseguimento delle diverse forme dell’espressione nella serie dei progenitori dell’uomo. lmportanza dell’espressione. Conclusione.

Darwin C., IL MEGLIO IN ANTROPOLOGIA. L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto al sesso. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. A cura di Giorgio Celli. Saggio aggiunto di G.G. Simpson. Traduzioni di Giovanni Canestrini e di Michele Lessona aggiornate da Giorgio Celli. Ventuno disegni nel testo e ventinove illustrazioni fuori testo. Longanesi & C., Milano, pp. 1205, 1971. Indice: Prefazione [G. C.] p. [9]-10. Cronologia essenziale della vita e delle opere di Carlo Darwin [G. C.] p. [11]-34. La teoria dell’evoluzione oggi [G.G. Simpson] (Darwin, fatti, teoria e filosofia. I Eredità, Genetica ed evoluzione. II Selezione naturale. Speciazione. Alcuni altri aspetti) p. [35]-63 (per gentile concessione della rivista: Proceedings of Royal Society of Victoria, 1969, 82 : 149-160, Traduzione di Paola Celli); Ideologia del Darvinismo [Giorgio Celli] p. [64]-78. L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto al sesso p. [79]-832. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali p. [833]-1198. Cenno bibliografico ragionato p. [1199]-1205. Indice delle figure nel testo p. [1209]-[1210]. Indice delle tavole p. [1211]. Indice generale p. [1213]-[1223]. Indice completo. INDICE GENERALE. PREFAZIONE. CRONOLOGIA ESSENZIALE DELLA VITA E DELLE OPERE DI CARLO DARWIN. LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE OGGI. Darwin, fatti, teoria e filosofia. Eredità. Genetica ed evoluzione. Selezione naturale. Speciazione. Alcuni altri aspetti. IDEOLOGIA DEL DARVINISMO. … L’ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI. NELL’UOMO E NEGLI ANIMALI. INTRODUZIONE. I PRINCIPI GENERALI DELLA ESPRESSIONE (I). Principio dell’associazione delle abitudini utili. Principio dell’antitesi. III. Principio degli atti dovuti alla costituzione del sistema nervoso del tutto indipen­denti dalla volontà e, fino a un certo pun­to, anche dall’abitudine. Azioni riflesse. Mavimenti abituali associati negli animali inferiori. II PRINCIPI GENERALI DELLA ESPRESSIONE (II). III PRINCIPI GENERALI DELLA ESPRESSIONE (III). IV MEZZI D’ESPRESSIONE NEGLI ANIMALI. Emissione di suoni. Erezione delle appendici cutanee. Rigonfamento del corpo, e altri mezzi per mettere spavento al nemico. Rovesciamento delle orecchie all’indietro. Raddrizzamento delle orecchie. V ESPRESSIONI SPECIALI DEGLI ANIMALI. Cane. Gatto. Cavallo. Ruminanti. Scimmie. Piacere, gioia, affezione. Emozioni e sensazioni dolorose. Collera. Stupore, spavento. VI ESPRESSIONI SPECIALI ALL’UOMO: DOLORE E PIANTO. Dolori fisici e morali, pianto. Cause della contrazione dei muscoli, che cir­condano l’occhio, durante le grida. Causa della secrezione delle lagrime. VII ABBATTIMENTO ANSIETÀ AFFANNO SCO­RAGGIAMENTO DISPERAZIONE. Obliquità delle sopracciglia. Causa dell’obliquità delle sopracciglia sotto l’influenza del dolore. Depressione degli angoli della bocca. VIII GIOIA ALLEGREZZA AMORE SENTIMENTI AFFETTUOSI DEVOZIONE. Buon umore, allegria. Amore, sentimenti affettuosi, eccetera. Devozione. IX RIFLESSIONE MEDITAZIONE CATTIVO UMO­RE BORBOTTAMENTO DETERMINAZIONE. Distrazione, meditazione. Cattivo umore. Risolutezza e determinatezza. X ODIO E COLLERA. Furore. Collera e sdegno. Sogghigno, aria di sfida, azione di scoprire il dente canino d’un lato. XI DISISTIMA DISPREZZO DISGUSTO ORGO­GLIO, ECCETERA IMPOTENZA PAZIENZA AFFERMAZIONE E NEGAZIONE. Gelosia, Invidia, Avarizia, Rancore, Sospetto, Perfidia, Astuzia, Colpevolezza, Vanità, Ambizione, Orgoglio, Umiltà. Rassegnazione, Impotenza, Stringimento di spalle. Segni di affermazione o di approvazione, di negazione o di biasimo; atti di piegare e di scuotere la testa. XII SORPRESA STUPORE PAURA ORRORE. Ammirazione. Paura, Terrore. Capelli irti. Contrazione del muscolo pellicciaio. Dilatazione delle pupille. Orrore. Conclusione. XIII ATTENZIONE RIVOLTA SU SE STESSI VER­GOGNA TIMIDEZZA MODESTIA ROSSORE. Il rossore nelle diverse razze umane. Confusione della mente. Cause del rossore. Timidezza. Cause morali: colpa. Violazione delle leggi di convenzione. Modestia. Teoria del rossore. Ricapitolazione. XIV CONSIDERAZIONI FINALI E RICAPITOLAZIONE. CENNO BIBLIOGRAFICO RAGIONATO.

Darwin C., L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. Taccuini M e N. Profilo di un bambino. Paolo Boringhieri, Torino, 1982, pXXXV+463. A cura Gian Arturo Ferrari. Prima traduzione novecentesca di Fiamma Bianchi Bandinelli della prima edizione del 1872 “The expression of the emotions in man and animals”, John Murray, London. Indice: Introduzione del curatore Gian Arturo Ferrari, Pavia, novembre 1982 p. [IX]-XXXV; Nota bibliografica p. [XXXIII]-XXXV (1. Fonti bibliografiche e biografiche 2. Opere di Charles Darwin 3. Interpretazioni critiche). Taccuini M e N, Avvertenza editoriale p. [3]-8; Taccuino M p. [9]-50; Note p. 51-55; Taccuino N p. [57]-86; Note p. 86-89; Profilo di un bambino, Avvertenza editoriale p. [93]-95; Profilo di un bambino p. [97]-108; L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, Avvertenza editoriale p. [111]-116; Introduzione p. [117]-134; Note 135-137; Contenuto dell’Opera p. [138]-420; Indice analitico p. [421]-428. Indice completo. Introduzione del curatore. Nota bibliografica. Taccuini M e N (1838-1840). Avvertenza editoriale. Taccuino M. Taccuino N. Profilo di un bambino (1877). Avvertenza editoriale. Profilo di un bambino. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali (1872). Avvertenza editoriale. Introduzione. Princìpi generali dell’espressione. I tre principi fondamentali Il primo principio Gli atti utili diventano abituali in associazione con determinati stati d’animo e sono eseguiti anche se, nel caso particolare, non offrono nessun vantaggio La forza dell’abitudine Ereditarietà Movimenti abituali associati nell’uomo Movimenti e atti riflessi Trasformazioni delle abitudini in atti riflessi Movimenti abituali associati negli animali Osservazioni conclusive. Principi generali dell’espressione (continuazione). Il principio dell’antitesi Esempi nel cane e nel gatto Origine del principio Segni convenzionali Il principio dell’antitesi non deriva dall’esecuzione cosciente di azioni opposte in risposta a stimoli opposti. Princìpi generali dell’espressione (conclusione). Principio dell’azione diretta sull’organismo del sistema nervoso eccitato, indipendentemente dalla volontà e, in parte, dall’abitudine Cambia­mento di colore dei capelli Tremito muscolare Modificazione delle secrezioni Sudorazione Espressione di un’estrema sofferenza Espres­sione della collera, di una grande contentezza, del terrore Contrasto fra le emozioni che provocano movimenti espressivi e quelle che non li provocano Stati mentali di eccitazione e di depressione Riassunto. Mezzi di espressione negli animali. Emissione di suoni Suoni vocali Suoni prodotti in altri modi Ere­zione delle appendici cutanee, dei peli, delle piume ecc., nelle emozioni della collera e del terrore Spingere indietro gli orecchi come segno di preparazione alla lotta e come espressione della collera Drizzare gli orecchi e alzare la testa come segno di attenzione. Espressioni specifiche degli animali. Il cane: alcuni suoi movimenti espressivi Gatti Cavalli Ruminanti Scimmie: loro modo di esprimere gioia e affetto e dolore e rabbia e stupore e paura. Espressioni specifiche dell’uomo: dolore e pianto. Strilli e pianto nei bambini piccoli · Aspetto del volto Età a cui com­pare il pianto Effetti dell’abitudine di trattenere il pianto Singulto Causa della contrazione dei muscoli che circondano l’occhio durante l’emissione di grida Causa della secrezione delle lacrime. Depressione, ansietà, afflizione, scoraggiamento, disperazione. Effetti generali dell’afflizione sull’organismo Posizione obliqua delle sopracciglia per effetto del dolore Causa della posizione obliqua delle sopracciglia Abbassamento degli angoli della bocca. Gioia, allegria, amore, sentimenti affettuosi devozione. Il riso è essenzialmente un’espressione di gioia Idee comiche Movi­menti della faccia durante il riso Natura del suono prodotto Secre­zione di lacrime durante una fragorosa risata Passaggio per gradi dalla risata fragorosa al sorriso appena accennato Allegria L’espressione dell’amore Sentimenti affettuosi Devozione. Riflessione, meditazione, irritabilità, malumore, determinazione. L’atto di aggrottare le sopracciglia (cipiglio) Riflessione fatta con sforzo e con la percezione di qualcosa di difficile o di sgradevole Me­ditazione astratta Irritabilità Musoneria Ostinazione Malumore e broncio Decisione o determinazione Chiusura risoluta della bocca. Odio e ira. Odio Collera, suoi effetti sull’organismo Scoprire i denti La collera nei malati di mente Ira e indignazione Espressione dell’ira e dell’in­dignazione nelle varie razze umane Derisione e provocazione Scoprire il dente canino di un solo lato della faccia. Disdegno, disprezzo, disgusto, colpevolezza, superbia, incapacità, pazienza, affermazione e negazione. Disprezzo, disistima e disdegno, vari modi di esprimerli Sorriso di de­risione Gesti che esprimono il disprezzo Disgusto Colpevolezza, falsità, superbia ecc. Incapacità o impotenza Pazienza – Ostinazione-­Stringersi nelle spalle: gesto comune alla maggior parte delle razze umane Segni per indicare l’assenso o la negazione. Sorpresa, stupore, paura, orrore. Sorpresa, stupore Alzare le sopracciglia Aprire la bocca Protendere le labbra Gesti che accompagnano la sorpresa Ammirazione Paura Terrore Orripilazione Contrazione del muscolo platysma mioides Dilatazione delle pupille Orrore Conclusione. Arrossire: attenzione concentrata su sé stessi, vergogna, timidezza, modestia. Natura dell’arrossire Ereditarietà Le parti del corpo maggiormente colpite Il rossore nelle diverse razze umane Gesti che accompagnano il rossore Confusione mentale Cause dell’arrossire Attenzione con­centrata su sé stessi: l’elemento fondamentale Timidezza Vergogna per aver infranto leggi morali o ruoli convenzionali Modestia Teoria dell’arrossire Ricapitolazione. Osservazioni conclusive e sunto. I tre principi fondamentali che determinano i movimenti principali del­l’espressione Loro trasmissione ereditaria Ruolo che hanno avuto la volontà e l’intenzionalità nell’acquisizione delle diverse espressioni Il riconoscimento istintivo dell’espressione Implicazioni dell’argomento di questo libro a favore della unità specifica delle razze umane Acquisi­zione successiva delle diverse espressioni da parte dei progenitori del­l’uomo Importanza dell’espressione Conclusione. Indice analitico. Note editoriali. Singolarmente non è stato invece tradotto in italiano fino a tempi recentissimi: è del 1981 infatti l’accurata versione di Barbara Continenza, con un’ampia e precisa introduzione: Charles Darwin: Il comportamento infantile, con introduzione di Barbara Con­tinenza, Storia e critica della psicologia, vol. 2, 99 117 (1981). E qui riprodotta la traduzione di Barbara Continenza. Note di p. 116: L’Espressione delle emozioni fu tradotta prima della morte di Darwin in tedesco e russo (1872); in olandese e polacco (1873); in francese (1874); e infine in italiano (1878), ad opera di G. Canestrini e con il titolo Dell’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali (UTET, Torino). La traduzione di Canestrini rivista da G. Celli, e con il titolo modificato in L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali è stata recentemente riprodotta in Ch. Darwin, Il meglio in antropolo­gia (Longanesi Milano 1971) pp. 833-1198. La presente nuova traduzione è di Fiamma Bianchi Bandinelli e riproduce integralmente l’edi­zione del 1872, la prima e l’unica curata da Darwin

Darwin C., L’espressione delle emozioni. Edizione definitiva a cura di Paul Ekman. Bollati Boringhieri, Torino, pp. 508, 1999. Traduzione di Fiamma Bianchi Bandinelli Baranelli, riveduta da I.C. Blum alla quale si deve anche la traduzione integrale dei testi di Paul Ekman e delle appendici I-V. Dall’originale “The Expression of the Emotions in Man and Animals”. Third Edition with an Introduction, Afterwards and Commentaries by Paul Ekman. Harper Collins, London 1998. Indice: Ringraziamenti [Paul Ekman p. 7]; Indice delle illustrazioni p. [9]; Prefazione alla terza edizione, di Paul Ekman p. [11]; Prefazione alla seconda edizione, di Francis Darwin p. [17]; Introduzione alle terza edizione, di Paul Ekman p. [19]; L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali p. [39] – 391; Postfazione, di Paul Ekman p. [393] – 425; Appendici. I. Necrologio per Charles Darwin, di T.H. Huxley p. [429] – 431; II. Modificazioni del testo, di Paul Ekman p. [432] – 433; III. La fotografia e L’Espressione delle emozioni, di Phillip Prodger p. [434] – 448; IV. Nota sull’orientamento delle tavole, di Phillip Prodger e Paul Ekman p. [449] – 454; V. Concordanza delle illustrazioni, di Phillip Prodger p. [455] – [461]; Elenco delle parole chiave dall’indice analitico della prima edizione p. [462] – 468; Note p. [469] – 483; Note al commento p. [485] – 489; Indice analitico p. [491] – 508. Indice completo. Introduzione. Princìpi generali dell’espressione. I tre principi fondamentali Il primo principio Gli atti utili diventano abituali in associazione con determinati stati d’animo e sono eseguiti anche se, nel caso particolare, non offrono nessun vantaggio La forza dell’abitudine Ereditarietà Movimenti abituali associati nell’uomo Azioni riflesse Trasformazione delle abitudini in atti riflessi Movimenti abituali associati negli animali Osservazioni conclusive. Principi generali dell’espressione (continuazione). Il principio dell’antitesi Esempi nel cane e nel gatto Origine del principio Segni convenzionali Il principio dell’antitesi non deriva dall’esecuzione cosciente di azioni opposte in risposta a stimoli opposti. Princìpi generali dell’espressione (conclusione). Principio dell’azione diretta del sistema nervoso eccitato sull’organismo, indipendentemente dalla volontà e, in parte, dall’abitudine Cambia­mento di colore dei capelli Tremito muscolare Modificazione delle secrezioni Sudorazione Espressione di un’estrema sofferenza Espres­sione della rabbia, di una grande contentezza, del terrore Contrasto fra le emozioni che provocano movimenti espressivi e quelle che non li provocano Stati mentali eccitanti e deprimenti Riassunto. Mezzi di espressione negli animali. Emissione di suoni Suoni vocali Suoni prodotti in altri modi Ere­zione delle appendici cutanee, dei peli, delle piume ecc., nelle emozioni della rabbia e del terrore Spingere indietro le orecchie come segno di preparazione alla lotta e come espressione della rabbia Drizzare le orecchie e alzare la testa come segno di attenzione. Espressioni specifiche degli animali. Il cane: alcuni suoi movimenti espressivi – Il gatto Cavalli Ruminanti Scimmie: loro modo di esprimere gioia e affetto dolore rabbia stupore e paura. Espressioni specifiche dell’uomo: dolore e pianto. Strilli e pianto nei bambini piccoli · Aspetto del volto Età a cui com­pare il pianto con le lacrime Effetti dell’abitudine di trattenere il pianto Singulto Causa della contrazione dei muscoli che circondano l’occhio durante l’emissione di grida Causa della secrezione delle lacrime. Depressione, ansietà, afflizione, scoraggiamento, disperazione. Effetti generali dell’afflizione sull’organismo Posizione obliqua delle sopracciglia per effetto del dolore Causa della posizione obliqua delle sopracciglia Abbassamento degli angoli della bocca. Gioia, allegria, amore, sentimenti affettuosi devozione. Il riso è essenzialmente un’espressione di gioia Idee comiche Movi­menti della faccia durante il riso Natura del suono prodotto Secre­zione di lacrime durante una fragorosa risata Passaggio per gradi dalla risata fragorosa al sorriso appena accennato Allegria L’espressione dell’amore Sentimenti affettuosi Devozione. Riflessione, meditazione, irritabilità, malumore, determinazione. L’atto di aggrottare le sopracciglia (cipiglio) Riflessione fatta con sforzo e con la percezione di qualcosa di difficile o di sgradevole Me­ditazione astratta Irritabilità Tetraggine Ostinazione Malumore e broncio Decisione o determinazione Chiusura risoluta della bocca. Odio e ira. Odio Collera, suoi effetti sull’organismo Scoprire i denti La collera nei malati di mente Ira e indignazione Espressione dell’ira e dell’in­dignazione nelle varie razze umane Derisione e provocazione Scoprire il dente canino di un solo lato. Disdegno, disprezzo, disgusto, colpevolezza, superbia, incapacità, pazienza, affermazione e negazione. Disprezzo, disistima e disdegno, vari modi di esprimerli Sorriso di de­risione Gesti che esprimono il disprezzo Disgusto Colpevolezza, falsità, superbia ecc. Incapacità o impotenza Pazienza – Ostinazione-­Stringersi nelle spalle: un gesto comune alla maggior parte delle razze umane Segni per indicare l’assenso o la negazione. Sorpresa, stupore, paura, orrore. Sorpresa, stupore Alzare le sopracciglia Aprire la bocca Protendere le labbra Gesti che accompagnano la sorpresa Ammirazione Paura Terrore Orripilazione Contrazione del muscolo platysma mioides Dilatazione delle pupille Orrore Conclusione. Rossore: attenzione concentrata su sé stessi, vergogna, timidezza, modestia. Natura dell’arrossire Ereditarietà Le parti del corpo maggiormente colpite Il rossore nelle diverse razze umane Gesti che accompagnano il rossore Confusione mentale Cause dell’arrossire Attenzione con­centrata su sé stessi: l’elemento fondamentale Timidezza Vergogna per aver infranto leggi morali o ruoli convenzionali Modestia Teoria dell’arrossire Ricapitolazione. Osservazioni conclusive e sunto. I tre principi fondamentali che determinano i movimenti principali del­l’espressione Loro trasmissione ereditaria Ruolo che hanno avuto la volontà e l’intenzionalità nell’acquisizione delle diverse espressioni Il riconoscimento istintivo dell’espressione Implicazioni dell’argomento di questo libro a favore della unità specifica delle razze umane Acquisi­zione successiva delle diverse espressioni da parte dei progenitori del­l’uomo Importanza dell’espressione Conclusioni

Darwin C., L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, Milano, Newton Compton Editori, pp. 268, 2006. Indice: Celli G., Introduzione. Nota biobibliografica. Traduzione di Lorenza Breschi della seconda edizione di The Expression of the Emotions in Man and Animals, John Murray, 1889. Indice: Darwin Francis. Prefazione alla seconda edizione. Introduzione alla prima edizione. 1. Principi generali dell’espressione. 2. Principi generali dell’espressione. Continua. 3. Principi generali dell’espressione. Conclusione. 4. Modalità di espressione negli animali. 5. Espressioni particolari degli animali. 6. Espressioni particolari dell’uomo: sofferenza e pianto. 7. Depressione, ansia, dolore, tristezza, disperazione. 8. Gioia, buon umore, amore, senso di tenerezza, devozione. 9. Riflessione, meditazione, irritabilità, malumore, determinazione. 10. Rabbia e rancore. 11. Sdegno, disprezzo, disgusto, colpa, orgoglio, ecc., mancanza di risorse, pazienza, assenso e dissenso. 12. Sorpresa, stupopre, paura, orrore. 13. Preoccupazione di sé, vergogna, timidezza, modestia: arrossire. 14. Osservazioni conclusive e ricapitolazione. Elogio funebre di Charles Darwin di T.S. Huxley. Indice dei nomi e delle cose notevoli

Gli istinti

Darwin C. Istinti e ragione, Oscar Mondadori, pp. 127, 2009. Indice: Introduzione di Claudio Lamparelli. Nota biografica. ISTINTI E RAGIONE. La discendenza dell’uomo da forme inferiori. Gli istinti comuni nel regno animale. Le variazioni di azioni istintive. Le emozioni più semplici negli animali. L’affetto materno. Le emozioni più complesse negli animali. La meraviglia e la curiosità. L’imitazione. L’attenzione. La memoria. L’immaginazione. La razionalità. La capacità di apprendere. L’uso degli strumenti. Le facoltà mentali negli animali. L’origine del linguaggio. Il senso del bello. Il senso religioso. La nascita del senso morale. La socialità e l’empatia. L’uomo animale sociale. L’origine della coscienza. Le virtù più importanti. Istinti e ragione. L’evoluzione del senso morale. Il valore della moralità. La selezione naturale e la lotta per l’esistenza. L’origine delle nazioni. Gli anelli di congiunzione. Il luogo d’origine dell’uomo. I progenitori dell’uomo. La trasformazione degli organi. Una straordinaria genealogia. Le razze umane. I fattori evolutivi. L’estinzione delle razze umane. La selezione sessuale. Le differenze sessuali. I caratteri sessuali secondari. Confronto fra uomini e donne. I caratteri distintivi della donna. La facoltà del canto. La sensibilità musicale. La funzione del canto nel corteggiamento. L’importanza dell’aspetto esteriore. La bellezza del viso. Il colore della pelle e il ruolo ella bellezza. I caratteri acquisiti. La funzione del legame matrimoniale. La pratica dell’infanticidio. La scelta sessuale. La selezione inconsapevole. L’efficacia della selezione sessuale. Le tappe dell’evoluzione. Note editoriali: I brani di questa volume provengono da Darwin C., L’origine dell’uomo e la selezione sessuale. introduzione di Giuseppe Montalenti. Traduzione di Mauro Migliucci e Paola Fiorentini. Newton Compton Editori, Roma, ristampa del 1990. Alcuni passi del testo sono stati curati da Claudio Lamparelli

Darwin C., Capacità mentali e istinti negli animali. A cura e traduzione di Alessandra Attanasio (prima parte della Cambridge University Library, Darwin Archive, DAR 13 (1-116). Seconda parte di R. Stauffer, “Charles Darwin’s Natural Selection being the second part of his Big Species Book written from 1856 to 1858, 1975), Torino, UTET, pp. 130, 2011. Indice: VII Introduzione. La « nuova » teoria dell’istinto di Darwin: natura, cultura, storia di Alessandra Attanasio. XXVI Storia del testo. XXXV Nota biografica. XLV Opere di Darwin. LVII Nota al testo. 1 Capacità mentali e istinti negli animali. Abbreviazioni dei periodici citati da Darwin. Bibliografia

Lombrici

Darwin C., La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi. Prima traduzione italiana col consenso dell’autore, del Professore Michele Lessona, Direttore del Museo Zoologico di Torino, Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1882, pVIII+139, con 15 figure, 28 cm. Traduzione di Michele Lessona della prima edizione del 1881 “The Formation of Vegetable Mould, through the Action of Worms, with Observations on their Habits”, John Murray, London. Indice: Prefazione degli editori p. V; Prefazione del traduttore p. VII-VIII;Introduzione [dell’autore] p. [1]-3; Contenuto dell’Opera p. [4]-130. Indice p. 131-132. Indice alfabetico p. 133-139. Elenco ragionato delle opere complete di Darwin [pagine non numerate]. Indice completo. CAPITOLO I. Costumi dei Lombrici. Natura dei luoghi ove dimorano-Possono vivere lungamente sott’acqua-Notturni-Girano la notte-Sovente stanno presso alle aperture delle loro buche, e sono distrutti cosi in gran numero dagli uccelli-Struttura-Non hanno occhi, ma possono distinguere la luce dalle tenebre -Si ritirano in fretta quando sono illuminati da una luce viva, non per un’azione riflessa-Potenza di attenzione-Sensibili al caldo e al freddo-Interamente sordi-Sensibili alle vibrazioni e al tatto-Piccola potenza olfattiva-Gusto-Facoltà mentali-Natura del cibo -Onnivori-Digestione-Le foglie prima di essere inghiottite sono inumidite da un liquido della natura della secrezione pancreatica-Digestione extra stomacale-Ghiandole calcifere, loro struttura-Concrezioni calcari che si formano nel paio di ghiandole anteriori-La sostanza calcare, in origine una escrezione, serve in seguito a neutralizzare gli acidi generali durante il processo digestivo. CAPITOLO II. Costumi dei Lombrici (Continuazione). Modo in cui i lombrici ghermiscono gli oggetti-Loro facoltà di succiamento-Loro istinto di ricoprire la bocca delle loro buche-Pietruzze ammucchiate sopra alle buche-Vantaggi ottenuti da questa pratica-Intelligenza dimostrata dai lombrici nel modo in cui ricoprono le loro buche -Varie sorta di foglie ed altri oggetti in tal modo adoperati-Triangoli di carta-Sommario delle ragioni per credere che i lombrici mostrino un pò d’intelligenza-Mezzi coi quali scavano le loro buche, spingendo in là la terra ed ingoiandola-La terra vien pure inghiottita per la sostanza nutriente che contiene-Profondità a cui scavano i lombrici, e costruzione delle loro buche-Queste buche sono tappezzate di rigetti e nelle parti superiori di foglie-La parte inferiore selciata di pietruzze e di semi-Modo in cui questi rigetti sono emessi-Frana delle vecchie buche-Distribuzione dei lombrici-Rigetti torriformi nel Bengala-nigetti giganteschi sui monti Nilgiri-Rigetti emessi in tutti i paesi. CAPITOLO III. Quantità di terra fina portata alla superficie dai Lombrici. Rapporto in cui vari oggetti sparsi sulla superficie dei campi erbosi sono coperti dei rigetti dei lombrici-Il seppellirsi di un sentiero selciato-Lento abbassamento di grosse pietre lasciate sulla superficie-Numero di lombrici che vivono entro a un dato spazio-Peso della terra rigettata da una buca, e da lutte le buche entro a un dato spazio-Spessore dello strato di terra vegetale che formerebbero i rigetti sopra a un dato spazio in un dato tempo quando venissero sparsi uniformemente-Lento rapporto in cui può crescere la terra vegetale ad una grande spessezza-Conclusione. CAPITOLO IV. Parte che hanno avuto i Lombrici nel seppellire gli antichi edifizi. Accumulamento dei rottami nei luoghi ove sorgevano grandi città, indipendente dall’azione dei lombrici-Seppellimento di una villa romana ad Abinger-I pavimenti e le pareti compenetrate dai lombrici-Abbassamento di un pavimento moderno-Il pavimento sotterrato all’abbadia di Beaulieu-Villeggiature romane a Chedworth e Brading -Avanzi della città romana a Silchester-Natura dei rottami dai quali sono coperti i ruderi-I lombrici hanno penetrato i pavimenti e le pareti a quadrelli-Abbassamento dei pavimenti-Spessore della terra vegetale -L’antica città romana di Wroxeter-Spessore della terra vegetale-Profondità delle fondamenta di alcuni edifizi-Conclusione. CAPITOLO V. Azione dei Lombrici nel denudamento della terra. Prove del grado di denudamento sopportato dalla terra-Denudamento sub-aereo-Deposizione della polvere-Terreno vegetale: il suo colore oscuro e la sua finezza sono in grande parte dovuti all’azione dei lombrici-Disintegrazione delle rocce per mezzo degli acidi dell’humus-Acidi consimili sono generali, da quanto pare, entro al corpo dei lombrici-L’azione di questi acidi è agevolata dal movimento continuo delle particelle di terra-Uno strato denso di terra vegetale arresta la disintegrazione del suolo sottostante e delle rocce-Particelle di pietra consumate o triturate nel ventriglio dei lombrici-Le pietruzze inghiottite servono come pietre da macina-Levigatezza dei rigetti-Frammenti di mattoni nei rigetti sopra agli edifizi antichi si trovano bene arrotondati-La potenza di triturazione dei lombrici non è al tutto insignificante dal punto di vista geologico. CAPITOLO VI. Denudazione della Terra (Continuazione). Denudazione aiutata dai rigetti emessi di fresco che scorrono giù dalle superfici coperte d’erba e in pendio-Quantità della terra che ogni anno scende al basso-Effetto delle pioggie tropicali sui rigetti dei lombrici -Le particelle di terra più piccole portate via completamente dai rigetti dall’acqua-Sgretolamento dei rigetti secchi in palline, e loro rotolamento sulle superfici inclinate-Formazione di piccoli orli sui lati di un colle, dovuta in parte allo accumularsi dei rigetti sgretolati-I rigetti portati dal vento sulla terra piana dal lato opposto-Tentativo fatto per calcolare la quantità che viene in tal modo portata via dal vento-Degradazione degli antichi accampamenti e tumuli-Conservazione delle cime e dei solchi sopra terra anticamente arata-Formazione e quantità della terra vegetale sopra alla formazione cretacea. CAPITOLO VII. Conclusione. Sunto della parte che hanno avuto i lombrici nella storia del mondo-loro opera nello sgretolamento delle rocce-Nella denudazione della terra-Nella conservazione dei ruderi antichi-Nel preparare il terreno allo accrescimento delle piante-Facoltà mentali dei lombrici-Conclusione.

Darwin C., La formazione di terriccio per i vermi, con osservazioni sulle abitudini di questi. Riassunto dal dr. R. F. Solla, Società Adriatica di Scienze Naturali in Trieste, vol. 7, fasc. 1, p. 127-146, 1882

Darwin C., La formazione del terriccio vegetale per l’azione dei vermi, con osservazioni sui loro costumi. Traduzione di Milli Graffi. Cura editoriale di Sergio Finzi e Danilo Deana. Nuova serie del “Piccolo Hans” Il Cefalopodo n. 3, 1997. Moretti & Vitali, Bergamo, p[86]-[193]. Da p. 88: Questa traduzione di The Formation of Vegetable Mould, through the Action of Worms, with Observations on their Habits è stata condotta sul testo della prima edizione (London, John Murray, 1881). Indice completo. INTRODUZIONE. I: ABITUDINI DEI VERMI. Natura dei luoghi abitati-Possono vivere a lungo sott’acqua-Notturni – Vagano di notte-Spesso stanno vicino all’imboccatura delle gallerie e vengono così uccisi in massa dagli uccelli-Struttura-Sono privi di occhi, ma sono in grado di distin­guere la luce dal buio-Si ritraggono velocemente se colpiti da una forte luce, non per un atto riflesso-Capacità di concentrare l’attenzione-Sensibili al caldo e al freddo-Completamente sordi-Sensibili alle vibrazioni e al tatto-Scarso potere olfattivo-Gusto – Facoltà mentali-Natura del cibo-Onnivori-Digestione-Prima di essere ingoiate, le foglie vengono inumidite con un fluido simile alla secrezione pancreatica-Digestione extra-stomacale-Ghiandole calcifere, struttu­ra delle-Concrezioni calcaree formate nelle due ghiandole anteriori-La sostanza calcarea è in primo luogo un’escrezione, ma secondariamente serve a neutralizzare gli acidi generati dal processo digestivo. II: ABITUDINI DEI VERMI (segue). Come i vermi afferrano gli oggetti-Loro potere di suzione-L’istinto di tappare l’apertura delle gallerie-Sassolini ammucchiati sopra le gallerie-I vantaggi che ne derivano-Intelligenza mostrata dai vermi nel modo di tappare le gallerie-Vari tipi di foglie e altri oggetti usati a questo scopo-Triangoli di carta-Riassunto delle ragioni per credere che i vermi mostrino una certa intelligenza-Modi di scavare le gallerie, spingendo da parte la terra e ingerendola-La terra è ingerita anche per le sostanze nutritive che contiene – Profondità a cui penetrano i vermi e costruzione delle gallerie-Gallerie rivestite con deiezioni e nella parte superiore con foglie-La parte inferiore pavimentata con sassolini o semi – Modo in cui vengono espulse le deiezioni-Il crollo delle vecchie gallerie – Distribuzione dei vermi-Deiezioni a forma di torre nel Bengala-Deiezioni gigantesche sui monti Nilgiri. Deiezioni espulse nel mondo. IlI: LA QUANTITÀ DI TERRA FINE PORTATA IN SUPERFICIE DAI VERMI. Velocità con la quale diversi oggetti lasciati sulla superficie di un prato vengono coperti dalle deiezioni dei vermi-L’interramento di un sentiero lastricato – Il lento sprofondamento di grosse pietre lasciate in superficie-Il numero di vermi che vivono in un dato spazio-Il peso della terra espulsa da una galleria e da tutte le gallerie in un dato spazio-Lo spessore dello strato di terriccio che formerebbero le deiezioni in un dato spazio entro un dato tempo se uniformemente distribuite­-Il lento incremento con cui il terriccio può raggiungere un grande spessore-Con­clusione. IV: IL RUOLO GIOCATO DAI VERMI NELL’INTERRAMENTO DI EDIFICI ANTICHI. L’accumulo di calcinacci nelle grandi città indipendentemente dall’azione dei vermi-L’interramento di una villa romana ad Abinger-I pavimenti e le mura penetrati dai vermi-L’abbassamento di un pavimento moderno-Il pavimento interrato dell’Abbazia di Beaulieu-Ville romane a Chedworth e Brading-Le rovine della città romana di Silchester-La natura dei resti che coprono le rovine-La penetrazione dei vermi nei pavimenti con mosaico a scacchiera e nelle mura-Sprofondamento dei pavimenti-Spessore del terriccio-L’antica città romana di. Wroxeter. Spessore del terriccio. Profondità delle fondamenta di alcuni edifici-Conclusione. V: L’AZIONE DEI VERMI NELL’EROSIONE DELLA TERRA. Prova dell’erosione subita dalla terra-Erosione sub-aerea. Il depositarsi della polvere-Terriccio vegetale, il cui colore scuro e la cui grana fina sono dovuti in gran parte all’azione dei vermi-La disgregazione delle rocce provocata dagli acidi del­l’humus-Acidi analoghi generati all’interno del corpo dei vermi-L’azione di questi acidi è agevolata dal continuo movimento delle particelle di terra-Uno spesso strato di terriccio arresta il processo di disgregazione del suolo e della roccia sottostante-Particelle di pietra consumate o triturate nel ventriglio dei vermi-I sassi ingeriti servono come pietre da macina-Levigatezza delle deiezioni-Fram­menti levigati di mattone nelle deiezioni sopra le antiche rovine. Il potere di triturazione dei vermi non è insignificante dal punto di vista geologico. VI: L EROSIONE DELLA TERRA (segue). L’erosione è aiutata dalle deiezioni appena espulse trascinate giù dall’acqua lungo i pendii coperti d’erba-La quantità di terra annualmente trascinata giù-L’effetto della pioggia tropicale sulle deiezioni dei vermi-Le particelle più fini di terra completamente lavate via dalle deiezioni-La disgregazione delle deiezioni secche. in pallottoline e loro rotolamento lungo le superfici inclinate-La formazione di piccole sporgenze sul fianco delle colline, dovuta in parte all’accumulo delle deiezioni disgregate-Deiezioni trascinate via dal vento sui terreni pianeggianti-Un tentativo di valutare la quantità così trascinata via-Il degrado degli accampamenti e dei tumuli antichi-La conservazione delle porche e dei solchi sulle terre anticamente arate-La formazione e la quantità di terriccio nella zona del gesso. CONCLUSIONE. Riassunto del ruolo giocato dai vermi nella storia del mondo. Loro intervento nella disgregazione delle rocce. Nell’erosione della terra. Nella conservazione delle rovine antiche. Nella preparazione del suolo per la crescita delle piante. Facoltà mentali dei vermi. Conclusione. Note editoriali: Riproduzioni anastatiche per celebrare il centenario della prima edizione inglese ”The formation of vegetable mould through the action of worms”, London, 1881.1) La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi di Carlo Darwin. Morini, S. Polo D’Enza (RE), maggio 1982, pXII+148, con 15 figure.. Traduzione di Michele Lessona del 1882. Introduzione di Stefano Morini. Presentazione del Prof. Salvatore Giannetto. 2) La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrici di Carlo Darwin, Il Portico, Casale Monferrato, 1981, pp. 139. Traduzione di Michele Lessona del 1882. Introduzione di Luigi Spreafico. Presentazione di Giorgio Celli. Ristampa anastatica a cura dell’Associazione Italiana Allevatori Lombrichi.

Darwin C., L’azione dei vermi nella formazione del terriccio vegetale. Con osservazioni sulle loro abitudini. A cura di Giacomo Scarpelli, traduzione di Milli Graffi di “The Formation of Vegetable Mould through the Action of worms with Observations on their Habit, 1881, Mimesis, Milano , pp. 193, 2012. Indice: Darwin e i cunicoli dell’evoluzione di Giacomo Scarpelli. INTRODUZIONE. I: LE ABITUDINI DEI VERMI. Natura dei luoghi dove dimorano. Sopravvivono a lungo sott’acqua. Fanno vita notturna. Vagano di notte. Spesso giacciono vicino all’imboccatura delle loro gallerie e vengono così massacrati dagli uccelli. La Struttura. Sono privi di occhi, ma distinguono la luce dal buio-Si rintanano velocemente se colpiti da una forte luce, ma non per un riflesso condizionato. La capacità di concentrare l’attenzione. Sono sensibili al caldo e al freddo. Completamente sordi. Sensibili alle vibrazioni e al tatto. Scarsa capacità olfattiva. Il gusto. Le facoltà mentali. La qualità del cibo. Sono onnivori. La digestione. Prima di essere ingoiate, le foglie vengono inumidite con una bava simile alla secrezione pancreatica. La digestione extra-stomacale. Le ghiandole calcifere. Le concrezioni calcaree formate nelle due ghiandole anteriori. La sostanza calcarea è in primo luogo un’escrezione, secondariamente serve a neutralizzare gli acidi generati dal processo digestivo. II: ABITUDINI DEI VERMI (segue). Come i vermi afferrano gli oggetti. Potenza della suzione. L’istinto di tappare l’apertura delle gallerie. I mucchietti di sassolini sopra le gallerie. Vantaggi che ne derivano. L’intelligenza dei vermi nel tappare le gallerie. Vari tipi di foglie e altri oggetti usati a questo scopo. I triangoli di carta. Riassunto delle ragioni per credere che i vermi mostrano una certa intelligenza. Come i vermi si scavano le gallerie, spingendo da parte la terra e ingerendola. La terra è ingerita anche per le sostanze nutritive che contiene. Profondità a cui penetrano i vermi e costruzione delle gallerie. Le gallerie rivestite all’interno con la terra delle gettate è nella parte superiore con foglie. La parte inferiore pavimentata con sassolini o semi. Come espellono le gettate. Il crollo delle vecchie gallerie. Diffusione dei vermi. Le gettate del Bengala a forma di torre. Le gettate gigantesche sulle montagne del Nilgiri. Gettate espulse in tutto il mondo. IlI: LA QUANTITÀ DI TERRA FINE PORTATA IN SUPERFICIE DAI VERMI. Velocità con la quale diversi oggetti lasciati sulla superficie di un prato vengono coperti dalle espulsioni dei vermi. L’interramento di un sentiero lastricato. Il lento sprofondamento di grosse pietre lasciate in superficie. Quanti vermi vivono entro un dato spazio. Spessore dello strato di terriccio che formerebbero le gettate in un dato spazio entro un dato tempo, se uniformemente distribuite­. Il lento incremento con cui il terriccio può raggiungere un grande spessore. Con­clusione. IV: IL RUOLO GIOCATO DAI VERMI NELL’INTERRAMENTO DI ANTICHE COSTRUZIONI. L’accumulo di calcinacci nelle grandi città non è legato all’azione dei vermi. L’interramento di una villa romana ad Abinger. I pavimenti e le mura penetrati dai vermi. L’abbassamento di un pavimento moderno. Il pavimento interrato dell’Abbazia di Beaulieu. Ville romane a Chedworth e Brading. Le rovine della città romana di Silchester. La natura dei resti che coprono le rovine. La penetrazione dei vermi nei pavimenti con mosaico a scacchiera e nelle mura. Sprofondamento dei pavimenti. Spessore del terriccio. L’antica città romana di. Wroxeter. Spessore del terriccio. Profondità delle fondamenta di alcuni edifici. Conclusione. V: L’AZIONE DEI VERMI NELL’EROSIONE DELLA TERRA. Prova dell’erosione subita dalla terra. L’erosione sub-aerea. Il depositarsi della polvere. Terriccio vegetale, il cui colore scuro e la cui grana fina sono dovuti in gran parte all’azione dei vermi. La disgregazione delle rocce provocata dagli acidi del­l’humus. Acidi analoghi generati all’interno del corpo dei vermi. L’azione di questi acidi è agevolata dal continuo movimento delle particelle di terra. Uno spesso strato di terriccio arresta il processo di disgregazione del suolo e della roccia sottostante. Particelle di pietra consumate o triturate nel ventriglio dei vermi. I sassi ingeriti servono come pietre da macina. Levigatezza delle gettate. Fram­menti levigati di mattone nelle gettate sopra le antiche rovine. Il potere di triturazione dei vermi non è insignificante dal punto di vista geologico. VI: L EROSIONE DELLA TERRA (segue). L’erosione è aiutata dalle gettate appena espulse e trascinate giù dall’acqua lungo i pendii coperti d’erba. La quantità di terra portata via dall’acqua ogni anno. -L’effetto della pioggia tropicale sulle gettate dei vermi. Le gettate perdono le particelle più fini perché sono avate via dalla pioggia. La disgregazione delle gettate secche in palline che rotolano lungo le superfici inclinate. La formazione di piccole sporgenze sul fianco delle colline, dovuta in parte all’accumulo delle gettate disgregate. Le gettate che il vento si porta via sui terreni pianeggianti. Un tentativo di valutare la quantità portata via. Il degrado degli accampamenti e dei tumuli antichi. La conservazione delle porche e dei solchi sulle terre anticamente arate. La formazione e la quantità di terriccio nella zona del gesso. CONCLUSIONE. Sommario del ruolo giocato dai vermi nella storia del mondo. Il loro contributo nella disgregazione delle rocce. Nell’erosione della terra Nella conservazione delle rovine antiche. Nella preparazione del suolo per la crescita delle piante. Le facoltà mentali dei vermi. Conclusione. INDICE ANALITICO. APPENDICE BIOBIBLIOGRAFICA. INDICE DEI NOMI

Opere geologiche

Darwin C., Opere Geologiche. A cura e traduzione di G. Chiesura. Hevelius Edizioni, Benevento, pp. 420, 2004. Indice: Chiesura G., Premessa. Osservazioni geologiche sul Sud America (1846). The geology of the voyage of H.M.S. Beagle. Part III: Geological observatons on South America, p. 197-385. Osservazioni geologiche sulle isole vulcaniche (1844). The geology of the voyage of H.M.S. Beagle. Part II: Geological observations on the volcanic islands, p. 125-193. Struttura e distribuzione delle barriere coralline (1842). The geology of the voyage of H.M.S. Beagle. Part I: The structure and distribution of coral reefs, p. 25-123. Sulla connessione che esiste fra certi fenomeni vulcanici nel Sud America e sulla formazione di certe montagne e di vulcani come effetti della stessa forza che solleva i continenti. Saggio letto alla Geological Society il 7 marzo 1838, p. 387-420

Orchidee

Darwin C., I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti, Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 207, 1883. Traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen sulla seconda edizione del 1877 “The various contrivances by which orchids are fertilised by insects”, John Murray, London. Indice: Prefazione (dell’autore) alla seconda edizione (inglese) p. 5-6; indice cronologico degli scritti e delle Opere relative alla fecondazione delle orchidee, venute alla luce dopo la prima edizione del presente libro, 1862 p. 7 8. Introduzione (dell’autore) p. 9-12. Inizio e fine dell’opera p. 13-205. Indice degli articoli p. 206-207. Indice completo. Prefazione alla seconda edizione (inglese). Indice cronologico degli Scritti e delle Opere relative alla fecondazione delle Orchidee venute alla luce dopo la prima edizione del presente libro, 1862, Introduzione. CAPITOLO I. Ophrydeae. Struttura del fiore di Orchis mascula. Movimenti delle masse polliniche. Perfetto adattamento delle parti nella Orchis pyramidalis. Altre specie di Orchis e di alcuni generi affini. Degli insetti che visitano le diverse specie e frequenza delle loro visite. Della fecondità e sterilità di diverse Orchidee. Della secrezione del nettare, e degli insetti che sono a bella posta soffermati per raggiungerlo. CAPITOLO II. Ophrydeae (Continuazione). Ophrys muscifera e aranifera. Ophrys apifera apparentemente adattata ad una con­tinuata autogamia, ma fornita di apparati singolari per l’incrociamento. Herminium monorchis, adesione delle masse polliniche alle zampe anteriori degli insetti. Peristylus viridis, fecondazione indirettamente favorita dal nettare secreto dai tre lobi del labello. Gymnadenia conopsea ed altre specie. Habenaria o Plathan­thera chlorantha e bifolia; le loro masse polliniche aderiscono agli occhi dei lepidot­teri. Altre specie di Habenaria. Bonatea. Disa. Ricapitolazione dei mo­vimenti delle masse polliniche. CAPITOLO III. Arethuseae. Cephalanthera grandfllora; il rostello è abortito; penetrazione temporanea dei tubi pol­linici, caso di autofecondazione imperfetta; fecondazione incrociata col mezzo degli insetti che rodono il labello. Cephalanthera ensifolia. Pogonia. Pterostylis e altre orchidee dell’Australia, il di cui labello è sensibile al contatto. Vanilla. Sobralia. CAPITOLO IV. Neottieae. Epipactis palustris; forma singolare del labello e sua importanza nella fecondazione del fiore. Altre specie di Epipactis. Epipogium. Goodyera repens. Spiranthes autumnalis; adattamento perfetto, in forza del quale il polline di un fiore più giovane viene portato sullo stigma d’un fiore più adulto d’un’altra pianta. Listera ovata; sensibilità del rostello; esplosione della sostanza vischiosa; attività degli insetti; adattamento perfetto dei diversi organi. Listera cordata. Neottia nidus-avis, la di cui fecondazione è eseguita nello stesso modo che nella Listera. Thelymitra, sua autofecondazione. CAPITOLO V. Malaxeae ed Epidendreae. Malaxis paludosa. Masdevallia, con fiori chiusi in modo singolare. Bolbophyllum, il labello è tenuto in continuo movimento da ogni soffio di aria. Dendrobium, adattamento alla autofecondazione. Cattleya, semplice modo di fecondazione. Epidendrum. Epidendri autogamici. CAPITOLO VI. Vandeae. Struttura della colonnetta e delle masse polliniche. Importanza della elasticità dello stilo; suoi movimenti. Elasticità e robustezza dei picciuoli. Calanthe, con stigmi laterali, modo di fecondazione. Angraecum sesquipedale, lunghezza notevole del nettario. Specie in cui l’ingresso nella cavità stimmatica è considerevolmente contratto, cosi che le masse polliniche vi possono a stento essere introdotte. Coryanthes, modo singolare della fecondazione. CAPITOLO VII. Vandeae (Continuazione). Catasetidae. Catasetidae, le più meravigliose di tutte le Orchidee. Il meccanismo da cui i pollinii di Catasetum sono lanciati a distanza e trasportati dagli insetti. Sensibilità delle corna del rostello. Considerevoli differenze fra le forme maschili, femminili ed ermafrodite del Catasetum tridentatum. Mormodes ignea, mirabile struttura dei fiori; ejezione dei pollinii. Mormodes luxata. Cycnoches ventricosum, processo della fecondazione. CAPITOLO VIII. Cypripedieae. Omologie dei fiori delle Orchidee. Cypripedium, differisce notevolmente da tutte le altre orchidee. Labello a forma di pan­tofola con due piccole aperture per le quali possono sfuggire gli insetti. Modo della fecondazione coll’intervento di piccole api del genere Andrena. Omologia delle diverse parti dei fiori delle orchidee. Profonda modificazione da esse subita. CAPITOLO IX. Graduale sviluppo degli organi, ecc. Conclusione. Passaggi degli organi, del rostello, delle masse polliniche. Formazione del picciuolo o caudicola. Affinità genealogiche. Secrezione del nettare. Meccanismo del movimento dei pollini. Utilità dei petali. Produzione dei semi. Importanza delle minime particolarità di struttura. Causa delle grandi differenze di strut­tura dei fiori delle orchidee. Causa della perfezione degli apparecchi. Ricapi­tolazione sull’attività degli insetti. La natura aborre di una autofecondazione continuata per lungo tempo. Note editoriali: Non è più stato ritradotto fino ad oggi.

Darwin C., I vari espedienti mediante i quali le orchidee vengono impollinate dagli insetti. Ristampa della traduzione italiana di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen. Traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen sulla seconda edizione del 1877 “The various contrivances by which orchids are fertilised by insects”, John Murray, London. A cura di Bruno Barsella, Roberto Dell’Orso, Pisa, ETS, pp. 205, 2009. Indice: Prefazione di Sandro Pignatti. Frontespizio ottocentesco. Indice dell’opera (riportato dal volume che precede questa citazione).

Indice del presente volume..

Origine dell’uomo

Darwin C., L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso, Prima traduzione italiana. Traduzione di Michele Lessona della prima edizione del 1871 “The descent of man, and selection in relation to sex”, two vols. John Murray, London, Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1871. Indice: Note del traduttore, Michele Lessona p. [5]. Introduzione dell’autore p. [7]-10. Contenuto dell’opera p. [11]-580. indice (per argomenti) p. [581]-665. Indice p. [667]-671. Indice completo. INTRODUZIONE. PARTE PRIMA. ORIGINE DELL’UOMO. CAPITOLO I. Evidenza della origine dell’uomo da qualche forma inferiore. Natura dell’evidenza rispetto all’origine dell’uomo. Strutture omologhe nell’uomo e negli animali più bassi. Punti misti di corrispondenza. Sviluppo. Strutture rudimentali, muscoli, organi dei sensi, peli, ossa, organi riproduttori, ecc. Rapporti di queste tre grandi classi di fatti coll’origine dell’uomo. CAPITOLO II. Comparazione fra la potenza mentale dell’uomo e quella degli animali sottostanti. La differenza fra le facoltà inferiori della scimmia più elevata e del selvaggio più digradato è immensa. Alcuni istinti sono comuni. Emozioni. Curiosità. Imitazione. Attenzione. Memoria. Immaginazione. Ragione. Miglioramento progressivo. Utensili ed armi adoperati dagli animali. Linguaggio. Consapevolezza di sè. Senso del bello. Credenza in Dio, in agenti spirituali, superstizioni. CAPITOLO III. Paragone fra le facoltà mentali dell’uomo e quelle dei sottostanti animali. Senso morale. Proposizione fondamentale. Qualità degli animali sociali. Origine della socievolezza. Lotta fra istinti opposti. L’uomo animale sociale. Gli istinti sociali più tenaci vincono quelli meno persistenti. Virtù sociali unicamente apprezzate dai selvaggi. Virtù particolari acquistate in un ulteriore periodo di sviluppo. Importanza del giudizio dei membri della stessa comunità sulla condotta. Trasmissione delle tendenze morali. Riassunto. CAPITOLO IV. Del modo di sviluppo dell’uomo da qualche forma inferiore. Variabilità del corpo e della mente nell’uomo. Eredità. Cause della variabilità. Leggi di variazioni uguali nell’uomo come negli animali sottostanti. Azione diretta delle condizioni della vita. Effetti del maggiore esercizio o del difetto di esercizio delle parti. Arresto di sviluppo. Reversione o regresso. Variazione correlativa. Proporzione dello accrescimento. Freno allo accrescimento. Scelta naturale. L’uomo l’animale più dominatore del mondo. Importanza della sua struttura corporea. Cagioni che hanno prodotto il suo portamento eretto. Mutamenti di struttura che ne sono derivati. Diminuzione nella mole dei denti canini. Forma e mole del cranio accresciuta ed alterata. Nudità. Mancanza di coda. Condizione inerme dell’uomo. CAPITOLO V. Dello sviluppo delle facoltà intellettuali e morali durante i tempi primitivi ed i tempi inciviliti. Progresso delle potenze intellettuali mercè la scelta naturale. Importanza della imitazione. Facoltà sociali e morali. Loro sviluppo entro la cerchia della stessa tribù. Scelta naturale come operante sulle nazioni incivilite. Prova che le nazioni incivilite erano un tempo barbare. CAPITOLO VI. Delle affinità e della genealogia dell’uomo. Posizione dell’uomo nella serie animale. Sistema naturale genealogico. Caratteri di adattamento di lieve importanza. Vari piccoli punti di rassomiglianza fra l’uomo ed i quadrumani. Posto dell’uomo nel sistema naturale. Luogo di nascita ed antichità del l’uomo. Mancanza di anelli di congiunzione fossili. Stadii più bassi nella genealogia dell’uomo quali si deducono primieramente dalle sue affinità e secondariamente dalla sua struttura. Primitiva condizione androgina dei Vertebrati. Conclusione. CAPITOLO VII. Delle razze umane. Natura e valore dei caratteri specifici. Applicazione alle razze umane. Argomenti in favore e contrari per considerare le così dette razze umane come specie distinte. Sottospecie. Monogenisti e poligenisti. Convergenza di carattere. Numerosi punti di rassomiglianza nel corpo e nella mente fra le razze umane più distinte. Stato dell’uomo quando cominciò ad estendersi sulla terra. Ogni razza non discende da una sola coppia. Estinzione di razze. Formazione di razze. Effetti dell’incrociamento. Scarsa influenza dell’azione diretta delle condizioni della vita. Scarsa o nessuna influenza della scelta naturale. Scelta sessuale. PARTE SECONDA. SCELTA SESSUALE. CAPITOLO VIII. Principii della scelta sessuale. Caratteri sessuali secondari. Scelta sessuale. Modo di azione. Eccesso di maschi. Poligamia. Il maschio solo viene generalmente modificato mercè la scelta sessuale. Ardore del maschio. Variabilità del maschio. Scelta operata dalla femmina. Scelta sessuale comparata colla scelta naturale. Eredità in periodi corrispondenti di vita, in corrispondenti stagioni dell’anno, e come venga limitata dal sesso. Relazioni fra le varie forme di eredità. Cause per cui un sesso e i piccoli non sono modificati dalla scelta sessuale. Supplemento intorno ai numeri proporzionali dei due sessi per tutto il regno animale. Della limitazione del numero dei due sessi mercè la scelta naturale. CAPITOLO IX. Caratteri sessuali secondari nelle classi inferiori del Regno animale. Mancanza di questi caratteri nelle classi più basse. Colori brillanti. Molluschi. Anellidi –Crostacei, caratteri sessuali secondari fortemente sviluppati; dimorfismo; colore; caratteri non acquistati prima dello stato adulto. Ragni, loro colori sessuali; stridulazione dei maschi. Miriapodi. CAPITOLO X. Caratteri sessuali secondari degli Insetti. Strutture differenti possedute dai maschi per afferrare le femmine. Differenze fra i sessi, di cui non si comprende il motivo. Differenze nel volume fra i sessi. Tisanuri. Ditteri. Emitteri. Omotteri, facoltà musicali possedute dai soli maschi. Ortotteri, strumenti musicali dei maschi, molto differenti nella struttura; umor bellicoso; colori. Neurotteri, differenze sessuali nel colore. Imenotteri, umor bellicoso e colori. Coleotteri, colori; muniti di grosse corna, che servono, da quanto pare, come ornamento; battaglie; organi stridulanti comuni generalmente ai due sessi. CAPITOLO XI. Insetti, continuazione. Ordine Lepidotteri. Il corteggiare delle farfalle. Battaglie. Rumore di battito. Colori comuni ai due sessi, o più brillanti nei maschi. Esempi. Non sono dovuti all’azione diretta delle condizioni della vita. Colori acconci per servire di protezione. Colori delle farfalle notturne. Mostra. Poteri percettivi dei lepidotteri. Variabilità. Cause della differenza di colore fra i maschi e le femmine. Mimica; farfalle femmine fornite di colori più vivaci che non i maschi. Colori brillanti dei bruchi. Riassunto e conclusione delle osservazioni intorno ai caratteri sessuali secondari degli insetti. Comparazione fra gli uccelli e gli insetti. CAPITOLO XII. Caratteri sessuali secondari dei Pesci, degli Anfibi, e dei Rettili. PESCI: Corteggiamento e battaglie dei maschi. Mole più grande delle femmine. Maschi, colori brillanti e appendici ornamentali; altri strani caratteri. Colori ed appendici che acquista il maschio soltanto nella stagione delle nozze. Pesci dei due sessi brillantemente coloriti. Colori per servire di protezione. I colori meno appariscenti della femmina non possono essere attribuiti al principio della protezione. Pesci maschi che fabbricano nidi, e che accudiscono le uova ed i piccoli. ANFIBI: Differenze nella struttura e nel colore fra i sessi. Organi vocali. RETTILI: Cheloni. Coccodrilli. Serpenti, colori che in certi casi servono di protezione. Lucertole e loro battaglie. Appendici ornamentali. Strane differenze nella conformazione fra i sessi. Colori. Differenze sessuali quasi tanto grandi come negli uccelli. CAPITOLO XIII. Caratteri sessuali secondari degli Uccelli. Differenze sessuali. Legge di combattimento. Armi speciali. Organi vocali. Musica istrumentale. Atteggiamenti e balli amorosi. Ornamenti permanenti e di stagione. Mute annuali doppie o semplici. Mostra degli ornamenti nei maschi. CAPITOLO XIV. Uccelli, continuazione. Scelta operata dalla femmina. Durata del corteggiamento. Uccelli disappaiati. Qualità mentali e gusto del bello-Preferenza o antipatia mostrata dalla femmina per certi maschi. Variabilità degli uccelli. Variazioni talora repentine. Leggi di variazione. Formazione degli ocelli. Graduazioni di carattere. Caso del Pavone, del fagiano Argo e dell’Urosticte. CAPITOLO XV. Uccelli, continuazione. Discussione intorno alla causa per cui i maschi soli di alcune specie, e i due sessi di altre specie, sono brillantemente coloriti. Intorno alla eredità sessualmente limitata, come applicata a varie strutture ed al piumaggio splendidamente colorito. Nidificazione in relazione col colore. Perdita del piumaggio nuziale durante l’inverno. CAPITOLO XVI. Uccelli, conclusione. Piumaggio degli uccelli non adulti in rapporto col carattere del piumaggio d’ambo i sessi adulti. Sei classi di casi. Differenze sessuali fra i maschi di specie strettamente affini o rappresentanti. La femmina che assume i caratteri del maschio. Piumaggio dei giovani in relazione col piumaggio estivo o invernale degli adulti. Intorno all’aumento di bellezza negli Uccelli del Mondo. Colori protettori. Uccelli vistosamente coloriti. Novità apprezzata. Sommario dei quattro capitoli intorno agli Uccelli. CAPITOLO XVII. Caratteri sessuali secondari dei Mammiferi. Legge di battaglia. Armi speciali, limitate ai maschi. Cagione del difetto di armi nella femmina. Armi comuni ai due sessi, sebbene acquistate primieramente dal maschio. Altri usi di cosifatte armi. Loro grande importanza. Mole più grande del maschio. Mezzi di difesa. Intorno alla preferenza dimostrata in ambo i sessi nell’accoppiarsi dei quadrupedi. CAPITOLO XVIII. Caratteri sessuali secondari dei Mammiferi, continuazione. Voce. Particolarità sessuali notevoli nelle foche. Odore. Sviluppo del pelo. Colore del pelo e della pelle. Casi anomali di femmine più adorne dei maschi. Colori ed ornamenti dovuti alla scelta sessuale. Colori acquistati per scopo di protezione. Colore sebbene comune ai due sessi, sovente dovuto alla scelta sessuale. Intorno alla scomparsa di macchie e fasce nei quadrupedi adulti. Dei colori e degli ornamenti dei quadrumani. Sommario. CAPITOLO XIX. Caratteri sessuali secondari dell’Uomo. Differenze fra l’uomo e la donna. Cause di queste differenze e di certi caratteri comuni ai due sessi. Legge di battaglia. Differenze nelle potenze mentali. e nella voce. intorno all’azione della bellezza nel produrre i matrimoni del genere umano. Attenzione dei selvaggi agli ornamenti. Loro idee intorno alla bellezza della donna. Tendenza ad esagerare ogni particolarità naturale. CAPITOLO XX. Caratteri sessuali secondari dell’Uomo, continuazione. Intorno agli effetti della continua scelta delle donne secondo un differente modello di bellezza in ogni razza. Delle cause che intralciano la scelta sessuale nelle azioni incivilite e selvagge. Condizioni favorevoli alla scelta sessuale durante i tempi primitivi. Del modo di azione della scelta sessuale nell’umanità. Delle donne, le quali nelle tribù selvagge hanno qualche facoltà di scegliersi il marito. Mancanza di peli sul corpo e sviluppo della barba. Colore della pelle. Sommario. CAPITOLO XXI. Sommario generale e Conclusione. Conclusione fondamentale che l’uomo discende da qualche forma inferiore. Modo di sviluppo. Genealogia dell’uomo. Facoltà intellettuali e morali. Scelta sessuale. Osservazioni conclusive. Note editoriali: La seconda tiratura è avvenuta nel 1882, la terza nel 1888, la quarta nel 1914. Freeman, 1977 cita come quarta tiratura una edizione del 1920

Darwin C., L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso, Traduzione italiana col consenso dell’Autore del Professore Michele Lessona, Direttore del Museo Zoologico di Torino. Nuova edizione, Casa Editrice Libraria Bruciati e C., Milano, pp. 605, 1913. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1871

Darwin C., L’origine dell’uomo, scelta sessuale, Nuova edizione completa illustrata, Casa Editrice Sociale, Milano, pp. 484, 1925. Note editoriali: Nuova edizione completa e illustrata. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1871

Darwin C., L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso, A. Barion, Sesto San Giovanni (Mi), pp. 492, 1926. Riedito nel 1933 con alcune correzioni tipografiche. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1871

Darwin C., L’origine dell’uomo e la scelta sessuale, Istituto Editoriale Italiano, Milano, pp. 480, 1945. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1871

Darwin C., L’origine dell’uomo, A cura di Franco Paparo. Universale Economica, Milano, pp. 143, 1949. Prima parziale traduzione novecentesca di Franco Paparo condotta sulla III ristampa del 1945 della edizione popolare dellaThinker’s Library n. 12, Watts, London. Dalla prefazione: Oltre alla parte riguardante la selezione sessuale negli animali inferiori e nell’uomo, sono stati omessi tre capitoli riguardanti il paragone dei poteri mentali dell’uomo e degli animali inferiori e lo sviluppo delle facoltà intellettuali e morali nella preistoria. Tralasciate le note. Indice: L’autore p. [4], Indice p. [6], Prefazione p. [7]-12; Contenuto dell’Opera p. [13]-143. Indice completo. Introduzione (dell’autore). Capitolo primo. Prove dell’origine dell’uomo da qualche forma inferiore. Capitolo secondo. Sul modo di di sviluppo dell’uomo da qualche forma inferiore. Capitolo terzo. Sulle affinità e sulla genealogia dell’uomo. Capitolo quarto. Sulle razze umane. Sommario generale e conclusione

Darwin C., L’origine dell’uomo. L’evoluzione della specie umana in una classica opera curata e introdotta da Franco Paparo, Editori Riuniti, Roma, pp. 243, 1966. Contiene la prima parte del Descent of Man ed il capitolo conclusivo della terza parte. Senza note e indicazioni bibliografiche contenute nell’originale. Riproposizione ampliata della prima parziale traduzione novecentesca di Franco Paparo condotta sulla terza ristampa del 1945 della edizione popolare della Thinker’s Library n. 12, Watts, London e pubblicata nella Universale Economica del 1949. Indice: Indice p. [5]; Prefazione p. 7-15; Contenuto dell’Opera p. 17-243. Indice completo. Introduzione (dell’autore). I. Prove dell’origine dell’uomo da qualche forma inferiore. II. Sul modo di di sviluppo dell’uomo da qualche forma inferiore. Confronto tra i poteri mentali dell’uomo e quelli degli animali inferiori. Confronto tra i poteri mentali dell’uomo e quelli degli animali inferiori-continuazione. Sviluppo delle facoltà intellettuali e morali nei tempi primitivi e nei tempi civili. VI. Sulle affinità e sulla genealogia dell’uomo. VII. Sulle razze umane. Sommario generale e conclusione. Note editoriali: Seconda edizione e prima ristampa nel 1971; ristampe nel 1976, 1983 (con un saggio di Giuseppe Montalenti: Il darwinismo ieri e oggi p. 7-18, nella collana Universale Le Idee n. 90) e 1999.

Darwin C., L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, vol. I,II,III, avanzini e torraca editori, Roma, pp. 250 + pp. 256 + pp. 205, 1966-1967. Prima traduzione integrale novecentesca di Mauro Migliucci e Paola Fiorentini della edizione del 1871 “The descent of man, and selection in relation to sex”, two vols. John Murray, London. Le note dei curatori sono in fondo a ciascuna pagina, quelle dell’autore al termine di ogni capitolo. I disegni di copertina sono di Sergio Malan. Volume I. Origine dell’uomo, 1966. Collana I Classici per tutti n. 26, 16,5 cm. Indice: [Nota] p. 5-8. Inizio e fine dell’Opera p. 9-250. Indice p. [253]. Contiene il saggio del Prof. Huxley, membro della ‘Royal Society’ dal titolo : Note sulla rassomiglianza e sulla differenza nella struttura e nello sviluppo del cervello negli uomini e nelle scimmie p. 235-243. Indice completo. Nota. Introduzione. PARTE PRIMA. La discendenza o origine dell’uomo. Capitolo primo. Note. Capitolo secondo. Note. Capitolo terzo. Note. Capitolo quarto. Note. Capitolo quinto. Note Capitolo sesto. Note. Capitolo settimo. Nota sulla rassomiglianza e sulla differenza nella struttura e nello sviluppo del cervello negli uomini e nelle scimmie Note. Volume II. L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, vol. I, 1967. Collana I Classici per tutti n. 27, 16,5 cm. Indice completo. PARTE SECONDA. Capitolo ottavo. Note. Capitolo nono. Note. Capitolo decimo. Note. Capitolo undicesimo. Note. Capitolo dodicesimo. Note. Capitolo tredicesimo. Note. Capitolo quattordicesimo. Note. Volume III. L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, vol. II, 1967. Collana I Classici per tutti n. 28, 16,5 cm. Indice completo. Capitolo quindicesimo. Note. Capitolo sedicesimo. Note. Capitolo diciassettesimo. Note. Capitolo diciottesimo. Note. PARTE TERZA. Selezione sessuale in relazione all’uomo e conclusione. Capitolo diciannovesimo. Note. Capitolo ventesimo. Note. Capitolo ventunesimo. Note

Darwin C., L’origine dell’uomo, Edizione integrale, introduzione di Giuseppe Montalenti. Newton Compton Editori, Roma, pp. 658, 1972. Traduzione di Mauro Migliucci e Paola Fiorentini (stessi traduttori dell’edizione “avanzini e torraca editori”, 1966) , revisione scientifica di Mirella Di Castro e Elena Grassi. Indice: Introduzione (Giuseppe Montalenti) p. [7]-23; Nota biobibliografica p. [25]-26; Contenuto dell’opera p. [27]-651; Indice p. [653]-658. Indice completo. Introduzione di Giuseppe Montalenti. Nota biobibliografica. Introduzione. PARTE PRIMA. LA DISCENDENZA O ORIGINE DELL’UOMO. 1. Prove della discendenza dell’uomo da alcune forme inferiori. Natura delle prove riguardo all’origine dell’uomo. Strut­ture omologhe nell’uomo e negli animali inferiori. Punti diversi di corrispondenza. Sviluppo. Strutture rudimen­tali, muscoli, organi sensori, capigliatura, ossa, organi ri­produttori, ecc. L’importanza di queste grandi classi di fattori nell’origine dell’uomo. 2. Il modo di sviluppo dell’uomo da alcune forme in­feriori. Variabilità del corpo e della mente umana. Eredità. Cause della variabilità. Identità delle leggi della variabilità nel­l’uomo e negli animali inferiori. Azione diretta delle con­dizioni di vita. Effetti dell’aumentato uso e del disuso delle parti. Arresto dello sviluppo. Reversione. Variazione correlativa. Velocità di accrescimento. Freni all’accresci­mento. Selezione naturale. L’uomo, animale dominatore del mondo. Importanza della sua struttura fisica. Le cause che lo hanno portato a stare eretto. Conseguenti muta­menti di struttura. Diminuzione delle dimensioni dei denti canini. Aumento delle dimensioni e alterazioni della strut­tura del cranio. Nudità. Assenza di coda. Condizione in­difesa dell’uomo.­. 3. Confronto tra le facoltà mentali dell’uomo e degli animali inferiori. Differenza immensa tra le facoltà intellettive di una scimmia superiore e di un selvaggio inferiore. Alcuni istinti in comune. Le emozioni. Curiosità. Imitazione. Attenzione. Memoria. Immaginazione. Ragione. Miglio­ramento progressivo. Strumenti e mezzi usati dagli ani­mali. Astrazione, autocoscienza. Linguaggio. Senso del bello. Fede in Dio, motivi spirituali, superstizioni. 4. Confronto tra le facoltà mentali dell’uomo e degli animali inferiori (continuazione). I1 senso morale. Proposizione fondamentale. Qualità de­gli animali sociali. Origine della socialità. Lotta tra istin­ti opposti. L’uomo animale sociale. Gli istinti sociali du­raturi vincono altri meno duraturi. Le virtù sociali sono le sole considerate dai selvaggi. Le virtù individuali ac­quisite in uno stadio ulteriore dello sviluppo. L’impor­tanza del giudizio dei membri della stessa comunità sulla condotta. Trasmissione di tendenze morali. Sommario. 5. Sviluppo delle facoltà intellettive e morali durante l’età primitiva e quella civilizzata. Progresso della capacità intellettiva mediante la selezione naturale. Importanza dell’imitazione. Facoltà sociali e morali. Loro sviluppo nell’ambito della stessa tribù. Influenza della selezione naturale nelle nazioni civili. Dimostrazione dell’antica barbarie delle nazioni civili. 6. Affinità e genealogia dell’uomo. Posizione dell’uomo nella serie animale. Il sistema genea­logico naturale. Caratteri di adattamento di scarso va­lore. Diversi piccoli punti di somiglianza tra uomo e quadrupede. Posto dell’uomo nel sistema naturale. Luogo di origine ed antichità dell’uomo. Assenza di anelli di congiunzione fossili. Stati inferiori nella genealogia del­l’uomo, desunti in primo luogo dalle sue affinità, e secondariamente dalla sua struttura. Primitiva condizione androgina dei vertebrati. Conclusione. 7. Le razze umane. Natura e valutazione di caratteri specifici. Applicazione alle razze umane. Argomenti favorevoli e contrari alla classificazione delle cosiddette razze umane come specie distinte. Sottospecie. Monogenisti e poligenisti. Conver­genza di carattere. I numerosi punti di rassomiglianza nel corpo e nel cervello tra le razze umane più diverse. Lo stato dell’uomo nel periodo della prima diffusione sulla terra. Ciascuna razza non discende da una singola coppia. Estinzione delle razze. Formazione delle razze. Effetti degli incroci. Scarsa influenza dell’azione diretta ­delle condizioni di vita. Scarsa o nulla influenza della selezione naturale. Selezione sessuale. Note sulla rassomiglianza e sulla differenza nella strut­tura e nello sviluppo del cervello negli uomini e nelle scimmie (del prof. Huxley, membro della Royal Society). PARTE SECONDA. LA SELEZIONE SESSUALE. 8. Princìpi di selezione sessuale. Caratteri sessuali secondari. Selezione sessuale. Modalità. Eccellenza di maschi. Poligamia. Generalmente il solo del maschio. Variabilità del maschio. Scelta esercitata dalla femmina. Rapporto tra selezione sessuale e selezione naturale. Ereditarietà a corrispondenti periodi di vita, a corrispondenti stagioni, limitata dal sesso. Relazioni tra diverse forme di ereditarietà. Cause per le quali un solo sesso e la prole non sono modificati attraverso la selezione sessuale. Appendice sui numeri proporzionali dei due sessi nel regno animale. La proporzione dei sessi in relazione alla selezione naturale. 9. Caratteri sessuali secondari nelle classi inferiori del regno animale. Assenza di questi caratteri nelle classi inferiori. Colori brillanti. Molluschi. Anellidi. Crostacei, caratteri sessuali secondari fortemente sviluppati; dimorfismo; colore, carat­teri non acquisiti prima della maturità. Ragni e loro co­lori sessuali; stridulazione da parte dei maschi. Miriapodi. 10. Caratteri sessuali secondari degli insetti. Strutture differenziate possedute dai maschi per afferrare le femmine. Differenze tra i sessi di cui non si comprende il significato Differenza di dimensioni tra i sessi. Tisa­nuri Ditteri. Emitteri. Omotteri, facoltà sonore possedute soltanto dai maschi. Ortotteri, strumenti sonori dei ma­schi, di struttura molto differenziata; pugnacità; colori. Neurotteri, differenze sessuali nel colore. Imenotteri, pugnacità e colori. Coleotteri, colori; grandi corna appa­rentemente ornamentali; contese; organi per la stridu­lazione in genere comuni ad entrambi i sessi. 11. Insetti (continuazione). Ordine dei Lepidotteri (Farfalle e Falene). Corteggiamento delle farfalle. Contese. Ticchettio. Co­lori comuni ai due sessi, o più brillanti nei maschi. Esempi. Non dovute all’azione diretta delle condizioni di vita. Colori adattati alla protezione. Colori delle falene. Loro esibizione. Facoltà percettive dei lepidotteri Variabilità. Cause della differenza di colore tra maschi e femmine. Mimetismo, farfalle femmine con colori più brillanti dei maschi. Colori vivaci dei bruchi. Sommario e note conclusive sui caratteri sessuali degli insetti. Comparazione tra uccelli e insetti. 12. Caratteri sessuali secondari dei Pesci, degli Anfibi e dei Rettili. Pesci: Corteggiamento e battaglie dei maschi. Mole mag­giore delle femmine. Maschi, colori vivaci e appendici ornamentali; altri caratteri insoliti. Colori ed ornamenti assunti dai maschi soltanto durante la stagione degli accoppiamenti. Pesci con ambedue i sessi dai colori brillanti. Colori protettivi. Come i colori meno cospicui della femmina non possano spiegarsi in base al princi­pio della protezione. Pesci maschi che costruiscono nidi ed hanno cura delle uova e dei piccoli. Anfibi: Diffe­renze di struttura e colore tra i sessi. Organi vocali. Rettili: Cheloni. Coccodrilli. Serpenti, colori in alcuni casi protettivi. Lucertole, loro competizioni. Appendici or­namentali. Strane differenze di struttura tra i sessi. Co­lori. Differenze sessuali quasi altrettanto grandi che quelle tra gli uccelli. 13. Caratteri sessuali secondari degli Uccelli. Differenze sessuali. Legge di battaglia. Armi speciali. Organi vocali. Musica strumentale. Pantomime d’amore e danze. Ornamenti, permanenti e stagionali. Mute an­nuali doppie e singole. Esibizione di ornamenti da parte dei maschi. Uccelli (continuazione). Scelta compiuta dalla femmina. Durata del corteggia­mento. Uccelli disappaiati. Capacità mentali degli uccelli e il loro senso della bellezza. Preferenza o antipatia manifestata dalla femmina verso maschi particolari. Va­riabilità degli uccelli. Variazioni brusche. Leggi della variabilità. Formazione degli ocelli. Sviluppo graduale dei caratteri. Esempi del pavone, del fagiano argo, e del colibrì Urosticte. 15. Uccelli (continuazione). Discussione sul perché soltanto i maschi di alcune specie, e ambedue i sessi in altre, sono vivacemente colorati. Ereditarietà limitata dal sesso applicata a varie strut­ture e al piumaggio brillantemente colorato. La nidifi­cazione in relazione al colore. Perdita del piumaggio nuziale durante l’inverno. 16. Uccelli (conclusione). Il piumaggio giovanile in relazione alle caratteristiche del piumaggio nei due sessi in età matura. Sei classi di casi. Differenze sessuali fra i maschi di specie affini o tipiche. Le femmine che assumono i caratteri dei maschi. Il piumaggio degli individui giovani in relazione a quello estivo e invernale degli adulti. Il miglioramento d’aspetto di tutti gli uccelli. La colorazione protettiva. Gli uccelli vistosamente colorati. Apprezzamento dell’originalità. Som­mario dei quattro capitoli sugli uccelli. 17. Caratteri sessuali secondari dei Mammiferi. Legge di battaglia. Armi speciali limitate ai maschi. Causa dell’assenza di armi nella femmina. Armi comuni ai due sessi, ma acquisite da principio dai maschi. Altri usi di tali armi. La loro grande importanza. Dimensioni più grandi del maschio. Mezzi di difesa. Preferenze mostrate da ogni sesso dei quadrupedi nell’accoppiarsi. 18. Caratteri sessuali secondari dei Mammiferi (continua­zione). La voce. Notevoli caratteristiche sessuali delle foche. Odore. Sviluppo del pelo. Colore del pelo e della pelle. Casi anomali in cui la femmina è più ornata del maschio. Colori ed ornamenti dovuti alla selezione sessuale. Colori acquisiti per proteggersi. Colori comuni ai due sessi spesso dovuti alla selezione sessuale. Sparizione di mac­chie e strisce nei quadrupedi adulti. Colori ed ornamen­ti dei quadrumani. Sommario. PARTE TERZA. SELEZIONE SESSUALE IN RELAZIONE AL­L UOMO E CONCLUSIONE. 19. Caratteri sessuali secondari dell’Uomo. Differenze fra uomo e donna. Causa di queste differenze e di certi caratteri comuni ad ambo i sessi. Legge di battaglia. Differenze nelle capacità mentali e nella voce. L’influsso dell’aspetto esteriore nei matrimoni del ge­nere umano. Attenzione che i selvaggi pongono nell’or­namento. La loro concezione della bellezza femminile. Tendenza ad accentuare le peculiarità naturali. 20. Caratteri sessuali secondari dell’Uomo (continuazione). Gli effetti della selezione continuata delle donne secondo il diverso gusto in ciascuna razza. Le cause che inter­feriscono con la selezione sessuale nelle popolazioni civilizzate e in quelle selvagge. Condizioni favorevoli alla selezione sessuale nei tempi primordiali. Il modo in cui la selezione sessuale agisce sull’uomo. Facoltà delle donne delle tribù selvagge di scegliersi il compagno. Assenza di peli, sul corpo e sviluppo della barba. Colore della pelle. Sommario. 21. Sommario generale e conclusione. Conclusione fondamentale che l’uomo discende da qual­che forma inferiore. Modo di sviluppo. Genealogia dell’uomo. Facoltà intellettuali e morali. Selezione sessua­le. Osservazioni conclusive. Note editoriali. Cinque ristampe fino al 1981. Riedito nel 1990 (solo la prima parte: la discendenza o origine dell’uomo) nella collana Grandi Tascabili Economici Newton n. 49 e nel 1994 nella collana I Mammut, Newton Compton (edizione integrale) n. 20

Darwin C., L’origine dell’uomo e la scelta sessuale, A cura di Brunetto Chiarelli, con un saggio di Filippo De Filippi. Rizzoli, Milano, pp. 453, 1982. Traduzione di Michele Lessona del 1871 rivista da Brunetto Chiarelli. Edizione emendata dei capitoli IX-XVI, dei capitoli conclusivi XVII-XXI numerati con IX-XIII. Senza note non attinenti. Collana Biblioteca Universale n. 400. I tascabili della BUR Saggistica. In copertina : Darwin in un ritratto dell’epoca. Grafica di Maurizio Ricci. Indice: Cronologia della vita e delle opere p. 5-[23]; Nota introduttiva di Brunetto Chiarelli p. 25-[38]. Lo sviluppo delle concezioni evoluzionistiche in antropologia. L’evoluzionismo in Italia nella seconda metà dell’800; Contenuto dell’Opera p. 41-[416]; Riproduzione della testa di gorilla (a piena pagina) p. [418]; Riproduzione della copertina dell’opuscolo (a piena pagina) p. [419]; L’uomo e le scimie (Lezione pubblica detta in Torino la sera dell’11 Gennaio 1864 da F. De Filippi, terza edizione con aggiunte dell’autore pubblicata da G. Daelli e Comp. Editori, Milano, 1865) p. 412-[449]; Sommario p. 451-453. Indice completo. Cronologia della vita e delle opere. Nota introduttiva. PARTE PRIMA. ORIGINE DELL’UOMO. CAPITOLO I. Evidenza dell’origine dell’uomo da qualche forma infer­iore. Struttura corporea dell’uomo Sviluppo embrionale Rudimenti. CAPITOLO II. Comparazione fra le facoltà mentali dell’uomo e quelle degli animali inferiori. Linguaggio Autocoscienza, individualità, astrazione, idee generali ecc. Senso estetico Credenza in Dio /Religione. CAPITOLO III. Paragone fra le facoltà mentali dell’uomo e quelle degli animali inferiori. L’uomo animale sociale Gl’istinti sociali più durevoli vincono i meno persistenti Le virtù strettamente sociali tra le popolazioni più primitive Osservazioni conclusive Sommario dei due ultimi capitoli. CAPITOLO IV. Dello sviluppo dell’uomo da qualche forma inferiore. Azione diretta e definita delle condizioni mutate Effet­ti dell’aumentato o del diminuito uso delle parti Arresti di sviluppo Reversione o regresso Variazione correlati­va Proporzione dell’accrescimento Scelta naturale Conclusione. CAPITOLO V. Sviluppo delle facoltà intellettuali e morali durante i tempi primitivi ed i tempi inciviliti. Evidenza del fatto che tutte le nazioni oggi civili furono un tempo barbare. CAPITOLO VI. Affinità e genealogia dell’uomo. Del luogo di origine e dell’antichità dell’uomo Conclu­sione. CAPITOLO VII. Delle razze umane. Estinzione delle razze umane Formazione delle razze umane. PARTE SECONDA. SCELTA SESSUALE. CAPITOLO VIII. Principii della scelta sessuale. Proporzione numerica dei due sessi Poligamia Il maschio in generale è più modificato che non le femmine-Leggi di eredità: eredità in periodi corrispondenti della vita, eredità in certe stagioni dell’anno; eredità limitata dal sesso Relazione fra il periodo di sviluppo di un carattere e la sua trasmissione ad un sesso o ad entrambi: Osservazioni conclusive Supplemento intorno alla proporzione numerica dei due sessi negli animali che appartengono alle varie classi: uomo; cavalli; cani; pecore Limitazione, da parte della scelta naturale, del numero proporzionale dei sessi, e della fecondità in generale. CAPITOLO IX. Caratteri sessuali secondari dei mammiferi. Della preferenza o scelta nell’accoppiamento dimostrata dai due sessi nei quadrupedi. CAPITOLO X. Caratteri sessuali secondari dei mammiferi (continuaz.). Odore Sviluppo dei peli Colore dei peli e della pelle nuda Trasmissione dei caratteri adornanti ai due sessi Quadrumani Sommario. CAPITOLO XI. Caratteri sessuali secondari dell’uomo. Lotta tra maschi Differenza nelle facoltà mentali dei due sessi Voce e doti musicali Azione della bellezza nel provocare i matrimoni del genere umano. CAPITOLO XII. :Caratteri sessuali secondari dell’uomo (continuaz.). Cause che impediscono o arrestano l’azione della scelta sessuale nei selvaggi Infanticidio Matrimoni precoci e schiavitù della donna Azione della scelta sessuale nel genere umano Mancanza di pelo sul corpo e suo svilup­po sulla faccia e sul capo Colore della pelle Sommario. CAPITOLO XIII. Sommario generale e conclusione. APPENDICE. “L’uomo e le scimie”, lezione pubblica detta in To­rino la sera dell’11 gennaio 1864 da F. De Filippi

Darwin C., L’origine dell’uomo. A cura di Franco Paparo, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, pp. 274, 1966. Contiene la prima parte del Descent of Man ed il capitolo conclusivo della terza parte. Senza note e indicazioni bibliografiche contenute nell’originale. Riproposizione ampliata della prima parziale traduzione novecentesca di Franco Paparo. Indice: Il darwinismo ieri e oggi di Giuseppe Montalenti. Prefazione di Franco Paparo. Note. L’ORIGINE DELL’UOMO. Introduzione. Prove dell’origine dell’uomo da qualche forma inferiore. II. Sul modo di di sviluppo dell’uomo da qualche forma inferiore. Confronto tra i poteri mentali dell’uomo e quelli degli animali inferiori. Confronto tra i poteri mentali dell’uomo e quelli degli animali inferiori. Continuazione. Sviluppo delle facoltà intellettuali e morali nei tempi primitivi e nei tempi civili. VI. Sulle affinità e sulla genealogia dell’uomo. VII. Sulle razze umane. Sommario generale e conclusione. Note

Darwin C., IL MEGLIO IN ANTROPOLOGIA. L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto al sesso. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali. A cura di Giorgio Celli. Saggio aggiunto di G.G. Simpson. Traduzioni di Giovanni Canestrini e di Michele Lessona aggiornate da Giorgio Celli. Ventuno disegni nel testo e ventinove illustrazioni fuori testo. Longanesi & C., Milano,pp. 1205, 1971. Indice: Prefazione [G. C.] p. [9]-10. Cronologia essenziale della vita e delle opere di Carlo Darwin [G. C.] p. [11]-34. La teoria dell’evoluzione oggi [G.G. Simpson] (Darwin, fatti, teoria e filosofia. I Eredità, Genetica ed evoluzione. II Selezione naturale. Speciazione. Alcuni altri aspetti) p. [35]-63 (per gentile concessione della rivista: Proceedings of Royal Society of Victoria, 1969, 82 : 149-160, Traduzione di Paola Celli); Ideologia del Darvinismo [Giorgio Celli] p. [64]-78. L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto al sesso p. [79]-832. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali p. [833]-1198. Cenno bibliografico ragionato p. [1199]-1205. Indice delle figure nel testo p. [1209]-[1210]. Indice delle tavole p. [1211]. Indice generale p. [1213]-[1223]. Indice completo. INDICE GENERALE. PREFAZIONE. CRONOLOGIA ESSENZIALE DELLA VITA E DELLE OPERE DI CARLO DARWIN. LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE OGGI. Darwin, fatti, teoria e filosofia. Eredità. Genetica ed evoluzione. Selezione naturale. Speciazione. Alcuni altri aspetti. IDEOLOGIA DEL DARVINISMO. L’ORIGINE DELL’UOMO E LA SCELTA IN RAPPORTO AL SESSO. INTRODUZIONE. PARTE PRIMA. ORIGINE DELL’UOMO. I EVIDENZA DELLA ORIGINE DELL’UOMO DA QUAL­CHE FORMA INFERIORE. Struttura corporea dell’uomo. Sviluppo embrionale. Rudimenti. II COMPARAZIONE FRA LA POTENZA MENTALE DELL’UOMO E QUELLA DEGLI ANIMALI SOTTO­STANTI. Linguaggio. Coscienza di sé, individualità, astrazione,. idee generali, eccetera. Sentimento del bello. .. Credenza in Dio. Religione. III-PARAGONE FRA LE FACOLTÀ MENTALI DELL’UOMO E QUELLE DEI SOTTOSTANTI ANIMALI. Socievolezza. L’uomo animale sociale. Gl’istinti sociali più durevoli vincono i meno persistenti. Le virtù strettamente sociali primitivamente sole considerate. Osservazioni conclusive. Sommario dei due ultimi capitoli. IV DEL MODO Dl SVILUPPO DELL’UOMO DA QUALCHE FORMA INFERIORE. Azione diretta e definita delle mutate condi­zioni. Effetti dell’aumentato esercizio delle parti, o del difetto di esercizio di esse. Arresti di sviluppo. Reversione o regresso. Variazione correlativa. Proporzione dell’accrescimento. Selezione naturale. Conclusione. V DELLO SVILUPPO DELLE FACOLTÀ INTELLET­TUALI E MORALI DURANTE I TEMPI PRIMITIVI ED I TEMPI INCIVILITI. La selezione naturale operante nelle nazioni incivilite. Intorno all’evidenza del fatto che tutte le nazioni civili furono un tempo barbare. VI DELLE AFFINITÀ E DELLA GENEALOGIA DEL­L’UOMO. Del luogo di origine e dell’antichità dell’uomo. Stadi più bassi della genealogia dell’uomo. Conclusione. VII DELLE RAZZE UMANE. Della estinzione delle razze umane. Della formazione delle razze umane. PARTE SECONDA. SCELTA SESSUALE. VIII PRINCIPII DELLA SCELTA SESSUALE. Caratteri e scelta sessuali. Proporzione numerica dei due sessi Poligamia. Il maschio in generale è più modificato che non le femmine. Leggi di eredità. Eredità in periodi corrispondenti della vita. Eredità in certe corrispondenti stagioni dell’anno. Eredità limitata dal sesso. Intorno alla relazione fra il periodo di sviluppo di un carattere e la sua trasmissione ad un sesso o ad entrambi. Osservazioni sommarie e concludenti. Supplemento intorno alla proporzione nume­ rica dei due sessi negli animali appartengono alle varie classi­. Uomo. Cavalli. Cani. Pecore. Uccelli. Pesci. Insetti. Del potere della selezione naturale nel regolare il numero proporzionale dei sessi, e fecondità in generale. IX-CARATTERI SESSUALI SECONDARI NELLE CLASSI INFERIORI DEL REGNO ANIMALE. Sottoregno dei molluschi. Sottoregno dei vermi: classe Anellidi. Sottoregno degli artropodi: classe Crostacei. Classe Aracnida (Ragni). Classe Myriapoda. X-CARATTERI SESSUALI SECONDARI DEGLI INSETTI. Differenza nella mole fra i sessi. Ordine, Thysanura. Ordine, Diptera. Ordine, Hemiptera. Ordine, Homoptera. Ordine, Orthoptera. Ordine, Neuroptera. Ordine, Hymenoptera. La Mutilla europea. Ordine, Coleoptera. Legge di battaglia. Organi stridulanti. XI INSETTI (CONTINUAZIONE), ORDINE LEPIDOPTERA. Esibizione. Mimetismo. Colori brillanti dei bruchi. Osservazioni sommarie e conclusive intorno agli insetti. XII-CARATTERI SESSUALI SECONDARI DEI PESCI, DEGLI ANFIBI, E DEI RETTILI. Pesci. Anfibi. Urodeli. Anuri o batraci. Rettili. Cheloni. Coccodrilli. Ofidi. Lucertole. XIII-CARATTERI SESSUALI SECONDARI DEGLI UCCELLI. Legge di combattimento. Musica vocale e strumentale. Atteggiamenti amorosi e danze. Ornamenti. Pompa che fanno gli uccelli maschi del loro piumaggio. XIV UCCELLI, CONTINUAZIONE. Durata del corteggiamento. Uccelli disappaiati. Qualità mentali degli uccelli, e loro gusto del bello. Preferenza mostrata dalle femmine per certi maschi particolari. Variabilità degli uccelli e specialmente dei loro caratteri sessuali secondari. Formazione e variabilità degli ocelli o mac­chie, ad occhio del piumaggio degli uccelli. Gradualità dei caratteri sessuali secondari. Fagiano Argo. XV UCCELLI (CONTINUAZIONE). XVI UCCELLI (CONTINUAZIONE). Regole o classi di casi. Classe I. Classe II. Classe III. Classe IV. Classe V. Classe VI. Intorno al colore del piumaggio in rapporto colla protezione. Sommario dei quattro Capitoli intorno agli Uccelli. XVII CARATTERI SESSUALI SECONDARI DEI MAMMIFERI. Della preferenza o scelta nell’accoppiamento come viene dimostrata da ambo i sessi nei quadrupedi. XVIII CARATTERI SESSUALI SECONDARI DEI MAMMIFERI (CONTINUAZIONE). Odore. Sviluppo dei peli. Colore dei peli e della pelle nuda. Eguale trasmissione dei caratteri adornati ai due sessi. Quadrumani. Sommario. XIX CARATTERI SESSUALI SECONDARI DELL’UOMO. Legge di battaglia. Differenza nelle capacità mentali dei due sessi. Voce e capacità musicali. Dell’azione della bellezza nel produrre i ma­trimoni del genere umano. XX CARATTERI SESSUALI SECONDARI DELL’UOMO (CONTINUAZIONE). Delle cause che impediscono od arrestano l’azione della scelta sessuale nei selvaggi. Infanticidio. Matrimoni precoci e schiavitù della donna. Del modo di azione della scelta sessuale nel genere umano. Mancanza di pelo sul corpo, e suo sviluppo sulla faccia e sul capo. Colore della pelle. Sommario. XXI SOMMARIO GENERALE E CONCLUSIONE. L’ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI. Nell’uomo e negli animali. INTRODUZIONE. I PRINCIPI GENERALI DELLA ESPRESSIONE (I). Principio dell’associazione delle abitudini utili. Principio dell’antitesi. III. Principio degli atti dovuti alla costituzione del sistema nervoso del tutto indipen­denti dalla volontà e, fino a un certo pun­to, anche dall’abitudine. Azioni riflesse. Mavimenti abituali associati negli animali inferiori. II PRINCIPI GENERALI DELLA ESPRESSIONE (II). III PRINCIPI GENERALI DELLA ESPRESSIONE (III). IV MEZZI D’ESPRESSIONE NEGLI ANIMALI. Emissione di suoni. Erezione delle appendici cutanee. Rigonfamento del corpo, e altri mezzi per mettere spavento al nemico. Rovesciamento delle orecchie all’indietro. Raddrizzamento delle orecchie. V ESPRESSIONI SPECIALI DEGLI ANIMALI. Cane. Gatto. Cavallo. Ruminanti. Scimmie. Piacere, gioia, affezione. Emozioni e sensazioni dolorose. Collera. Stupore, spavento. VI ESPRESSIONI SPECIALI ALL’UOMO: DOLORE E PIANTO. Dolori fisici e morali, pianto. Cause della contrazione dei muscoli, che cir­condano l’occhio, durante le grida. Causa della secrezione delle lagrime. VII ABBATTIMENTO ANSIETÀ AFFANNO SCO­RAGGIAMENTO DISPERAZIONE. Obliquità delle sopracciglia. Causa dell’obliquità delle sopracciglia sotto l’influenza del dolore. Depressione degli angoli della bocca. VIII GIOIA ALLEGREZZA AMORE SENTIMENTI AFFETTUOSI DEVOZIONE. Buon umore, allegria. Amore, sentimenti affettuosi, eccetera. Devozione. IX RIFLESSIONE MEDITAZIONE CATTIVO UMO­RE BORBOTTAMENTO DETERMINAZIONE. Distrazione, meditazione. Cattivo umore. Risolutezza e determinatezza. X ODIO E COLLERA. Furore. Collera e sdegno. Sogghigno, aria di sfida, azione di scoprire il dente canino d’un lato. XI DISISTIMA DISPREZZO DISGUSTO ORGO­GLIO, ECCETERA IMPOTENZA PAZIENZA AFFERMAZIONE E NEGAZIONE. Gelosia, Invidia, Avarizia, Rancore, Sospetto, Perfidia, Astuzia, Colpevolezza, Vanità, Ambizione, Orgoglio, Umiltà. .. Rassegnazione, Impotenza, Stringimento di spalle. Segni di affermazione o di approvazione, di negazione o di biasimo; atti di piegare e di scuotere la testa. XII SORPRESA STUPORE PAURA ORRORE. Ammirazione. Paura, Terrore. Capelli irti. Contrazione del muscolo pellicciaio. Dilatazione delle pupille. Orrore. Conclusione. XIII ATTENZIONE RIVOLTA SU SE STESSI VER­GOGNA TIMIDEZZA MODESTIA ROSSORE. Il rossore nelle diverse razze umane. Confusione della mente. Cause del rossore. Timidezza. Cause morali: colpa. Violazione delle leggi di convenzione. Modestia. Teoria del rossore. Ricapitolazione. XIV CONSIDERAZIONI FINALI E RICAPITOLAZIONE. CENNO BIBLIOGRAFICO RAGIONATO.

Origine delle specie

Darwin C., Sulla origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza. Prima traduzione italiana col consenso dell’autore. Per cura di Gio. Canestrini e L. Salimbeni. Tipi di Nicola Zanichelli e Soci, Modena, 1864. Traduzione di Giovanni Canestrini e Leonardo Salimbeni della terza edizione del 1861 “On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life”. John Murray, London. Indice: Tre citazioni provenienti dal Bridgewater Treatise di Whewell, dall’Analogy of Revealed Religion di Butler e dall’Advancement of Learning di Bacon sono riportate in una pagina non numerata. Al lettore, (I traduttori) p. I [II]. Sunto storico dei recenti progressi della dottrina sull’origine delle specie p. [III] X. Introduzione dell’autore p. [XI]-XV. Contenuto dell’opera p. 2-[388]. Indice degli argomenti p. [389]-392; Indice alfabetico p. [393]-403. Indice completo. Al lettore, i traduttori. Sunto storico. Introduzione dell’autore. CAPO I. Variazioni delle specie allo stato domestico. Cause della variabilità. Effetti dell’abitudine. Correlazione di sviluppo. Ereditabilità. Caratteri delle varietà domestiche. Difficoltà di distinguere le varietà dalle specie. Origine delle varietà domestiche da una o più specie. Colombi domestici, loro differenze e loro origine. Principio di elezione applicato da lungo tempo e suoi effetti. Elezione metodica e inconscia. Origine ignota delle nostre produzioni domestiche. Circostanze favorevoli al potere elettivo dell’uomo. CAPO II. Variazioni delle specie allo stato di natura. Variabilità. Differenze individuali. Specie dubbie. Le specie molto estese, molto diffuse e comuni variano assai. Le specie dei grandi generi in ogni paese variano più delle specie dei generi piccoli. Molte specie dei generi grandi rassomigliano a varietà nell’essere strettamente e diversamente affini fra loro o geograficamente assai circoscritte. CAPO III. Lotta per l’esistenza. È sostenuta dall’elezione naturale. Questo termine deve impiegarsi in un senso largo. Progressione geometrica d’accrescimento. Rapido accrescimento degli animali e delle piante naturalizzate. Natura degli ostacoli all’accrescimento. Concorrenza universale. Effetti del clima. Protezione derivante dal numero degl’individui. Rapporti complessi degli animali e dei vegetali nella natura. Lotta per l’esistenza più efficace fra gli individui e le varietà delle medesime specie; spesso anche fra le specie del medesimo genere. I rapporti più importanti sono quelli che passano da uno ad altro organismo. CAPO IV. Elezione naturale. Elezione naturale; confronto del suo potere col potere elettivo dell’uomo. Sua azione sopra caratteri di poca importanza. Sua forza in ogni età e sui due sessi. Elezione sessuale. Della generalità degli incrociamenti fra individui della medesima specie. Circostanze favorevoli e contrarie all’elezione naturale, come gli incrociamenti, l’isolamento o il numero degli individui. Azione lenta. Estinzione prodotta dall’elezione naturale. Divergenza dei caratteri in relazione colla diversità degli abitanti d’ogni regione ristretta e colla naturalizzazione. Effetti della elezione naturale sui discendenti di un comune progenitore per la divergenza dei caratteri e l’estinzione delle specie. Essa spiega la classificazione degli esseri organizzati. Progressi dell’organizzazione. Persistenza delle forme inferiori. Esame delle obbiezioni. Moltiplicazione indefinita delle specie. Sommario. CAPO V. Leggi delle variazioni. Effetti delle condizioni esterne. Uso e non-uso degli organi combinato coll’elezione naturale; organi del volo e della vista. Acclimazione. Correlazione di sviluppo. Compensazione ed economia di sviluppo. False correlazioni. Le strutture multiple, rudimentali ed inferiori sono variabili. Le parti sviluppate in modo insolito sono assai variabili: i caratteri specifici sono più variabili dei caratteri generici: i caratteri sessuali secondari sono variabili. Le specie di un medesimo genere variano analogamente. Riversioni a caratteri molto antichi. Sommario. CAPO VI. Difficoltà della Teoria. Difficoltà sulla teoria della discendenza con modificazioni. Transizioni. Assenza o rarità delle varietà intermedie. Transizioni nelle abitudini della vita. Abitudini diverse nella stessa specie. Specie dotate di abitudini affatto differenti da quelle delle specie affini. Organi di estrema perfezione. Mezzi di transizione. Casi difficili. Natura non facit saltum. Organi di poca importanza. Organi non sempre assolutamente perfetti. Le leggi dell’Unità di tipo e delle Condizioni d’esistenza sono comprese nella teoria dell’Elezione naturale. CAPO VII. Degli istinti. Istinti paragonabili alle abitudini, ma diversi nella loro origine. Istinti graduali. Afidi e formiche. Istinti variabili. Istinti degli animali domestici, loro origine. Istinti naturali del cuculo, dello struzzo e delle api parassite. Formiche che tengono schiavi. Api domestiche; loro istinto costruttore di celle. Le modificazioni di istinto e di struttura non sono necessariamente simultanee. Difficoltà della teoria dell’Elezione Naturale rapporto agli istinti. Insetti neutri o sterili. Sommario. CAPO VIII. Ibridismo. Distinzione fra la sterilità dei primi incrociamenti e quella degl’ibridi. Sterilità varia in diversi gradi, non universale; aumentata da incrociamenti stretti, diminuita per mezzo della domesticità. Leggi che governano la sterilità degli ibridi. La sterilità non è una dote speciale, ma incidentale per altre differenze organiche. . Cagioni della sterilità dei primi incrociamenti e di quella degl’ibridi. Parallelismo fra gli effetti delle mutate condizioni di vita e degli incrociamenti. Fecondità delle varietà incrociate e della loro prole meticcia; essa non è generale. Ibridi e meticci paragonati, indipendentemente dalla loro fecondità. Sommario. CAPO IX. Sulla imperfezione delle memorie geologiche. Sulla mancanza delle forme intermedie fra le varietà attuali. Sulla natura delle varietà intermedie estinte; sul loro numero. Sulla enorme durata dei periodi geologici, dedotta dalle deposizioni e dai denudamenti. Della scarsezza delle nostre collezioni paleontologiche. Del denudamento delle aree granitiche. Della intermittenza delle formazioni geologiche. Dell’assenza delle varietà intermedie in ogni formazione. Della improvvisa comparsa di gruppi di specie. Della subitanea loro comparsa anche nei più antichi strati fossiliferi che si conoscano. CAPO X. Sulla successione Geologica degli esseri organizzati. Della comparsa lenta e successiva di nuove specie. Della diversa rapidità dei loro cambiamenti. Le specie che rimangono estinte non ricompariscono. I gruppi di specie seguono, nella loro apparizione o nella loro scomparsa, le medesime leggi generali delle singole specie. Sulla Estinzione-Sui cambiamenti simultanei delle forme viventi per tutto il mondo. Sulle affinità delle specie estinte fra loro e colle specie viventi. Sullo stato di sviluppo delle forme antiche. Sulla successione dei medesimi tipi nelle stesse superficie. Sommario di questo capo e del precedente. CAPO XI. Distribuzione geografica. La presente distribuzione non può spiegarsi per mezzo delle differenti condizioni fisiche. Importanza delle barriere. Affinità delle produzioni del medesimo continente. Centri di creazione. Mezzi di dispersione, per cambiamenti del clima e del livello della terra e per circostanze accidentali. Dispersione avvenuta durante il periodo Glaciale e sua influenza sulla distribuzione attuale degli esseri organizzati. CAPO XII. Distribuzione geografica (continuazione). Distribuzione delle produzioni d’acqua dolce. Degli abitanti delle isole oceaniche. Assenza dei Batraci e dei Mammiferi terrestri. Sulla relazione degli abitanti delle isole con quelli dei continenti più vicini. Sulle colonie provenienti dalla sorgente più vicina, colle modificazioni susseguenti. Sommario del presente capo e del precedente. CAPO XIII. Mutue affinità degli esseri organizzati. Morfologia. Embriologia. Organi rudimentali. Classificazione; gruppi subordinati ad altri gruppi. Sistema naturale. Regole e difficoltà della classificazione, spiegate per mezzo della teoria della discendenza con modificazioni. Classificazione delle varietà. La discendenza sempre impiegata nelle classificazioni. Caratteri di analogia o di adattamento. Affinità generali, complesse e divergenti. L’estinzione separa e definisce i gruppi. Morfologia; fra i membri di una stessa classe, fra le parti di un medesimo individuo. Embriologia; sue leggi spiegate per mezzo di quelle variazioni che non hanno luogo nella prima età e che vengono ereditate ad un’età corrispondente. Organi rudimentali; loro origine spiegata. Sommario. CAPO XIV. Ricapitolazione e Conclusione. Ricapitolazione delle difficoltà che si oppongono alla teoria della Elezione naturale. Ricapitolazione delle circostanze generali e speciali in favore di essa. Cagioni della credenza generale nella immutabilità delle specie. Come possa estendersi la teoria dell’Elezione naturale. Effetti dell’adozione di essa nello studio della Storia Naturale. Osservazioni finali. Note editoriali: Canestrini alle p. [5]-[6] dell’edizione del 1875 e il Catalogo storico delle Edizioni Pomba e UTET, 1791-1990, UTET, 1991 alla p. 108 riportano che si tratta della terza edizione. Inoltre, a p. 439 dell’edizione del 1875 Canestrini sostiene: Da alcuni relatori questa traduzione fu tutta od almeno in maggior parte attribuita a merito mio, mentre invece l’egregio mio amico conte Leonardo Salimbeni ebbe a sostenere il maggior lavoro.

Darwin C., Sulla origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1875. Traduzione di Canestrini Giovanni della sesta edizione del 1872 ”On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life”, John Murray, London. Indice: Al lettore (di Giovanni Canestrini, Padova li 12 marzo 1875 ) p. [5 ]-[6]. Tre citazioni provenienti dal Bridgewater Treatise di Whewell, dall’Analogy of Revealed Religion di Butler e dall’Advancement of Learning di Bacon p. [7]. Inizio e fine dell’opera p. 9-434. Appendice: Pubblicazioni italiane che sviluppano o combattono la teoria della trasformazione delle specie p. 435-439. Note del traduttore I-XL p. 441-480. Glossario dei principali termini scientifici impiegati nel presente volume p. 481-492. Indice delle materie p. 493-498. Indice alfabetico p. 499-512. Indice completo. AL LETTORE. Sunto storico dei recenti progressi della dottrina sull’origine delle specie. Introduzione. CAPO I. VARIABILITÀ ALLO STATO DOMESTICO. Cause della variabilità. Effetti dell’abitudine e dell’uso o non-uso degli organi. Correlazione di sviluppo. Ereditabilità. Caratteri delle varietà domestiche. Difficoltà di distinguere le varietà dalle specie. Origine delle varietà domestiche da una o più specie. Colombi domestici, loro differenze e loro origine. Principio di elezione applicato da lungo tempo e suoi effetti. Elezione metodica e inconscia. Origine ignota delle nostre produzioni domestiche. Circostanze favorevoli al potere elettivo dell’uomo. CAPO II. VARIAZIONE ALLO STATO DI NATURA. Variabilità. Differenze individuali. Specie dubbie. Le specie molto estese, molto diffuse e comuni variano assai. Le specie dei grandi generi in ogni paese variano più delle specie dei generi piccoli. Molte specie dei generi grandi rassomigliano a varietà per essere strettamente e diversamente affini fra loro o geograficamente assai circoscritte. CAPO III. LOTTA PER L’ESISTENZA. È sostenuta dall’elezione naturale. Questo termine deve impiegarsi in un senso largo. Progressione geometrica d’accrescimento. Rapido accrescimento degli animali e delle piante naturalizzate. Natura degli ostacoli all’accrescimento. Concorrenza universale. Effetti del clima. Protezione derivante dal numero degl’individui. Rapporti complessi degli animali e dei vegetali nella natura. Lotta per l’esistenza più severa fra gli individui e le varietà di una medesima specie; spesso anche fra le specie del medesimo genere. I rapporti più importanti sono quelli che passano da uno ad altro organismo. CAPO IV. ELEZIONE NATURALE, O SOPRAVVIVENZA DEL PIÙ ADATTO. Elezione naturale; confronto del suo potere col potere elettivo dell’uomo. Sua azione sopra caratteri di poca importanza. Sua forza in ogni età e sui due sessi. Elezione sessuale. Della generalità degli incrociamenti fra individui della medesima specie. Circostanze favorevoli e contrarie all’elezione naturale, come gli incrociamenti, l’isolamento o il numero degli individui. Azione lenta. Estinzione prodotta dall`elezione naturale. Divergenza dei caratteri in relazione colla diversità degli abitanti d’ogni regione ristretta e colla naturalizzazione. Effetti della elezione naturale sui discendenti di un comune progenitore per la divergenza dei caratteri e l’estinzione delle specie. Essa spiega la classificazione degli esseri organizzati. Progressi dell’organizzazione. Persistenza delle forme inferiori. Convergenza dei caratteri. Moltiplicazione infinita delle specie. Sommario. CAPO V. LEGGI DELLE VARIAZIONI. Effetti delle condizioni esterne. Uso e non-uso degli organi combinato coll’elezione naturale; organi del volo e della vista. Acclimazione. Correlazione di sviluppo. Compensazione ed economia di sviluppo. False correlazioni. Le strutture multiple, rudimentali ed inferiori sono variabili. Le parti sviluppate in modo insolito sono assai variabili: i caratteri speciali sono più variabili dei caratteri generici: i caratteri sessuali secondari sono variabili. Le specie di un medesimo genere variano analogamente. Riversioni a caratteri molto antichi. Sommario. CAPO VI. DIFFICOLTÀ DELLA TEORIA. Difficoltà contro la teoria della discendenza con modificazioni. Assenza o rarità delle varietà intermedie. Transizioni nelle abitudini della vita. Abitudini diverse nella stessa specie. Specie dotate di abitudini affatto differenti da quelle delle specie affini. Organi di estrema perfezione. Mezzi di transizione. Casi difficili. Natura non facit saltum. Organi di poca importanza. Organi non sempre assolutamente perfetti. Le leggi dell’Unità di tipo e delle Condizioni d’esistenza sono comprese nella teoria dell’Elezione naturale. CAPO VII. OBBIEZIONI DIVERSE CONTRO LA TEORIA DELL’ ELEZIONE NATURALE. Longevità. Le modificazioni non sono necessariamente contemporanee. Modificazioni che non sembrano di utilità diretta. Sviluppo progressivo. I caratteri di lieve importanza funzionale sono i più costanti. L’elezione naturale ritiensi insufficiente a spiegare gli stadii incipienti delle strutture utili. Cause che disturbano l’acquisto delle strutture utili a mezzo dell’elezione naturale. Gradazioni di struttura nei cambiamenti di funzione. Organi molto diversi nei membri di una medesima classe sviluppatisi dalla stessa sorgente. Ragioni che impediscono di ammettere le modificazioni grandi e repentine. CAPO VIII. DEGLI ISTINTI. Istinti paragonabili alle abitudini, ma diversi nella loro origine. Istinti graduali. Afidi e formiche. Istinti variabili. Istinti degli animali domestici, loro origine. Istinti naturali del cuculo, del Molothrus. dello struzzo e delle api parassite. Formiche che tengono schiavi. Api domestiche; loro istinto costruttore di celle. Le modificazioni di istinto e di struttura non sono necessariamente simultanee. Difficoltà della teoria dell’Elezione Naturale rapporto agli istinti. Insetti neutri e sterili. Sommario. CAPO IX. IBRIDISMO. Distinzione fra la sterilità dei primi incrociamenti e quella degl’ibridi. Sterilità varia in diversi gradi, non universale; aumentata da incrociamenti stretti, diminuita per mezzo della domesticità. Leggi che governano la sterilità degli ibridi. La sterilità non è una dote speciale, ma incidentale per altre differenze organiche. . Cagioni della sterilità dei primi incrociamenti e di quella degl’ibridi. Parallelismo fra gli effetti delle mutate condizioni di vita e degli incrociamenti. Fecondità delle varietà incrociate e della loro prole meticcia; essa non è generale. Ibridi e meticci paragonati, indipendentemente dalla loro fecondità. Sommario. CAPO X. SULLA IMPERFEZIONE DELLE MEMORIE GEOLOGICHE. Sulla mancanza delle forme intermedie fra le varietà attuali. Sulla natura delle varietà intermedie estinte; sul loro numero. Sulla enorme durata dei periodi geologici, dedotta dalle deposizioni e dai denudamenti. Lunghezza del tempo trascorso calcolata per anni. Della scarsezza delle nostre collezioni paleontologiche. Dei denudamenti delle aree granitiche. Della intermittenza delle formazioni geologiche. Denudamento delle superficie granitiche. Dell’assenza delle varietà intermedie in ogni formazione. Della improvvisa comparsa di gruppi di specie. Della subitanea loro comparsa anche nei più antichi strati fossiliferi che si conoscano. Età della terra abitabile. CAPO XI. SULLA SUCCESSIONE GEOLOGICA DEGLI ESSERI ORGANIZZATI. Della comparsa lenta e successiva di nuove specie. Della diversa rapidità dei loro cambiamenti. Le specie che rimangono estinte non ricompariscono. I gruppi di specie seguono, nella loro apparizione o nella loro scomparsa, le medesime leggi generali delle singole specie. Sulla Estinzione-Sui cambiamenti simultanei delle forme viventi per tutto il mondo. Sulle affinità delle specie estinte fra loro e colle specie viventi. Sullo stato di sviluppo delle forme antiche. Sulla successione dei medesimi tipi nelle stesse superficie. Sommario di questo capo e del precedente. CAPO XII. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. La presente distribuzione non può spiegarsi per mezzo delle differenti condizioni fisiche. Importanza delle barriere. Affinità delle produzioni del medesimo continente. Centri di creazione. Mezzi di dispersione per cambiamenti del clima e del livello della terra e per circostanze accidentali. Dispersione avvenuta durante il periodo glaciale. Alternanza dei periodi glaciali al Nord e al Sud. CAPO XIII. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA (continuazione). Distribuzione delle produzioni d’acqua dolce. Degli abitanti delle isole oceaniche. Assenza dei batraci e dei mammiferi terrestri. Sulla relazione degli abitanti delle isole con quelli dei continenti più vicini. Sulle colonie provenienti dalla sorgente più vicina, colle modificazioni susseguenti. Sommario del presente capo e del precedente. CAPO XIV. MUTUE AFFINITÀ DEGLI ESSERI ORGANIZZATI. MORFOLOGIA. EMBRIOLOGIA. ORGANI RUDIMENTALI. Classificazione; gruppi subordinati ad altri gruppi. Sistema naturale. Regole e difficoltà della classificazione, spiegate per mezzo della teoria della discendenza con modificazioni. Classificazione delle varietà. La discendenza sempre impiegata nelle classificazioni. Caratteri di analogia o di adattamento. Affinità generali, complesse e divergenti. L’estinzione separa e definisce i gruppi. Morfologia; fra i membri di una stessa classe, fra le parti di un medesimo individuo. Embriologia; sue leggi spiegate per mezzo di quelle variazioni che non hanno luogo nella prima età e che vengono ereditate ad un’età corrispondente. Organi rudimentali; loro origine spiegata. Sommario. CAPO XV. RICAPITOLAZIONE E CONCLUSIONE. Ricapitolazione delle difficoltà che si oppongono alla teoria della Elezione naturale. Ricapitolazione delle circostanze generali e speciali in favore di essa. Cagioni della credenza generale nella immutabilità delle specie. Come possa estendersi la teoria dell’Elezione naturale. Effetti dell’adozione di essa nello studio della Storia naturale. Osservazioni finali. Note editoriali. Nuova ristampa nel 1914

Darwin C., Sulla origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, Traduzione italiana , col consenso dell’autore, per cura del professore Giovanni Canestrini. Nuova edizione, E. Bruciati e C., Milano, pp. 544, 1914. In appendice a p. 491: Pubblicazioni italiane. Note editoriali: Riproposizione della traduzione del 1875 curata da Giovanni Canestrini

Darwin C., Sulla origine delle specie per elezione naturale, vol. I, II. Istituto Editoriale Italiano, Milano, 1914, pp. 367+337. Con un ritratto. Con due saggi di Gustavo Brunelli. Collana Gli immortali e altri massimi scrittori. Raccolta diretta da Luigi Luzzatti e Ferdinando Martini, I Serie, vol. III e VIII. Collazione dei testi, Avv. Tommaso di Petta. Disegno dei fregi, Prof. Duilio Cambellotti. Indice: Volume I. L’ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO p. [6]; Gustavo Brunelli: Darwin, e innanzi a Darwin p. 11-[26]; Capo primo-Capo ottavo p. 29-[364]; Indice p. 365-[367]. Volume II. L’ISTITUTO EDITORIALE ITALIANO p. [6]; Capo nono-Capo quindicesimo p. [9]-[279]; Gustavo Brunelli: Dopo Darwin (l’elaborazione di una dottrina p. 283; l’eredità di Darwin: la nuova biologia p. 301; l’eliminazione del problema filosofico p. 325) p. 283-[333]; Indice p. 365-[367]. Note editoriali: Riproposizione della traduzione del 1875 curata da Giovanni Canestrini. Ristampe nel 1920, 1930, 1945. Una edizione risulta essere stata curata dalla Casa Editrice Bietti, Milano

Darwin C., L’origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, Nuova edizione completa con uno studio di Romeo Manzoni sulla vita e l’opera di Darwin. Casa Editrice Sociale di E. Bellasio e C., Milano, pp. 496, 1924. Indice: Romeo Manzoni, Febbraio 1909 Carlo Darwin, I precursori p. [5] – 8. La vita di Darwin p. 8 – 10. Il suo viaggio intorno al mondo p. 10-12. Le prime scoperte intorno al mistero della vita p. 13 – 15. Il carattere di Darwin p. 16-18. Le opere di Darwin, 18 – 20. L’origine dell’uomo p. 20 – 23. Il darwinismo e il dogma p. 23 – 25. L’influenza del darwinismo nel campo della scienza della vita p. 25 – 27. La morte e l’apoteosi p. 27-27. Contenuto dell’Opera p. [29] – 496. Note editoriali: Riproposizione della traduzione del 1875 curata da Giovanni Canestrini

Darwin C., Sulla origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, A. Barion Editore, S. San Giovanni (Mi), pp. 446, 1926. Note editoriali: Edizione popolare della traduzione di Canestrini del 1875. Ristampa con correzioni tipografiche nel 1933

Darwin C., L’origine delle specie, Ed. Scientifiche Einaudi pubblicate da P. Boringhieri, Torino, pp. 551, 1959. Prima traduzione a cura di Luciana Fratini della sesta edizione del 1872 “On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life”, John Murray, London. Indice: Indice p. [V]-IX. Prefazione di Giuseppe Montalenti p. [XI]-XIV. Introduzione di Giuseppe Montalenti (l’evoluzionismo ieri e oggi) p. [XV]-LXVI: 1. Avanti Darwin 2. Darwin 3. Dopo Darwin. Nota bibliografica p. [LXVII]-LXXI: 1. Elenco cronologico dei libri pubblicati da Darwin 2. Traduzioni italiane delle opere di Darwin 3. Fonti biografiche 4. Biografie 5. Storia dell’evoluzionismo 6. Alcune opere moderne sull’evoluzione; Contenuto dell’Opera p. [1]-524; Glossario p. [527]-535. Indice analitico p. [537]-551. Indice completo. Compendio storico del progresso delle idee sull’origine delle specie. Introduzione. 1. LA VARIAZIONE ALLO STATO DOMESTICO. Cause di variabilità. Effetti dell’abitudine e dell’uso o non-uso delle parti. Variazione correlata. Eredità. Carattere delle varietà domestiche. Difficoltà di distinguere fra varietà e specie. Origine delle varietà domestiche da una o più specie. Colombi domestici, loro differenze e loro origine. Principi di selezione adottati da tempi remoti, e loro effetti. Selezione metodica e inconscia. Origine ignota delle razze domestiche. Circostanze favorevoli al potere selettivo dell’uomo. 2. LA VARIAZIONE ALLO STATO DI NATURA. Variabilità. Differenze individuali. Specie dubbie. Le specie molto estese, molto diffuse e comuni, variano di più. Le specie dei grandi generi in ogni paese variano più frequentemente delle specie dei generi più ristretti. Molte specie dei grandi generi rassomigliano a varietà, perchè sono assai strettamente, ma inegualmente, affini l’una all’altra, e perchè hanno un’area di diffusione limitata. 3. LA LOTTA PER L’ESISTENZA. Sua influenza sulla selezione naturale. Estensione di questo termine. Progressione geometrica dell’aumento degli individui. Rapido aumento degli animali e delle piante acclimati. Natura degli ostacoli che si oppongono all’aumento. Competizione universale. Effetti del clima. Protezione derivante dal numero degli individui. Rapporti complessi fra animali e piante in natura. Maggior durezza della lotta per l’esistenza tra individui e varietà della stessa specie: spesso la lotta è dura anche fra specie dello stesso genere. Importanza preminente dei rapporti tra gli organismi. 4. SELEZIONE NATURALE O SOPRAVVIVENZA DEL PIÙ ADATTO. Selezione naturale; confronto del suo potere con la selezione operata dall’uomo. Sua influenza su caratteri di lieve importanza, a tutte le età, e in entrambi i sessi. Selezione sessuale. Generalità degli incroci fra individui della stessa specie. Circostanze favorevoli sfavorevoli alla selezione naturale, cioè: incrocio, isolamento, numero degli individui. Azione lenta. Estinzione causata dalla selezione naturale. Divergenza dei caratteri in relazione alla diversità degli abitanti di un’area ristretta e alla naturalizzazione. Azione della selezione naturale, attraverso la divergenza dei caratteri e l’estinzione, sui discendenti di un comune progenitore. La selezione naturale spiega i raggruppamenti sistematici di tutti gli esseri viventi. Progressi dell’organizzazione. Persistenza delle forme inferiori. Convergenza dei caratteri. Moltiplicazione indefinita delle specie. Riassunto. 5. LE LEGGI DELLA VARIAZIONE. Effetti delle mutate condizioni. Uso e non-uso, combinati con la selezione naturale; organi del volo e della vista. Acclimazione. Variazione correlata. Compensazione ed economia dell’accrescimento. False correlazioni. Le strutture multiple, rudimentali, e di organizzazione più semplice sono variabili. Le parti sviluppate in maniera non comune sono altamente variabili: i caratteri specifici più variabili dei caratteri generici: i caratteri sessuali secondari sono variabili. Specie dello stesso genere variano in modo analogo. Reversione a caratteri da lungo tempo perduti. Riassunto. 6. DIFFICOLTÀ DELLA TEORIA. Difficoltà della teoria della discendenza con modificazioni. Assenza o rarità delle varietà di transizione. Transizione nelle abitudini di vita. Abitudini differenti nella stessa specie. Specie con abitudini molto differenti da quelle delle specie affini. Organi estremamente perfezionati. Modi di transizione. Casi difficili. Natura non facit saltum. Organi di scarsa importanza. Organi non sempre assolutamente perfetti. La leggi dell’unità di tipo e delle Condizioni di esistenza è compresa nella teoria della selezione naturale. 7. OBIEZIONI VARIE ALLA TEORIA DELLA SELEZIONE NATURALE. Longevità. Modificazioni non necessariamente simultanee. Modificazioni che non hanno in apparenza alcuna utilità diretta. Sviluppo progressivo. Massima importanza dei caratteri di scarsa importanza funzionale. Pretesa incapacità della selezione naturale a spiegare le fasi iniziali delle strutture utili. Cause che interferiscono con l’acquisizione di strutture utili per mezzo della selezione naturale. Gradazioni di struttura con mutate funzioni. Organi molto differenti nei membri della stessa classe, sviluppati da una stessa origine. Ragioni che impediscono di credere alle modificazioni grandi ed improvvise. 8. ISTINTO. Gli istinti comparabili con le abitudini, ma differenti per l’origine. Istinti graduali. Afidi e formiche. Istinti variabili. Istinti domestici, loro origine. Istinti naturali del cuculo, del Molothrus, dello struzzo e delle api parassite. Formiche schiaviste. L’api domestica e il suo istinto costruttore. I cambiamenti dell’istinto e della struttura non sono necessariamente simultanei. Difficoltà della teoria della selezione naturale degli istinti. Insetti neutri o sterili. Riassunto. 9. IBRIDISMO. Distinzione fra la sterilità dei primi incroci e degli ibridi. Sterilità varia di grado, non universale; influenzata dagli incroci fra consanguinei, eliminata dall’addomesticamento. Leggi che regolano la sterilità degli ibridi. La sterilità non è un carattere speciale, ma dipende da altre differenze e non si accumula con la selezione naturale. Cause della sterilità dei primi incroci e degli ibridi. Parallelismo fra gli effetti delle mutate condizioni di vita e degli incroci. Dimorfismo e trimorfismo. Fecondità delle varietà incrociate e della loro discendenza meticcia; essa non è generale. Ibridi e meticci confrontati indipendentemente dalla loro fecondità. Riassunto. 10. SULLA IMPERFEZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE GEOLOGICA. Sull’assenza di varietà intermedie nel periodo attuale. Sulla natura delle varietà intermedie estinte; sul loro numero. Sulla durata del tempo, calcolata in base alla denudazione e al deposito. Sulla durata del tempo calcolato in anni. Sulla povertà delle nostre collezioni paleontologiche. Sulla intermittenza delle formazioni geologiche. Sulla denudazione delle aree granitiche. . Sull’assenza di varietà intermedie in ciascuna formazione. Sulla comparsa improvvisa di gruppi di specie. Loro comparsa improvvisa negli strati fossiliferi più antichi. Antichità della terra abitabile. 11. LA SUCCESSIONE GEOLOGICA DEGLI ESSERI ORGANICI. Comparsa lenta e successiva di nuove specie. Loro diverso ritmo di trasformazione. Le specie estinte non ricompaiono. I gruppi di specie seguono le stesse regole generali delle specie singole, relativamente alla comparsa e scomparsa. Estinzione-Cambiamenti simultanei delle forme organiche in tutto il mondo. Affinità delle specie estinte fra di loro e con le specie viventi. Stato di sviluppo delle forme antiche. Successione degli stessi tipi nella stessa area. Riassunto di questo capitolo e del precedente. 12. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. L’attuale distribuzione geografica non può essere spiegata con la differenza di condizioni fisiche. Importanza delle barriere. Affinità delle produzioni dello stesso continente. Centri di creazione. Dispersione causata da cambiamenti del clima e del livello del suolo, e da agenti occasionali. Dispersione durante il periodo glaciale. Periodi glaciali alternati nel Nord e nel Sud. 13. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA (continuazione). Distribuzione delle produzioni d’acqua dolce. Sugli abitanti delle isole oceaniche. Assenze di Batraci e di Mammiferi terrestri. Sui rapporti fra gli abitanti di isole e quelli della terra ferma più vicina. Sulla colonizzazione dalla sorgente più vicina, con susseguenti modificazioni. Riassunto di questo capitolo e del precedente. 14. AFFINITÀ RECIPROCHE DEGLI ESSERI VIVENTI. MORFOLOGIA. EMBRIOLOGIA. ORGANI RUDIMENTALI. Classificazione; gruppi subordinati ad altri gruppi. Sistema naturale. Regole e difficoltà della classificazione, spiegate per mezzo della teoria della discendenza con modificazione. Classificazione delle varietà. La discendenza sempre usata nella classificazione. Caratteri analogici o di adattamento. Affinità generali, complesse e divergenti. L’estinzione separa e definisce i gruppi. Morfologia; fra membri della stessa classe, fra le parti dello stesso individuo. Embriologia; sue leggi spiegate per mezzo delle variazioni che non hanno luogo nella prima età e che sono ereditata ad un’età corrispondente. Organi rudimentali; spiegazione della loro origine. Riassunto. 15. RICAPITOLAZIONE E CONCLUSIONE. Ricapitolazione delle obiezioni alla teoria della selezione naturale. Ricapitolazione delle circostanze generali e speciali a questa favorevoli. Cause della generale credenza nella immutabilità delle specie. Possibilità di generalizzazione della teoria della selezione naturale. Effetti della sua accettazione sullo studio della storia naturale. Osservazioni conclusive. Note editoriali: Ristampa dell’editore Boringhieri nel 1964 e revisione e ristampa nel 1967 nella collana Universale Scientifica. Ottava impressione nel 1990. Altre numerose ristampe fino ad oggi

Darwin C., L’origine delle specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita. Edizione originale integrale del 1859 ed appendici con le varianti dell’edizione del 1872. Newton Compton Editori, Roma, pp. 586, 1974. Traduzione di Celso Balducci della prima edizione del 1859 ”On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life”, John Murray, London. Appendici e varianti provenienti dalla sesta edizione del 1872. Per la collazione dei testi: M. Peckham, the Origin of Species by C.D. A Variorum Text. Univ. Pennsylvania Press, Filadelfia, 1959. Indice: Introduzione di Pietro Omodeo p. [7]-24: 1. L’evoluzionismo predarwiniano 2. L’evoluzionismo anticreazionista 3. L’evoluzionismo all’epoca della rivoluzione francese 4. L’evoluzionismo romantico 5. Lyell e l’evoluzionismo 6. Le scienze naturali in Inghilterra nel primo Ottocento 7. Il viaggio intorno al mondo 8. Le prime idee intorno alla selezione naturale 9. I Vestiges of the natural history of creation 10. Da geologo a Zoologo 11. L’evoluzionismo di Alfred Russel Wallace 12. L’ accoglienza a L’origine delle specie 13. Il problema dell’origine della variabilità 14. La logica di C.D. 15. La storia de L’origine delle specie. Nota biografica p. 30-31. Nota bibliografica p. 32-38: Opere di C.D. Traduzioni italiane. Opere essenziali per la biografia di D. Sulla storia dell’evoluzionismo. Opere moderne sull’evoluzione. Glossario p. 569-579. Indice p. 580-583. Indice completo. Disegno storico sull’evoluzione del concetto di origine delle specie (fino alla pubblicazione del presente lavoro). Introduzione. 1. La variazione allo stato domestico. Cause della variabilità. Conseguenze dell’abitudine. Rapporti di crescita. Eredità. Carattere delle varietà domestiche. Difficoltà di distinguere le varietà e le specie. Origine delle varietà domestiche da una o più specie. Colombi domestici, loro differenze e loro origini. Sistemi di selezione applicati in passato, e loro effetti. Selezione metodica e selezione inconscia. Origine ignota dei nostri prodotti domestici. Circostanze favorevoli al potere selettivo dell’uomo. Varianti della sesta edizione al capitolo 1. [2.] La variazione in natura. Variabilità. Differenze individuali. Specie incerte. Le specie più diffuse e comuni, variano maggiormente. In tutti i paesi le specie appartenenti a generi più vasti variano maggiormente delle specie appartenenti a generi più piccoli. Molte specie appartenenti ai generi più grandi rassomigliano a varietà, essendo molto strettamente collegate tra di loro, sia pure in misura ineguale, ed avendo areali limitati. Varianti della sesta edizione al capitolo 2. 3. La lotta per l’esistenza. Sua importanza per la selezione naturale. Il termine è usato in senso lato. Capacità di moltiplicazione in progressione geometrica. Rapido aumento numerico degli animali e delle piante naturalizzati. Natura degli ostacoli a tale aumento. Concorrenza universale. Effetti del clima. Protezione contro l’eccessivo numero di individui. Complessità di rapporti fra tutti gli animali e tutte le piante nell’intero ambito della natura. La lotta per la vita è più aspra fra gli individui e le varietà di una stessa specie: spesso è accanita anche fra specie di uno stesso genere. Il rapporto fra organismo e organismo è il più importante di tutti i rapporti. Varianti della sesta edizione al capitolo 3. 4. La selezione naturale. La selezione naturale; Suo potere in confronto alla selezione umana. Suo potere sui caratteri di minima importanza. Suo potere su tutte le età e su entrambi i sessi. Selezione sessuale. Generalità sugli incroci tra individui della stessa specie. Circostanze favorevoli sfavorevoli alla selezione naturale, e precisamente incroci, isolamento, numero di individui. Azione lenta. Estinzione provocata dalla selezione naturale. Divergenze nei caratteri correlate con la densità degli abitanti di qualsiasi piccola area e alla naturalizzazione. Azione della selezione naturale, tramite la divergenza dei caratteri e l’estinzione, sui discendenti di un progenitore comune. Essa spiega i raggruppamenti di tutti gli esseri viventi. Varianti della sesta edizione al capitolo 4. 5. Le leggi della variazione. Effetti delle condizioni esterne. Uso e disuso, combinati con la selezione naturale; organi del volo e della visione. Acclimatazione. Rapporti di sviluppo. Compensazione ed economia dello sviluppo. False correlazioni. Strutture variabili multiple, rudimentali ed a basso livello di organizzazione. Le parti sviluppate in modo inusitato sono fortemente variabili: i caratteri specifici sono più variabili dei caratteri generici: i caratteri sessuali secondari sono variabili. Le specie di uno stesso genere variano in maniera analoga. Reversione a caratteri perduti da lungo tempo. Sommario. Varianti della sesta edizione al capitolo 5. 6. Difficoltà della teoria. Difficoltà della teoria della discendenza con modificazioni. Transizioni. Assenza o rarità delle varietà di transizione. Transizione nelle abitudini di vita. Diversificazione delle abitudini nella stessa specie. Specie con abitudini fortemente differenti da quelle delle forme affini. Organi dotati di estrema perfezione. Modi di transizione. Esempi di difficoltà. Natura non facit saltum. Organi di modesta importanza. Organi non assolutamente perfetti in tutti i casi. Legge dell’unità del tipo e delle condizioni di esistenza presa in considerazione dalla teoria della selezione naturale. Varianti della sesta edizione al capitolo 6. 7. Istinto. Gli istinti sono paragonabili con le abitudini, ma sono di origine differente. Graduazione degli istinti. Afidi e formiche. Variabilità degli istinti. Istinti domestici, loro origine. Istinti naturali del cuculo, dello struzzo e delle api parassite. Formiche schiaviste. L’api mellifera, suo istinto fabbricatore di cellette. Difficoltà nella teoria della selezione naturale degli istinti. Insetti neutri o sterili. Riassunto. Varianti della sesta edizione al capitolo 7. 8. Ibridismo. Distinzione fra la sterilità al primo incrocio e quella degli ibridi. L’incrocio fra individui molto affini produce la sterilità di varia entità e non assoluta che può essere eliminata dall’addomesticamento. Leggi che regolano la sterilità degli ibridi. La sterilità non è una qualità specifica, ma consegue ad altre. Cause della sterilità dei prodotti del primo incrociamento e degli ibridi. Parallelismo tra gli effetti del mutamento delle condizioni di vita e dell’incrocio. La fecondità delle varietà quando si incrociano e dei loro prodotti bastardi non è assoluta. Confronto fra bridi e bastardi a prescindere dalla loro fecondità. Riassunto. Varianti della sesta edizione al capitolo 8. 9. Imperfezione della documentazione geologica. Attuale assenza di varietà intermedie. Natura delle varietà intermedie estinte; loro numero. Enorme durata temporale dedotta dalla velocità di formazione ed erosione dei depositi. Povertà delle nostre raccolte paleontologiche. Intermittenza delle formazioni geologiche. Assenza di varietà intermedie fra le formazioni. Loro improvvisa comparsa nei più antichi strati fossiliferi conosciuti. Varianti della sesta edizione al capitolo 9. 10. Successione geologica degli organismi viventi. La comparsa delle nuove specie è lenta e progressiva. Diversità della loro velocità di mutamento. Le specie estinte non ricompaiono. I gruppi di specie seguono, nella loro comparsa e scomparsa, le stesse regole generali seguite dalle singole specie. L’estinzione –Mutamenti simultanei delle forme viventi in tutto il mondo. Affinità delle specie estinte fra di loro e con le specie viventi. A proposito dello stato di sviluppo delle forme antiche. Successione degli stessi tipi nell’ambito di una stessa regione. Riassunto di questo capitolo e del precedente. Varianti della sesta edizione al capitolo 10. 11. Distribuzione geografica. La distribuzione attuale non può essere spiegata con le differenze delle condizioni fisiche. Importanza delle barriere. Affinità delle produzioni dello stesso continente. Centri di creazione. Mezzi di dispersione : cambiamenti di clima e di livello delle terre, altri mezzi occasionali. Dispersione durante l’era glaciale estesa a tutto il mondo. Varianti della sesta edizione al capitolo 11. 12. Distribuzione geografica (continuazione). Distribuzione dei prodotti di acqua dolce. A proposito degli abitanti delle isole oceaniche. Assenza di anfibi e di mammiferi terrestri. Rapporti fra gli abitanti delle isole e quelli del continente più vicino. Sulla colonizzazione dalle regioni vicine con conseguenti modificazioni. Riassunto di questo capitolo e di quello precedente. Varianti della sesta edizione al capitolo 12. 13. affinità reciproche fra gli esseri viventi. Morfologia ; embriologia ; organi rudimentali. Classificazione: gruppi subordinati ad altri gruppi. Sistema naturale. Regole e difficoltà della classificazione, loro spiegazione in base alla teoria della discendenza con modificazioni. Classificazione delle varietà. Nella classificazione si impiega sempre il concetto di discendenza. Caratteri analogici o di adattamento. Affinità: generiche, complesse e ramificate. L’estinzione separa e definisce i gruppi. Morfologia fra i membri di una stessa classe, fra le parti di uno stesso individuo. Embriologia, e sue leggi spiegate attraverso la comparsa di variazioni in età precoce, variazioni che vengono ereditate in un’età corrispondente. Organi rudimentali; spiegazione della loro origine. Riassunto. Varianti della sesta edizione al capitolo 13. 14. Ricapitolazione e conclusione. Ricapitolazione delle difficoltà riguardanti la teoria della selezione naturale. Ricapitolazione delle circostanze generali e speciali a suo favore. Cause della diffusa credenza nella immutabilità delle specie. Estremi ai quali può essere estesa la teoria della selezione naturale. Effetti della sua adozione sullo studio della storia naturale. Note conclusive. Varianti della sesta edizione al capitolo 14. Note editoriali: Seconda edizione nel 1977 nella collana Paperback Saggi n. 79. Ristampa nel 1994 nella collana I Mammut, Grandi Tascabili Economici Newton n. 20

Darwin C., L’origine delle specie, A cura di Richard E. Leakey, Editori Riuniti, Roma, pp. 239, 1982. Traduzione di Alberto Ambrogio e Dario Cimaglia della edizione “The Illustrated Origin of Species”, The Rainbird Publishing Group Ltd, London, 1979. Traduzione dell’introduzione di R. Leakey a cura di Renata Buonomo. Indice: Indice p. [5]. Ringraziamenti p. [6]. Ritratto di C. Darwin del 1881 p. [8]. Introduzione di R.E. Leakey p. [9]-43. Dall’introduzione: Darwin e la sua teoria p. [9]-13, I problemi di Darwin p. 13-21, Darwin e noi p. 21-36, Ricerca e controversia: la biologia evoluzionistica oggi p. 36-43. Glossario p. [224]-230. Fonti delle illustrazioni p. [231]-232. Indice analitico p. [233]-239. La sovracoperta riporta il particolare del Giardino dell’Eden, di Roeland Savery (1576-1639); Il primo risvolto riporta un breve riassunto dell’opera. In quarta sono riportate due ritratti. Il primo ritratto di C. Darwin è riprodotto per gentile concessione del Royal College of Surgeons, la fotografia di R. Leakey è riprodotta per gentile concessione della Anglia Television Ltd. Sempre in quarta di copertina sono riportati due brevi profili di C. Darwin e R. Leakey. Fuori testo è riportata una tavola delle ere geologiche, riprodotta all’inizio e alla fine dell’opera. Indice completo. Introduzione [dell’autore]. Variazione allo stato domestico. Variazione allo stato di natura. Lotta per l’esistenza. Selezione naturale ; o la sopravvivenza del più adatto. Leggi della variazione. Difficoltà della teoria. Obiezioni varie alla teoria della selezione naturale. Istinto. Ibridismo. Sull’imperfezione dei documenti geologici. Sulla successione geologica degli esseri organici. Distribuzione geografica. Distribuzione geografica (continuazione). Affinità reciproche degli esseri viventi : morfologia, embriologia, organi rudimentali. Conclusioni. Note editoriali: Dall’introduzione di Leakey p. [12] seconda colonna. Ho lavorato sulla sesta edizione dell’Origine delle specie del 1872. .., Ho ridotto il testo a circa un terzo dell’originale, eliminando molte ripetizioni, alcuni dei molti esempi di Darwin, e qualche ridondanza dovuta alla verbosità vittoriana. .. A volte.. ho aggiunto delle brevi note esplicative

Darwin C., Sulla origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, Edizione anastatica dell’edizione originale del 1864 stampata nel 1982 dall’editore Zanichelli, Bologna, pp. 403, 1982. Indice: Prefazione alla ristampa anastatica di Giuseppe Montalenti, Roma, Maggio 1982 (1. Le opere di Darwin 2. Il darwinismo nella biologia moderna. L’essenza del darwinismo. Le implicazioni filosofiche e sociali del darwinismo. L’eclissi del darwinismo. La rinascita 3. Pro e contro Darwin, ieri e oggi. Gli entusiasmi. Le ripulse. Le teorie sostitutive: il preformismo. Le teorie sostitutive: il neolamarkismo. Le posizioni dei cattolici. L’antievoluzionismo e l’antidarwinismo contemporaneo 4. Conclusioni) p. [V]-XXVI: Note bibliografiche p. XXVII-XXVIII; Contenuto dell’opera p. 1-403. Note editoriali: Una nuova ristampa anastatica è avvenuta nel 1996: L’origine delle specie. Ristampa anastatica dell’edizione 1864 della Fabbri Editori, Milano, pp. 403. Collana I Classici del Pensiero. Introduzione di A. Pinotti

Darwin C., On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life. John Murray, London, pp. 502, 1991. Prima edizione inglese. Fac-simile della prima edizione originale inglese. Con fregi, con un diagramma a p. 117, 21 cm. Note editoriali: Il volume è contenuto in un cofanetto che riporta il marchio del farmaco della ditta Schering e il titolo originale dell’opera. Riproduzione anastatica pubblicata in occasione del lancio di un farmaco prodotto dalla Ditta Farmaceutica Shering SpA di Milano. Omaggio riservato ai medici italiani. Distribuito nel 1991

Darwin C., L’origine delle specie. Prima traduzione italiana col consenso dell’autore per cura di G. Canestrini e L. Salimbeni, Padova University Press, pp. I-XV + 403 e 16 pagine fuori testo a colori. Indice: che ne fa un’introduzione: Presentazione del Rettore Giuseppe Zaccaria. Introduzione di Alessandro Minelli: Charles Darwin. Giovanni Canestrini e L’origine delle specie. Charles Darwin. Giovanni canestrini. L’origine delle specie. La selezione naturale, ovvero Darwin e il metodo scientifico. Bibliografia essenziale. Prosegue con la ristampa anastatica dell’edizione Zanichelli, Modena, 1864.

Darwin C., L’origine delle specie, Milano, BUR Rizzoli, pp. 545, 2009. Indice: Prefazione e traduzione di Giuliano Pancaldi della prima edizione pubblicata a Londra da John Murray il 24 novembre1859. Cronologia della vita e delle opere. Nota alla traduzione. Indice: L’ORIGINE DELLE SPECIE. INTRODUZIONE. CAPITOLO I. LA VARIAZIONE ALLO STATO DOMESTICO. Cause della variabilità. E etti dell’abitudine. Correlazione della crescita. Eredità. Carattere delle varietà domestiche. Difficoltà di distinguere tra varietà e specie. Origine delle varietà domestiche da una o più specie. I colombi domestici, differenze e origine. Il principio della selezione seguito nell’antichità e i suoi e etti. Selezione metodica e selezione inconsapevole. Origine sconosciuta delle produzioni domestiche. Circostanze favorevoli all’esercizio della selezione da parte dell’uomo. CAPITOLO II. LA VARIAZIONE IN NATURA. Variabilità. Differenze individuali. Specie dubbie. Le specie molto di use e comuni variano più di tutte le altre. Le specie dei generi più grandi in ogni paese variano più delle specie dei generi più piccoli. Molte specie dei generi più grandi somigliano alle varietà in quanto sono strettamente, ma diversamente, collegate l’una all’altra e hanno diffusione limitata. CAPITOLO III. LA LOTTA PER L’ESISTENZA. Rilevanza per la selezione naturale. Espressione usata in un senso ampio. Incrementi in progressione geometrica. Rapido incremento degli animali e delle piante naturalizzate. Natura dei controlli che agiscono sull’incremento. Competizione universale. E etti del clima. Protezione derivante dal numero degli individui. Relazioni complesse di tutti gli animali e le piante dovunque in natura. La lotta per la vita, severa soprattutto tra individui e varietà della stessa specie; spesso severa tra le specie dello stesso genere. La relazione tra organismo e organismo è la più importante di tutte le relazioni. CAPITOLO IV. SELEZIONE NATURALE. Selezione naturale. suo potere a confronto con la selezione operata dall’uomo. suo potere sui caratteri d’importanza trascurabile. suo potere a tutte le età e su entrambi i sessi. Selezione sessuale. Sulla generalità degli incroci tra individui della stessa specie. Circostanze favorevoli e sfavorevoli alla selezione naturale, vale a dire: incrocio, isolamento, numero degli individui. Azione lenta. Estinzione causata dalla selezione naturale. Divergenza dei caratteri, collegata alla diversità degli abitanti di qualsiasi piccola area e alla naturalizzazione. Azione della selezione naturale, attraverso la divergenza dei caratteri e l’estinzione, sui discendenti di un progenitore comune. Come tutti gli esseri organici si dividono in gruppi. CAPITOLO V. LEGGI DELLA VARIAZIONE. E etti delle condizioni esterne. Uso e disuso, combinati con la selezione naturale; organi per il volo e la visione. Acclimatazione. Correlazione della crescita. Compensazione ed economia della crescita. False correlazioni. Le strutture multiple, rudimentali e scarsamente organizzate sono variabili. Le parti sviluppate in maniera inusuale sono altamente variabili; i caratteri specifici sono più variabili dei caratteri generici; i caratteri sessuali secondari sono variabili. Le specie dello stesso genere variano in maniera analoga. Reversioni ai caratteri perduti da lungo tempo. Riassunto. CAPITOLO VI. DIFFICOLTÀ DELLA TEORIA. Difficoltà della teoria della discendenza con modificazione. Forme di transizione. Assenza o rarità delle varietà di transizione. Transizioni nelle abitudini di vita. Abitudini diversificate nella stessa specie. Specie con abitudini molto diverse da quelle delle specie affini. Organi di perfezione estrema. Mezzi di transizione. Casi di difficoltà. Natura non facit saltum. Organi poco importanti. Organi non sempre assolutamente perfetti. La legge dell’unità di tipo e delle condizioni di esistenza come compresa nella teoria della selezione naturale. CAPITOLO VII. ISTINTO. Istinti paragonabili alle abitudini, ma differenti quanto a origine. Gradualità degli istinti. Afidi e formiche. Variabilità degli istinti. Istinti domestici, loro origine. Istinti naturali del cuculo, dello struzzo e delle api parassite. Formiche che fanno schiavi. Ape domestica, suo istinto di produrre la celletta. Difficoltà riguardanti la teoria della selezione naturale degli istinti. Insetti neutri o sterili. Riassunto. CAPITOLO VIII. IBRIDISMO. Distinzione tra la sterilità dei primi incroci e quella degli ibridi. Sterilità di grado variabile, non universale, influenzata dall’ibridazione tra individui strettamente affini, rimossa dall’addomesticamento. Leggi che governano la sterilità degli ibridi. La sterilità non è una proprietà speciale, ma dipende da altre differenze. Cause della sterilità dei primi incroci e degli ibridi. Parallelismo tra gli e etti delle mutate condizioni di vita e degli incroci. Fecondità delle varietà quando sono incrociate e della loro discendenza bastarda. Ibridi e bastardi confrontati indipendentemente dalla loro fecondità. Riassunto del capitolo. CAPITOLO IX. SULL’IMPERFEZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE GEOLOGICA. A proposito dell’assenza di varietà intermedie oggi. Sulla natura delle varietà intermedie estinte e sul loro numero. Sul vasto periodo di tempo trascorso che si può dedurre dal ritmo della deposizione e del denudamento dei terreni. Sulla povertà delle collezioni paleontologiche. Intermittenza delle formazioni geologiche. Assenza di varietà intermedie in ogni formazione. Sulla comparsa improvvisa di gruppi di specie. Sulla loro comparsa improvvisa nei più profondi strati fossiliferi noti. CAPITOLO X. SULLA SUCCESSIONE GEOLOGICA DEGLI ESSERI ORGANICI NELLE ERE GEOLOGICHE. Sull’apparizione lenta e successiva di nuove specie. Sul loro diverso ritmo di cambiamento. Una volta scomparse, le specie non appaiono di nuovo. I gruppi di specie, quando appaiono e poi spariscono, seguono le stesse regole generali delle singole specie. Sull’estinzione. Sui cambiamenti simultanei nelle forme di vita in diverse parti del mondo. Affinità delle specie estinte tra loro e con le specie viventi. A proposito dello stato di sviluppo delle forme antiche. Sulla successione degli stessi tipi nelle medesime aree. Riassunto di questo e del capitolo precedente. CAPITOLO XI. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. La distribuzione attuale non può essere spiegata con le differenze nelle condizioni fisiche. Importanza delle barriere. Affinità delle forme prodotte nello stesso continente. Centri di creazione. Mezzi di dispersione, dovuti a cambiamenti del clima, del livello del terreno e a mezzi occasionali. La dispersione durante il periodo glaciale estesa a tutto il mondo. CAPITOLO XII. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. CONTINUAZIONE. Distribuzione delle produzioni d’acqua dolce. A proposito degli abitanti delle isole oceaniche. Assenza dei batraci e dei mammiferi terrestri. Sulla relazione tra gli abitanti delle isole e quelli della terraferma più vicina. Sulla colonizzazione a partire dalla fonte più vicina con modificazione successiva. Riassunto degli ultimi due capitoli. CAPITOLO XIII. AFFINITÀ RECIPROCHE FRA GLI ESSERI ORGANICI: MORFOLOGIA. EMBRIOLOGIA. ORGANI RUDIMENTALI. Classificazione, gruppi subordinati a gruppi. Sistema naturale. Regole e difficoltà della classificazione, spiegate con la teoria della discendenza con modificazione. Classificazione delle varietà. La discendenza sempre utilizzata nella classificazione. Caratteri analoghi o adattatativi. Affinità, generali, complesse e a raggiera. L’estinzione separa e definisce i gruppi. MORFOLOGIA, tra membri della stessa classe, tra parti dello stesso individuo. EMBRIOLOGIA, leggi della, spiegate dalle variazioni che non sopraggiungono in giovane età e sono ereditate a un’età corrispondente. Organi rudimentali, spiegazione della loro origine. Riassunto. CAPITOLO XIV. RIEPILOGO E CONCLUSIONE. Riepilogo delle difficoltà della teoria della selezione naturale. Riepilogo delle circostanze generali e particolari a suo favore. Cause della credenza generale nell’immutabilità delle specie. Fino a che punto può estendersi la teoria della selezione naturale. Effetti della sua adozione per lo studio della storia naturale. Osservazioni conclusive. Risposte alle critiche. Risposta a Fleeming Jenkin. Dalla sesta edizione dell’Origine (1872), Risposta a St. George Jackson Mivart e Risposta a William Thomson.

Darwin C., L’origine delle specie, Edizione speciale pubblicata dal Corriere della Sera su licenza della Newton Compton Editore, Milano, Corriere della Sera, pp. 397, 2010. Traduzione di Celso Balducci della prima edizione del 1859 On the origin of species by means of natural selection e appendici con le varianti dell’edizione del 1872

Darwin C., L’origine delle specie, Edizione anastatica dell’edizione originale del 1864 stampata nel 1982 dall’editore Zanichelli, Bologna., 2019. Prefazioni di Marco Ferraguti e Chiara Ceci. Traduzione di Giovanni Canestrini e Leonardo Salimbeni. Indice: Dopo Darwin. Il pensiero darwiniano tradotto e interpretato in Italia e nel mondo di Marco Ferraguti. Gli esperimenti botanici di Darwin. Alla ricerca dell’Origine delle specie nel giardino di Down House di Chiara Ceci. La copia di Charles Darwin: storia di una scoperta di Chiara Ceci… Prefazione alla ristampa anastatica di Giuseppe Montalenti, Roma, Maggio 1982 (1. Le opere di Darwin 2. Il darwinismo nella biologia moderna. L’essenza del darwinismo. Le implicazioni filosofiche e sociali del darwinismo. L’eclissi del darwinismo. La rinascita 3. Pro e contro Darwin, ieri e oggi. Gli entusiasmi. Le ripulse. Le teorie sostitutive: il preformismo. Le teorie sostitutive: il neolamarkismo. Le posizioni dei cattolici. L’antievoluzionismo e l’antidarwinismo contemporaneo 4. Conclusioni. Note bibliografiche

Darwin C., L’origine della specie, Santarcangelo di Romagna (RN), Edizioni Theoria, pp. 452, 2026. Traduzione di Ersilia Serri (probabilmente si tratta della traduzione della prima edizione inglese). Indice: CAPITOLO I. VARIAZIONE ALLO STATO DOMESTICO. CAPITOLO II. VARIAZIONE ALLO SATO DI NATURA. CAPITOLO III. LOTTA PER L’ESISTENZA. CAPITOLO IV. SELEZIONE NATURALE. CAPITOLO V. LEGGI DI VARIAZIONE. CAPITOLO VI. DIFFICOLTÀ DELLA TEORIA. CAPITOLO VII. ISTINTO. CAPITOLO VIII. IBRIDISMO. CAPITOLO IX. IMPERFEZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE GEOLOGICA. CAPITOLO X. SUCCESSIONE GEOLOGICA DEGLI ESSERI ORGANICI NELLE ERE GEOLOGICHE. CAPITOLO XI. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. CAPITOLO XII. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA. CONTINUAZIONE. CAPITOLO XIII. AFFINITÀ RECIPROCHE DEGLI GLI ESSERI VIVENTI: MORFOLOGIA. EMBRIOLOGIA. ORGANI RUDIMENTALI. CAPITOLO XIV. RIEPILOGO E CONCLUSIONE

Piante insettivore

Darwin C., Le piante insettivore, Unione Tipografico-Editrice,Torino, pp. 312, 1878. Traduzione di Giovanni Canestrini e Pier Andrea Saccardo della prima edizione del 1875 “Insectivorous plants”, John Murray, London. (Da Cesati (a cura di), Bibliografia p. 145 in Charles Darwin, Diario 1838-1881.., Ed. Theoria, 1982). Dalla nota 1 a p. 5 del presente volume: I traduttori italiani sentono il dovere di ringraziare pubblicamente il sig. GILMO LIMENTANI, ora professore di Lingue in un importante Istituto educativo mercantile, per il valido aiuto linguistico da lui prestato nel lavoro di questa traduzione. Indice: Contenuto dell’opera p. 5-302. Indice delle materie p. 303-306. Indice alfabetico p. 307-312. Indice completo. CAPITOLO I. Drosera rotundifolia o la Drosera comune. Numero degli insetti presi. Descrizione delle foglie e loro appendici o tentacoli. Schizzo preli­minare dell’azione delle varie parti e della maniera in cui gl’insetti sono presi. Durata della inflessione dei tentacoli. Natura della secrezione. In qual modo gl’insetti sono portati al centro della foglia. Prova che le glandule hanno potere d’assorbimento. Piccole dimensioni delle radici. CAPITOLO II. Movimento dei tentacoli pel contatto dei corpi solidi. Inflessione dei tentacoli esterni in conseguenza dell’essere le glandule del disco eccitate da tocchi ripetuti o da oggetti lasciati in contatto con esse. Differenza nell’azione di corpi che producono sostanza nitrogenata solubile e corpi che non ne producono. Inflessione dei tentacoli esterni cagionata direttamente da oggetti lasciati in contatto colle loro glandule. Periodi d’inflessione incipiente e di successiva ri-tensione. Piccolezza estrema delle particelle atte a causare l’infles­sione. Azione sotto acqua. Inflessione dei tentacoli esterni quando le loro glandule vengono eccitate da tocchi ripetuti. Gocce d’acqua cadute non causano inflessione. CAPITOLO III. Aggregazione del protoplasma dentro le cellule dei tentacoli. Natura del contenuto delle cellule prima dell’aggregazione. Varie cause che eccitano l’aggregazione. Il processo comincia entro le glandule e passa ai tentacoli. Descrizione delle masse aggregate e dei loro movimenti spontanei. Correnti di protoplasma lungo le pareti delle cellule. Azione del carbonato d’ammoniaca. Le granulazioni nel protoplasma che scorre lungo le pareti si collegano alle masse centrali. Minuta quantità di carbonato d’ammoniaca che cagiona l’ag­gregazione. Azione d’altri sali d’ammoniaca. Di altre sostanze, fluidi organici, ecc. Dell’acqua. Del calore. Nuova dissoluzione delle masse aggregate. Cause immediate dell’aggregazione del protoplasma. Sommario ed osservazioni conclusionali. Osservazioni supplementari sull’aggregazione nelle radici delle piante. CAPITOLO IV. Effetti del calore sulle foglie. Natura degli esperimenti. Effetti dell’acqua bollente. L’acqua calda causa rapida inflessione. L’acqua a temperatura più alta non causa l’inflessione immediata, ma non uccide le foglie, come lo dimostrano la loro successiva ri-tensione e l’aggregazione del protoplasma. Una temperatura ancora più alta uccide le foglie e coagula il contenuto albuminoso delle glandule. CAPITOLO V. Effetti di fluidi organici non nitrogenati e nitrogenati sulle foglie. Fluidi non nitrogenati. Soluzioni di gomma arabica. Zucchero. Amido. Alcool diluito.-Olio d’oliva. Infusione e decozione di tè. Fluidi nitrogenati. Latte. Orina. Albume liquido. Infusione di carne cruda. Muco impuro. Saliva. Soluzione di colla di pesce. Differenza nell’azione di queste due specie di fluidi. Decozione di piselli verdi. Decozione ed infusione di cavolo. Decozione di foglie d’erba. CAPITOLO VI. Potere digestivo della secrezione della Drosera. La secrezione resa acida dall’eccitamento diretto ed indiretto delle glandule. Natura dell’acido. Sostanze digeribili. Albume, la sua digestione, arrestata dagli alcali, ricomincia per l’aggiunta d’un acido. Carne. Fibrina. Sintonina. Tessuto areolare. Cartilagine. Fibro­cartilagine. Osso. Smalto e dentina. Fosfato di calce. Base fibrosa dell’osso. Gelatina. Condrina. Latte, caseina e cacio. Glutina. Legumina. Polline. Globu­lina. Ematina. Sostanze indigeribili. Prodotti dell’epidermide. Tessuto fibro-elastico. Mucina. Pepsina.-Urea. Chitina. Cellulosa. Cotone fulminante. Clorofilla. Grasso ed olio. Amido. Azione della secrezione su semi viventi. Sommario ed osser­vazioni conclusionali. CAPITOLO VII. Effetti dei sali d’ammoniaca. Maniera d’eseguire gli esperimenti. Azione dell’acqua distillata in confronto colle soluzioni. Carbonato d’ammoniaca, assorbito dalle radici. Il vapore assorbito dalle glandule. Goccie sul disco. Goccie minute applicate a glandule separate. Foglie immerse in soluzioni deboli. Esiguità delle dosi che causano l’aggregazione del protoplasma. Nitrato d’ammoniaca, esperimenti analoghi. Fosfato d’ammoniaca, esperimenti analoghi. Altri sali d’ammoniaca. Sommario ed osservazioni conclusionali sull’azione dei sali d’ammoniaca. CAPITOLO VIII. Effetti di vari sali ed acidi sulle foglie. Sali di sodio, potassio, ed altri sali alcalini, terrestri e metallici. Sommario sull’azione di questi sali. Vari acidi. Sommario sulla loro azione. CAPITOLO IX. Effetti di certi veleni alcaloidi, d’altre sostanze e dei vapori. Stricnina (sali di). Chinina (solfato di), non arresta tosto il movimento del protoplasma. Altri sali di chinina. Digitalina. Nicotina. Atropina. Veratrina. Colchicina. Teina. Curaro. Morfina. Giusquiamo. Veleno del cobra, accelera evidentemente i movimenti del protoplasma. Canfora, stimolante potente, suo vapore narcotico. Certi olii essenziali eccitano il movimento. Glicerina. L’acqua e certe soluzioni ritardano o impediscono l’azione successiva del fosfato d’ammoniaca. Alcool innocuo, suo vapore narcotico e velenoso. Cloroformio, etere solforico e nitrico, loro potere stimolante, velenoso e narcotico. Acido carbonico e narcotico, ma non rapidamente velenoso. Osservazioni conclusionali. CAPITOLO X. Sulla sensitività delle foglie e sulle linee di trasmissione dell’impulso motore. Glandule e cime dei tentacoli soltanto sensitive. Trasmissione dell’impulso motore giù pei picciuoli dei tentacoli ed attraverso la lamina della foglia. L’aggregazione del protoplasma e un’azione riflessa. Prima scarica dell’impulso motore subitanea. Direzione dei movimenti dei tentacoli. Impulso motore trasmesso attraverso il tessuto cellulare. Meccanismo dei movimenti. Natura dell’impulso motore. Nuova tensione dei tentacoli. CAPITOLO XI. Ricapitolazione delle osservazioni principali sulla Drosera rotundifolia. CAPITOLO XII. Sulla struttura e sui movimenti d’alcune altre specie di Drosera. Drosera anglica. Drosera intermedia. Drosera capensis. Drosera spathulata. Drosera filiformis. Drosera binata. Osservazioni conclusionali. CAPITOLO XIII. Dionaea muscipula. Struttura delle foglie. Sensitività dei filamenti. Rapido movimento dei lobi causato dall’irritazione dei filamenti. Glandole, loro potere di secrezione. Movimento lento cagionato dall’assorbimento di materia animale. Evidenza dell’assorbimento per la condizione aggregata delle glandule. Potere digestivo della secrezione. Azione del cloroformio, dell’etere e dell’acido cianidrico. Maniera, con cui gl’insetti sono presi. Utilità delle setole marginali. Specie d’insetti presi. Trasmissione dell’impulso motore e meccanismo dei movimenti. Nuova tensione dei lobi. CAPITOLO XIV. Aldrovanda vesiculosa. Prende crostacei. Struttura delle foglie confrontate con quelle della Dionea. Assorbimento per mezzo delle glandule, dei processi quadrifidi, e punte sui margini inviluppati. Aldrovanda vesiculosa, varietà australis. Piglia preda. Assorbimento di materia animale. Aldrovanda vesiculosa, varietà verticillata. Osservazioni conclusionali. CAPITOLO XV. Drosophyllum. Roridula. Byblis. Peli glandulari d’altre piante. Osservazioni conclusionali sulle Droseracee. Drosophyllum. Struttura delle foglie. Natura della secrezione. Maniera di pigliare insetti. Potere d’assorbimento. Digestione di sostanze animali. Sommario sul Drosophyllum. Roridala. Byb1is. Peli glandulari d’altre piante, loro potere d’assorbimento. Saxifraga. Primula. Pelargonium. Erica. Mirabilis. Nicotiana. Sommario sui peli glandalari. Osservazioni-conclusionali sulle Droseracee. CAPITOLO XVI. Pinguicula. Pinguicula vulgaris. Struttura delle foglie. Numero d’insetti ed altri oggetti presi. Movimento dei margini delle foglie. Usi di questo movimento. Secrezione, digestione e assorbimento. Azione della secrezione su varie sostanze animali e vegetali. Effetti delle sostanze non contenenti materia nitrogenata solubile sulle glandule. Pinguicula grandiflora. Pinguicula lusitanica, piglia insetti. Movimento delle foglie, secrezione e digestione. CAPITOLO XVII. Utricularia. Ulricularia neglecta. Struttura della vescica. Usi delle differenti parti. Numero di animali imprigionati. Modo di prenderli. Le vesciche non possono digerire materia animale, ma assorbono i prodotti della sua putrefazione. Esperimenti sull’assorbimento di certi fluidi per mezzo dei processi quadrifidi. Assorbimento per mezzo delle glandule. Sommario dell’osser­vazione sull’assorbimento. Sviluppo delle vesciche. Utricularia vliguaris. Utricularia minor. Utricularia clandestina. CAPITOLO XVIII. Utricularia (continuazione). Utricularia montana. Descrizione delle vesciche sui rizomi sotterranei. Preda fatta da vesciche di piante sotto coltivazione ed allo stato di natura. Assorbimento per mezzo dei processi quadrifidi e delle glandule. Tuberi che servono da serbatoi d’acqua-Varie altre specie d’Utricularia. Polypompholyx. Genlisea, natura differente della trappola per pigliar la preda. Metodi diversi per mezzo dei quali le piante sono nutrite

Piante rampicanti

Darwin C., I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti, Unione Tipografico-Editrice Torinese, pp. 127, 1878. Traduzione di Giovanni Canestrini e Pier Andrea Saccardo della seconda edizione del 1875 “The movements and habits of climbing plants”, John Murray, London. Si tratta in realtà della seconda edizione ampliata della monografia stampata da Longman per la Linnean Society nel 1865. Indice: Prefazione (dell’autore) p. 5. Inizio e fine dell’opera p. 7-122. Indice delle materie p. 123 -124. Indice alfabetico p. 125-127. Indice completo. Capitolo I. PIANTE VOLUBILI. Osservazioni preliminari. Descrizione dell’attorcersi del luppolo. Torsione degli steli. Natura del movimento di rivoluzione e modo d’ascensione. Steli non irritabili. Velocità di rivolu­zione in varie piante. Grossezza del sostegno intorno al quale possono attorcersi le piante. –­Specie che s’attaccano in modo irregolare. Capitolo II. PIANTE ARRAMPICANTISI MEDIANTE FOGLIE. Piante che s’arrampicano per mezzo di rivoluzione spontanea e di pezioli sensitivi. Clematis. Tropaeolum. Maurandia, peduncoli dei fiori moventisi spontaneamente e sensibili ad un tocco. Rhodochilon. Lophospermum, internodi sensibili. Solanum, ingrossamento dei pezioli abbracciati. Fumaria. Adlumia. Piante che s’arrampicano per mezzo delle loro coste mediane prolungate. Gloriosa. Flagellaria.-Nepenthes. Som­mario sulle piante arrampicantisi mediante foglie. Capitolo III. PIANTE A VITICCI. Natura dei viticci. Varie specie di Bignoniaceae e loro differenti modi d’arrampicarsi. Viticci che sfuggono la luce e si ficcano nei crepacci. Sviluppo di dischi adesivi. Disposizioni eccellenti per afferrare differenti specie di sostegni. Polemoniaceae. Cobaea scandens viticci molto ramificati ed uncinati, loro modo d’azione. Leguminosae.–Compositae. Smilaceae. Smilax aspera, suoi viticci inefficaci. Fumariaceae. Corydalis clavicu­lata, suo stato intermedio fra quello d’una pianta arrampicantesi mediante foglie e quello d’una a viticci. Capitolo IV. PIANTE A VITICCI (Contin.). Cucurbitaceae. Natura omologa dei viticci. Echinocystis lobata, movimenti notevoli dei viticci per evitare d’afferrare il germoglio terminale. –Viticci non eccitati dal contatto con un altro viticcio o da goccie d’acqua. –Movimento ondulatorio dell’estremità del viticcio,. Hanburya, dischi aderenti. Vitaceae. Gradazione fra i peduncoli dei fiori ed i viticci della vite. I viticci della vite vergine girano allontanandosi dalla luce, e dopo il contatto sviluppano dischi adesivi. Sapindaceae. Passifloraceae. Passiflora gracilis. Rapido movi­mento di rivoluzione e sensitività dei viticci. insensibili al contatto d’altri viticci o di gocce d’acqua. Contrazione spirale dei viticci. Sommario sulla natura ed azione dei viticci. Capitolo V. PIANTE ARRAMPICANTI MEDIANTE UNCINI E RADICI. OSSERVAZIONI CONCLUSIONALI. Piante arrampicanti mediante uncini o semplicemente strisciando su altre piante. Piante arram­picanti mediante radici: materia adesiva secreta dalle radicette. Conclusioni generali rispetto alle piante rampicanti ed agli stadii del loro sviluppo. Note editoriali. Non è più stato ritradotto o riproposto fino ad oggi

Darwin C., Piante rampicanti. Movimenti e abitudini, a cura di Renato Bruni, Giacomo Scarpelli. Traduzione di Fabrizio Ferraro, collana Filosofia/Scienza, Mimesis, Sesto San Giovanni (MI), pp. 264, 2024. Indice: Giacomo Scarpelli, Fitosofia, Darwin botanico; Renato Bruni, Una premessa botanica; Renato Bruni, Tipologie di piante rampicanti; Renato Bruni, Lemmario; Piante rampicanti. Movimenti e abitudini. Prefazione. Contenuti. Capitolo primo: Piante volubili. Capitolo secondo: Piante rampicanti mediante foglie. Capitolo Terzo: Piante e viticci. Capitolo quarto: Piante viticci (continua). Capitolo quinto: Piante rampicanti mediante uncini e radici. Giacomo Scarpelli: Appendice bibliografica.

Potere di movimento nelle piante

Darwin C., coll’assistenza di Darwin Francesco, Il potere di movimento nelle piante, Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 406, 1884. Traduzione di Giovanni Canestrini e Riccardo Canestrini della prima edizione del 1880 ”The power of movement in plants”, John Murray, London. Indice: Introduzione (dell’autore) p. 5-10. Inizio e fine dell’opera p. 11-388. Indice delle materie p. 389-392. Indice alfabetico p. 393-406. Indice completo. Capitolo I. MOVIMENTI CIRCUMNUTANTI NELLE GIOVANI PIANTE. Brassica oleracea, circumnutazione della radichetta, dell’ipocotilo curvato ed ancora completamente coperto dalla terra, allorchè sorte dalla terra raddrizzandosi, e allorchè è eretto. Circamnutazione dei cotiledoni. Rapidità del movimento. Osservazioni analoghe su molti organi presso diverse specie di Githago, Gossypium, Oxalis, Tropoeolum, Citrus, Aesculus, diversi generi di Leguminose e di Cucurbitacee, Opuntia, Helianthus, Primula, Cyclamen, Stapelia, Cerinthe, Nolana, Solanum, Beta, Ricinus, Quercus, Corylus, Pinus, Cycas, Canna, Allium, Asparagus, Phalaris, Zea, Avena, Nephrodium e Selaginella. Capitolo II. CONSIDERAZIONI GENERALI SUI MOVIMENTI E L’ACCRESCIMENTO DELLE PIANTICELLE. Esistenza generale del movimento di circumnutazione. Le radichette e l’utilità della loro circumnutazione. Modo con cui penetrano nel suolo. Modo con cui gli ipocotili e gli altri organi escono da terra a mezzo della loro incurvatura. Modo singolare di germinazione della Megarrhiza, ecc. Aborto dei cotiledoni. Circumnutazione degli ipocotili e degli epicotili allorchè sono ancora incurvati e sotterrati. Loro potere di raddrizzamento. Loro uscita dagli involucri seminali. Effetto ereditario dell’incurvamento negli ipocotili ipogei. Circumnutazione degli ipocotili e degli epicotili allorchè si raddrizzano. Circumnutazione dei cotiledoni. Pulvini o articolazioni dei cotiledoni; durata della loro attività; rudimentalità nell’Oxalis corniculata; loro sviluppo. Sensibilità dei cotiledoni all’azione della luce, e perturbazioni che questo agente porta nei loro movimenti periodici. Sensibilità dei cotiledoni al contatto. Capitolo III. SENSIBILITÀ DELL’ESTREMITÀ DELLA RADICHETTA AL CONTATTO ED AGLI ALTRI ECCITANTI. Modo di curvarsi delle radichette allorchè incontrano un ostacolo nel suolo. Vicia faba, estremità delle radichette sensibili al contatto ed agli altri eccitanti. Effetti di una temperatura troppo elevata. Potere di elezione fra oggetti attaccati sopra delle faccie opposte. Estremità delle radici secondarie, sensibili. Pisum, estremità della radichetta sensibile. Effetti di questa sensibilità nel vincere il geotropismo. Radichette secondarie. Phaseolus, estremità delle radichette appena sensibili al contatto, ma sensibilissime ai caustici ed alla sezione di una fetta. Tropaeolum. Gossypium. Cucurbita. Raphanus. Aesculus, estremità insensibile ad un leggero contatto, ma assai sensibile ai caustici. Quercus, estremità assai sensibile al contatto. Potere di elezione. Zea, estremità molto sensibile, radici secondarie. Sensibilità delle radichette all’aria umida. Riassunto del capitolo. Capitolo IV. MOVIMENTI CIRCUMNUTANTI NELLE DIVERSE PARTI DELLE PIANTE ADULTE. Circumnutazione dei fusti: osservazioni finali intorno ad esse. Circumnutazione degli stoloni: aiuto in tale modo recato all’avvolgimento fra i fusti delle piante circostanti. Circumnutazione dei fusti fioriferi. Circumnutazione delle foglie delle Dicotiledoni. Singolare movimento oscillatorio delle foglie di Dionaea. Movimento notturno di discesa delle foglie di Cannabis. Foglie delle Ginnosperme; delle Monocotiledoni; Crittogame. Osservazioni finali sulla circumnutazione delle foglie: esse si elevano generalmente di sera per discendere di mattina. Capitolo V. MODIFICAZIONI DELLA CIRCUMNUTAZIONE; PIANTE RAMPICANTI;. MOVIMENTI DI EPINASTIA E DI IPONASTIA. Circumnutazione modificata sotto l’influenza di cause innate, o in seguito all’azione delle condizioni esterne. Cause innate. Piante rampicanti; similitudine dei loro movimenti e di quelli delle piante ordinarie, aumento di ampiezza; differenze accidentali. Accrescimento epinastico delle giovani foglie. Accrescimento iponastico degli ipocotili e degli epicotili delle pianticelle. Apici uncinati delle piante rampicanti e di altre, come conseguenza della circumnutazione modificata. Ampelopsis tricuspidata. Smithia Pfundii. Raddrizzamento degli apici sotto l’influenza dell’iponastia. Accrescimento epinastico e circumnutazione dei peduncoli fiorali nel Trifolium repens ed Oxalis carnosa. Capitolo VI. MODIFICAZIONI DELLA CIRCUMNUTAZIONE. MOVIMENTI DI SONNO. O NICTITROPICI; LORO USO. SONNO DEI COTlLEDONI. Considerazioni preliminari sul sonno delle foglie. Presenza del pulvino. La diminuzione della radiazione come causa finale dei movimenti nictitropici. –Modo di esperimentare sulle foglie di Oxalis, Arachis, Cassia, Melilotus, Lotus e Marsilea e sui cotiledoni di Mimosa. Osservazioni finali sulla radiazione delle foglie. Delle deboli differenze nelle condizioni che determinano delle differenze considerevoli nel risultato. Descrizione della posizione e dei movimenti nictitropici dei cotiledoni in diverse piante. Lista delle specie. Osservazioni finali. Indipendenza dei movimenti nictitropici nelle foglie e nei cotiledoni della medesima specie. Ragioni che conducono a pensare che questo movimento sia stato acquistato ad uno scopo speciale. Capitolo VII. MODIFICAZIONI NELLA CIRCUMNUTAZIONE: MOVIMENTI DI SONNO. O NICTITROPICI DELLE FOGLIE. Condizioni necessarie per questi movimenti. Lista dei generi e delle famiglie che comprendono delle piante a foglie soggette al sonno. Descrizione dei movimenti nei diversi generi. Oxalis: accartocciamento notturno delle foglioline. Averroha: rapidi movimenti delle foglioline. Porlieria: chiude le sue foglioline se le piante sono asciutte. Tropaeolum: le sue foglie non dormono che dopo una piena luce diurna. Lupinus: diversi modi di sonno. Melilotus: singolari movimenti della fogliolina laterale. Trifolium. Desmodium: il movimento delle foglioline laterali rudimentali non esiste nella giovinezza del vegetale; stato del pulvino. Cassia: movimenti complessi delle sue foglioline. Bauhinia: accartocciamento notturno delle foglioline. Mimosa pudica: movimenti composti delle foglie, effetti dell’oscurità. Mimosa albida: le sue foglioline ridotte. Schrankia: movimento di discesa delle pennule. Marsilea: la sola crittogama che, per quanto ci consta, è soggetta al sonno. Osservazioni finali e riassunto. ll nictitropismo e una modificazione della circumnutazione, regolata dall’alternarsi della luce e dell’oscurità. Forma delle prime vere foglie. Capitolo VIII. CIRCUMNUTAZIONE MODIFICATA. MOVIMENTI DETERMINATI DALLA LUCE. Distinzione fra l’eliotropismo e gli effetti della luce sulla periodicità dei movimenti delle foglie. Movimenti eliotropici della Beta, del Solanum, della Zea e dell’Avena. Movimenli eliotropici verso una luce scarsa nei generi Apios, Brassica, Phalaris, Tropaeolum e Cassia. Movimenti afeliotropici dei viticci di Bignonia, dei peduncoli fiorali di Cyclamen. Interramento delle cassule. L’ Eliotropismo e l’Afeliotropismo sono forme modificate della circumnutazione. Gradi pei quali un movimento si converte in un altro. Eliotropismo trasversale, o Diaeliotropismo, sotto l’influenza dell’epinastia, del peso dell’organo e dell’apogeotropismo. Apogeotropismo annullato a metà della giornata dall’eliotropismo. Effetti del peso dei lembi dei cotiledoni. Così detto sonno diurno. Azione nociva di una luce intensa sulla clorofilla. Movimenti destinati ad evitare questa intensa luce. Capitolo IX. SENSIBILITÀ DELLE PIANTE ALL’AZIONE DELLA LUCE; TRASMISSIONE DEI SUOI EFFETTI. Utilità dell’eliotropismo. Le piante insettivore e le rampicanti non sono eliotropiche. Il medesimo organo può essere eliotropico in un momento del suo sviluppo, e non in un altro. Sensibilità straordinaria di alcune piante all’azione della luce. Gli effetti della luce non sono in rapporto colla sua intensità. Effetto di una illuminazione anteriore. Tempo necessario per l’azione della luce. Effetti susseguenti della luce. L’apogeotropismo agisce appena diminuisce la luce. Esattezza della direzione delle piante verso la luce. Essa dipende dall’illuminazione di un intero lato della parte. Sensibilità localizzata all’azione luminosa, e trasmissione dei suoi effetti. Modo di inclinarsi dei cotiledoni di Phalaris. Risultati della esclusione della luce sulle loro estremità. Effetti trasmessi al disotto della superficie del suolo. L’illuminazione laterale dell’estremità determina la direzione dell’incurvatura della base. Cotiledoni di Avena; incurvatura della loro base, in causa dell’illuminazione della loro estremità superiore. Risultati simili ottenuti negli ipocotili di Brassica e di Beta. Afeliotropismo delle radichette di Sinapis, dovuto alla sensibilità delle loro estremità. Osservazioni finali e riassunto del capitolo. Mezzi coi quali la circumnutazione si cambia in eliotropismo ed afeliotropismo. Capitolo X. CIRCUMNUTAZIONE MODIFICATA: MOVIMENTI ECCITATI DALLA GRAVITAZIONE. Mezzi d’osservazione. Apogeotropismo. Cytisus; Verbena; Beta. Conversione graduale della circumnutazione in apogeotropismo nel Rutus, Lilium, Phalaris, Avena e Brassica. Azione ritardatrice dell’eliotropismo sull’apogeotropismo. Azione delle articolazioni e dei cuscinetti. Movimenti dei peduncoli fiorali di Oxalis. Osservazioni generali sull’apogeotropismo. Geotropismo. Movimenti delle radichette. Sotterramento dei frutti. Trifolium subterraneum. Arachis. Amphicarpaea. Diageotropismo. Conclusione. Capitolo XI. LOCALIZZAZIONE DELLA SENSIBILITÀ ALLA GRAVITÀ. E TRASMISSIONE DEI SUOI EFFETTI. Considerazioni generali. Vicia faba: effetti ottenuti tagliando l’estremità delle radichette. Rigenerazione di queste estremità. Effetti ottenuti esponendo per breve tempo le estremità delle radichette all’azione geotropica, e tagliandole in seguito. Effetti ottenuti tagliandole obliquamente. Effetti della loro cauterizzazione. Effetti di un rivestimento di grasso delle radichette. Pisum satirum: estremità delle radichette cauterizzate trasversalmente sulle faccie superiori ed inferiori. Phaseolus: cauterizzazione delle radichette ed applicazione di un corpo grasso. Gossypium. Cucurbita: cauterizzazione trasversale delle faccie superiore ed inferiore. Zea: cauterizzazione delle estremità. osservazioni finali e riassunto. Vantaggi della localizzazione della sensibilità geotropica nell’estremità radiculare. Capitolo XII. RIASSUNTO ED OSSERVAZIONI FINALI. Natura del movimento circumnutante. Storia di un seme in germinazione. La radichetta esce in principio e si mette a circumnutare. Sensibilità considerevole della sua estremità. Uscita dal suolo dell’ipocotilo, o dell’epicotilo, in forma di arco. Sua circumnutazione e quella dei cotiledoni. La pianticella produce un fusto portante una vera foglia. Circumnutazione di tutti gli organi o di tutte le parti. Modificazioni del movimento circumnutante. Epinastia ed iponastia. Movimenti delle piante rampicanti. I movimenti nictitropici. Movimenti posti sotto l’infuenza della luce o della gravità. Localizzazione della sensibilità. Somiglianze fra i movimenti delle piante e quelli degli animali. L’estremità della radichetta agisce come un cervello. Note editoriali. Non è più stato ritradotto fino ad oggi

Taccuini

Darwin C., Castelli in aria, presentazione di G. Celli, Bollati-Boringhieri, Torino, 1997. Indice: In visita ai castelli in aria, p. 7-13. Taccuino M, p. 17-72. Taccuino N, 1997. p. 73-111 (traduzione di Fiamma Bianchi Bandinelli; Profilo di un bambino, p. 113-128 (traduzione di Barbara Continenza). Ferrari G.A., Postfazione, p. 141-151

Darwin C., Taccuini. 1836-1844. (Taccuino Rosso, Taccuino B, Taccuino E), A cura di Telmo Pievani. Traduzione di Isabella C. Blum, Laterza, pp. 375, 2008. Indice: Prefazione. Segreti svelati di N. Eldredge. Nota del traduttore Isabella C. Blum.Taccuino Rosso. Nothing for any purpose: il Taccuino Rosso di T. Pievani. Taccuino B. Il corallo della vita:. I Taccuino B di T. Pievani. Taccuino E. L’evoluzionista riluttante: il Taccuino E di T. Pievani

Darwin C., Taccuini filosofici. Taccuini M e N, Note sul senso morale, Teologia e selezione naturale. A cura e traduzione di Alessandra Attanasio, UTET Università, Torino, pp. 233, 2009. Indice: VII Introduzione di Alessandra Attanasio. Darwin. Emozione, Coscienza e Disegno divino, p. VIIXXXVIV. LX Bibliografia, p. LX-LXIII. Espressione M, p. 3-72. Espressione N, p. 73-130. Note sul senso morale, p. 131-174. Teologia e selezione naturale. p. 175-190. Appendici, p. 191-192. Nota biografica, p. 193-200. Opere di Darwin, p. 201-210. Autori citati nei Taccuini Filosofici, p. 211-224

Variazione degli animali e delle piante

Darwin C., Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico. Traduzione italiana sulla seconda edizione inglese col consenso dell’autore, di Giovanni Canestrini, Professore di Zoologia e Anatomia Comparata nella R. Università di Padova, Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1876, p824, con 43 figure nel testo, 28 cm. Traduzione di Giovanni Canestrini della seconda edizione del 1875 ”The variation of animals and plants under domestication”, John Murray, London. Indice: Introduzione (dell’autore) p. 5-14. Indice dell’opera p. 15-749. Indice delle materie p. 751-758. Indice alfabetico p. 759-824. Indice completo. INTRODUZIONE. Capitolo I. CANI E GATTI DOMESTICI. CANI, varietà antiche. Somiglianza, nei diversi paesi, fra i cani domestici e le specie canine indi­gene. Nessuna paura negli animali al primo apparire dell’uomo. Cani simili ai lupi e agli sciacalli. Acquisto e perdita della facoltà di abbaiare. Cani selvaggi. Macchie color di fuoco sopraoculari. Periodo di gestazione. Odore disaggradevole. Fertilità dei cani incrociati. Differenze fra le diverse razze dovute in parte alla discendenza da specie distinte. Differenze nel cranio e nei denti. Differenze di corpo e di costituzione. Differenze poco importanti rese stabili dalla elezione. Azione diretta del clima. Cani a zampe palmate. Storia delle modificazioni gradatamente subite da certe razze inglesi sotto l’influenza della elezione. Estinzione di sottorazze meno migliorate. GATTI incrociamenti con parecchie specie. Razze differenti esistenti solo in contrade separate. Effetti diretti delle condizioni di vita. Gatti selvaggi. Varietà individuali. Capitolo II. CAVALLI E ASINI. CAVALLO. Diversità delle razze. Variabilità individuale delle medesime. Azione diretta delle condizioni di vita. Attitudine a sopportare il freddo. Modificazione delle razze per elezione. -­Mantello del cavallo. Screziatura. Presenza di righe oscure al dorso, agli arti, alla spalla e alla fronte. I cavalli isabellini sono i più frequentemente rigati. Le fascie sono proba­bilmente una riversione allo stato originario del cavallo. ASINO. Sue razze. Mantello dell’asino. Presenza di fascie agli arti ed alla spalla. Le fascie alla spalla mancano talvolta, talora sono bifide. Capitolo III. PORCI. BOVI. PECORE. CAPRE. I PORCI appartengono a due tipi diversi, Sus scrofa e S. indicus. Porco delle torbiere. Porco del Giappone. Fecondità dei porci incrociati. Cambiamento di cranio nelle razze molto coltivate. Convergenza dei caratteri. Gestazione. Porci ad unico zoccolo. Appendici singolari delle mascelle. Decrescenza delle zanne. Giovani porci rigati longitudinalmente. Porci selvaggi. Razze incrociate. Bovi. Lo zebù è una specie distinta. I bovi europei discendono probabilmente da tre razze selvaggie. Tutte le razze sono attualmente tra loro feconde. Bovini inglesi da parco. Colore delle razze primitive. Differenze nella costituzione. Razze dell’Africa meridionale. Razze dell’America meridionale. Bovi niata. Origine delle varie razze di bovi. PECORE. Razze notevoli di esse. Variazioni limitate ai maschi. Adattamento alle diverse condizioni di vita. Gestazione nella pecora. Modificazioni della lana. Razze semi­mostruose. CAPRE. Notevoli variazioni delle medesime. Capitolo IV. CONIGLIO DOMESTICO. Discendenza del coniglio domestico dal coniglio selvaggio. Domesticità antica. Elezione antica. Conigli grandi a orecchie pendenti. Razze diverse. Caratteri fluttuanti. Origine della razza dell’Himalaia. Caso curioso d’ereditabilità. Coniglio divenuto selvaggio alla Giamaica ed alle isole di Falkland. Conigli di Porto Santo divenuti selvaggi. Caratteri osteologici. Cranio. Cranio del coniglio mezzo lope. Variazioni del cranio analoghe alle differenze di diverse specie di lepri. Vertebre. Sterno. Omoplata. Effetti dell’uso e del disuso sulle proporzioni delle membra e del corpo. Capacità del cranio e piccolezza del cervello. Riassunto delle modificazioni del coniglio domestico. Capitolo V. PICCIONI DOMESTICI. Enumerazione e descrizione delle diverse razze. Variabilità individuale. Variazioni singolari. Caratteri osteologici: cranio, mascellare inferiore, numero delle vertebre. Correlazione di sviluppo: la lingua e il becco, le palpebre e le narici con pelle caruncolosa. Numero delle remi­ganti e lunghezza dell’ala. Colorazione delle piume. Piedi palmati e coperti di piume. Effetti del non-uso. Correlazione tra la lunghezza del becco e quella dei piedi. Lunghezza dello sterno, della scapola e della forchetta. Lunghezza delle ali. Riassunto delle differenze tra le varie razze. Capitolo VI. PICCIONI DOMESTICI (continuazione). Stipite primitivo delle diverse razze domestiche. Costumi. Razze selvaggie del torraiuolo. Piccioni di colombaia. Prove della discendenza delle diverse razze dalla Colomba livia. Fecondità delle razze incrociate. Ritorno alla livrea del torraiuolo selvaggio. Circostanze favorevoli alla formazione delle razze. Antichità e storia delle razze principali. Modo di loro formazione. Elezione. Elezione inconscia. Cure che hanno gli allevatori nella ele­zione dei loro uccelli. Famiglie leggermente differenti divengono gradatamente razze ben distinte. –Estinzione delle forme intermediarie. Certe razze restano permanenti, mentre altre subiscono dei cambiamenti. Riepilogo. Capitolo VII. POLLI. Breve descrizione delle diverse razze. Argomenti in favore della loro discendenza da parecchie specie. Argomenti in favore dell’opinione che tutte le razze discendono dal Gallus bankiva. Ritorno, quanto al colore, verso il ceppo primitivo. Variazioni analoghe. Storia antica del pollo. Differenze esterne fra le diverse razze. Uova. Pulcini. Caratteri sessuali secondari. Remiganti e rettrici, voce, temperamento, ecc. Differenze osteologiche nel cranio, nelle vertebre, ecc. Effetti dell’uso e del non-uso sopra certe parti. Correlazione di sviluppo. Capitolo VIII. ANITRE. OCHE. PAVONI. TACCHINI. GALLINE FARAONE. CANARINI-PESCI DORATI. API. FILUGELLI. ANITRE. Razze diverse. Corso della domesticazione. Loro provenienza dall’anitra selvatica comune. Differenze delle razze. Differenze osteologiche. Effetti dell’uso e del non-uso. sulle ossa delle estremità. OCHE. Domesticità antica. Variazione debole. Razza di Sebastopoli. PAVONI. Origine della razza a spalle nere. TACCHINI. Razze. incrociamento colla specie degli Stati Uniti. Effetti del clima. GALLINE FARAONE. CANARINI. PESCI DORATI. API. FILUGELLI. Specie e razze. Domesticità antica. Cure nella loro elezione. Differenze tra le razze. Differenze tra le uova, i bruchi ed i bozzoli. Eredità dei caratteri. Ali imper­fette. Istinti perduti. Caratteri correlativi. Capitolo IX. PIANTE COLTIVATE: CEREALI ED ERBAGGI. OSSERVAZIONI PRELIMINARI sul numero e sull’origine delle piante coltivate. Primi passi nella col­tura. Distribuzione geografica delle piante coltivate. CEREALI. Dubbi intorno al numero delle specie. Frumento: sue varietà. Variabilità indivi­duale. Cambiate abitudini. Elezione. Storia antica delle varietà. Mais: sua grande variazione. Azione diretta del clima sul medesimo. ERBAGGI. Cavolo: sue varietà nelle foglie e nel fusto, ma non in altre parti. Sua parentela. Altre specie di Brassica. Piselli: somma delle differenze nelle varie sorta, principalmente nei baccelli e nei semi. AIcune varietà sono costanti, altre assai variabili. Non s’incrociano. Fagiuoli. Patate: loro varietà numerose. Le differenze sono piccole, se si eccettuano quelle dei tuberi. Caratteri ereditari. Capitolo X. PIANTE (seguito). FRUTTA. ALBERI D’ORNAMENTO. FIORI. FRUTTA. Uve. Variazioni insignificanti e bizzarre. More. Aranci. Risultati singolari d’incrociamento. Pesche e Noci-pesche. Mandorle. Variazioni delle gemme. Variazioni analoghe. Rapporti colla mandorla. Albicocca. Prugne. Variazioni dei loro nocciuoli. Ciliegie. Loro varietà singolari. Mele. Pere. Fragole. Mescolanza delle forme primitive. Uva spina. Accrescimento continuo della grossezza del frutto. Varietà. Noci. Nocciuole. Piante cucurbitacee. Loro variazioni sorprendenti. ALBERI D’ORNAMENTO. Qualità e grado delle loro variazioni. Frassino. Pino di Scozia. Bianco spino. FIORI. Origine multipla di molte sorta. Variazioni nei caratteri costituzionali.-Genere di variazione. Rose. Specie coltivate. Viola del pensiero. Dalie. Storia e variazione del Giacinto. Capitolo XI. INTORNO ALLA VARIAZIONE DELLE GEMME E SU CERTI MODI ANOMALI DI RIPRODUZIONE E DI VARIAZIONE. Variazione delle gemme nel Pesco, nel Pruno. nel Ciliegio. nella Vite, nell’Uva spina e Ribes, e nel Banano, quale si manifesta nel frutto modificato. dei Fiori: Camelie, Azalee, Crisantemi, Rose, ecc. Incostanza dei fiori nei Garofani. Variazione delle gemme nelle foglie. Variazione per polloni, tuberi e cipolle. Sul rompersi dei Tulipani. Le variazioni delle gemme passano gradatamente a cambiamenti che sono effetti di cambiate condizioni di vita. lbridi d’innesto. Separazione dei caratteri paterni negli ibridi di seme col mezzo della varia­zione delle gemme. Azione diretta ed immediata di polline straniero sulla madre-pianta. Effetti negli animali femminili di una prima impregnazione sui susseguenti discendenti. Conclusione e sommario. Capitolo XII. EREDITABILITÀ. Natura maravigliosa dell’ereditabilità. Genealogia dei nostri animali domestici. Ereditabilità non dovuta al caso. Ereditabilità dei caratteri minuti. Ereditabilità delle malattie. Particolarità ereditabili dell’occhio. Malattie del cavallo. Longevità e vigore. Deviazioni assimmetriche di struttura. Polidattilia e rigenerazione delle dita sopranumerarie dopo l’amputazione. Casi di fanciulli con caratteri mancanti nei loro genitori. Ereditabilità indebolita ed oscillante: negli alberi piangenti, nani, nel colore dei frutti e fiori. Colore dei cavalli. Casi di man­cata ereditabilità. Ereditabilità di conformazione e di abitudine, repressa da ostili condizioni di vita, da variabilità incessantemente ricorrente e dalla riversione. Conclusione. Capitolo XIII. EREDITABILITÀ (continuazione). ATAVISMO O RIVERSIONE DEI CARATTERI. Differenti forme di riversione. nelle razze pure o non incrociate di colombi, polli, bovi e pecore; nelle piante coltivate. Riversione negli animali e nelle piante ritornate selvatiche. Riversione nelle varietà e specie incrociate. Riversione per variazione delle gemme e nelle parti di uno stesso fiore o frutto. Nelle varie parti del corpo d’uno stesso animale. L’incrociamento, causa diretta di atavismo; fatti diversi, istinti. Altre cause prossime d’atavismo. Caratteri latenti. Caratteri sessuali secondari. Ineguale sviluppo dei due lati del corpo. Appari­zione coll’eta di caratteri derivanti dall’incrociamento. Il germe con tutti i suoi caratteri latenti e un oggetto ammirabile. Mostruosità. Fiori pelorici dovuti in qualche caso allo atavismo. Capitolo XIV. EREDITABILITÀ (seguito). COSTANZA DEI CARATTERI. PREPONDERANZA. LIMITAZIONE SESSUALE-CORRISPONDENZA DELL’ETÀ. La costanza dei caratteri non sembra dovuta all’antichità della eredità. Preponderanza di trasmis­sione in individui d’una stessa famiglia, nelle razze e specie incrociate; spesso più forte in un sesso che in un altro; spesso dipende da ciò che uno stesso carattere in una razza esiste ed è evidente, mentre è latente in un’altra. L’eredità limitata dal sesso. Caratteri di recente acquistati dalle nostre razze domestiche, alcune volte trasmesse, altre volte perduti da un sol sesso. Ereditabilità ad epoche corrispondenti della vita. lmportanza di questo principio dal lato embriologico; dimostrato sugli animali domestici; per la comparsa e sparizione di malattie ereditarie, e loro comparsa nel figlio più presto che nei genitori,. Conclusione dei tre capitoli precedenti. Capitolo XV. SULL’INCROCIAMENTO. I liberi incrociamenti cancellano le differenze tra le razze affini. Se le razze che s’incrociano sono in numero disuguale, l’una assorbe l’altra. I1 grado dell’assorbimento è determinato dalla prepon­deranza di trasmissione, dalle condizioni di vita, e dalla elezione naturale. Tutti gli esseri organici s’incrociano occasionalmente; eccezioni apparenti. Su certi caratteri inetti a fondersi insieme, e principalmente o esclusivamente quelli che apparvero di subito in un individuo. Sulle modificazioni di razze antiche, e sulla produzione di nuove per opera dell’incrociamento. Alcune razze incrociate si sono fedelmente riprodotte fino dalla loro origine. Sull’incro­ciamento di specie distinte in rapporto alla formazione di razze domestiche. Capitolo XVI. CAUSE CHE FANNO OSTACOLO AL LIBERO INCROCIAMENTO DELLE VARIETÀ. INFLUENZA DELLA DOMESTICITÀ SULLA FECONDITÀ. Difficoltà nell’apprezzare la fecondità delle varietà quando s’incrociano. Cause varie che manten­gono distinte le varietà, quali l’epoca della riproduzione e la preferenza sessuale. Varietà di Frumento che diconsi sterili quando s’incrociano. Varietà di Mais, Verbasco, Agrifoglio, Zucche, Meloni e Tabacchi, rese mutuamente sterili ad un certo grado. La domesticità toglie la tendenza naturale delle specie alla sterilità in seguito all’incrociamento. Aumento della fecondità negli animali e vegetali sotto l’influenza della domesticità e della coltivazione. Capitolo XVII. DEGLI UTILI EFFETTI DELL’INCROCIAMENTO, E DEI RISULTATI DANNOSI DELLA RIPRODUZIONE CONSANGUINEA. Definizione della riproduzione consanguinea. Accrescimento delle tendenze morbose. Prove generali degli utili effetti risultanti dagli incrociamenti, e delle dannose conseguenze della ripro­duzione consanguinea. Riproduzione consanguinea nel bestiame bovino; bestiame bovino semiselvaggio mantenuto lungo tempo nei parchi. Montoni. Daini. Cani. Conigli. Porci. Origine dell’avversione dell’uomo pei matrimoni incestuosi. Polli. Colombi. Api. Piante; considerazioni generali sui vantaggi dell’incrociamento. Meloni, Alberi fruttiferi, Piselli, Cavoli, Frumento ed Alberi da selva. L’accrescimento della taglia nelle piante ibride non è dovuto esclusivamente alla loro sterilità. Di alcune piante che, normal­mente od anormalmente impotenti da se stesse, sono feconde, tanto dal lato del maschio che della femmina, alloraquando le s’incrociano con individui distinti della stessa o d’altra specie. Conclusione. Capitolo XVIII. INTORNO AI VANTAGGI ED AGLI SVANTAGGI DELLE CAMBIATE CONDIZIONI DI VITA. LA STERILITÀ DETERMINATA DA CAUSE DIVERSE. Sui buoni effetti dei leggeri cambiamenti nelle condizioni di vita. La sterilità causata dalle cam­biate condizioni negli animali, nel loro luogo nativo e nei serragli. Mammiferi, Uccelli ed Insetti. Perdita dei caratteri sessuali secondari e degli istinti. Cause della sterilità. Sterilità degli animali domestici in seguito alle cambiate condizioni di vita. lncompatibilità sessuale negli individui. Sterilità delle piante in seguito alle cambiate condizioni di vita. Contabescenza delle antere. Le mostruosità come causa della sterilità. Fiori doppi. Frutti senza semi. Sterilità determinata da eccessivo sviluppo degli organi della vege­tazione; da propagazione per gemme lungamente continuata. La sterilità incipiente come causa prima dei fiori doppi e dei frutti senza semi. Capitolo XIX. RIASSUNTO DEI QUATTRO PRECEDENTI CAPITOLI. CON OSSERVAZIONI SULL’IBRIDISMO. Sugli effetti dell`incrociamento. lnfluenza della domesticità sulla sterilità. Riproduzione con­sanguinea. Buoni e cattivi effetti risultanti dai cangiamenti nelle condizioni della vita. Incrociamenti fra varietà non sempre fertili. Differenze di fecondità fra le specie e le varietà incrociate. Conclusioni relative all’ibridismo. Schiarimenti sull’ibridismo tratti dalla proge­nitura illegittima delle piante dimorfe e trimorfe. Sterilità delle specie incrociate dovuta alle differenze circoscritte al sistema riproduttivo, e non accumulantesi per elezione naturale. Motivi pei quali le varietà domestiche non sono mutuamente sterili. Esagerazione delle diffe­renze tra la fecondità delle specie e quella delle varietà incrociate. Conclusione. Capitolo XX. ELEZIONE. L’arte dell’elezione è un’arte difficile. Elezione metodica, inconscia e naturale. Risultati dell’elezione metodica. Cure nell’elezione. Elezione nelle piante. Elezione praticata da popoli antichi e semicivili. Spesso sono osservati i caratteri minuti. Elezione inconscia,. Col cambiarsi delle circostanze si cambiarono lentamente i nostri animali domestici per effetto dell’elezione inconscia. lnfluenza di allevatori diversi sulla medesima sottovarietà. Le piante che sentirono gli effetti della elezione inconscia. Effetti dell’elezione, quali si mostrano nelle grandi differenze presso le parti dall’uomo più apprezzate. Capitolo XXI. ELEZIONE (continuazione). Azione dell’elezione naturale sui prodotti domestici. Reale importanza dei caratteri in apparenza insignificanti. Circostanze che favoriscono l’elezione artificiale. Facilità con cui si impedi­scono gli incrociamenti, e natura delle condizioni. Necessità dell’attenzione e della perseve­ranza. Circostanze favorevoli che risultano dalla produzione d’un gran numero di individui. Non si formano razze distinte senza l’elezione. Tendenza degli animali migliorati a degenerare. Tendenza dell’uomo a spingere all’estremo l’elezione d’ogni particolarità, d’onde scaturisce la. divergenza dei caratteri e raramente la loro convergenza. Tendenza dei caratteri a conti­nuare la variazione nella direzione nella quale hanno di già incominciato a variare. La diver­genza dei caratteri, congiunta all’estinzione delle varietà intermedie, condusse alla diversità delle nostre razze domestiche. Limite dell’elezione. Importanza della durata del tempo. Modo d’origine delle razze domestiche. Riepilogo. Capitolo XXII. CAUSE DELLA VARIABILITÀ. La variabilità non accompagna necessariamente la riproduzione. Cause supposte da alcuni autori. Differenze individuali. Ogni variabilità è dovuta ai cangiamenti nelle condizioni esterne della vita. Natura di questi cangiamenti. Clima, alimenti, eccesso di nutrizione. –Bastano cambiamenti leggeri. –Effetti dell’innesto sulla variabilità delle piante sorte da semi. I prodotti domestici si abituano alle cambiate condizioni. Azione accumulata di queste. variabilità attribuita alla riproduzione consanguinea e alla immaginazione della madre. Dello incrociamento quale causa dell’apparizione di caratteri nuovi. – Variabilità risultante dalla mesco­lanza di caratteri e dalla riversione. Maniera e tempo d’azione delle cause che provocano la variabilità direttamente o indirettamente mediante il sistema riproduttivo. Capitolo XXIII. AZIONE DIRETTA E DEFINITA DELLE CONDIZIONI. ESTERNE DELLA VITA. Leggere modificazioni nella grandezza, nel colore, nelle proprietà chimiche e nello stato dei tessuti delle piante, in seguito all’azione definita delle cambiate condizioni. Malattie locali. Modificazioni evidenti dopo un cambiamento di clima, di nutrimento, ecc. ll piumaggio degli uccelli che sente gli effetti di una nutrizione particulare e di veleno inoculato. Molluschi terrestri. Modificazioni degli esseri organici allo stato di natura in seguito all’azione definita delle condizioni esterne. Comparazione degli alberi americani cogli europei. Galle. Effetti dei funghi parassiti. Considerazioni che si oppongono all’idea di una influenza potente delle cambiate condizioni esterne. Serie parallele di varietà. L’ammontare della varia­zione non corrisponde al grado del cambiamento delle condizioni. Variazione delle gemme. Mostruosità prodotte da trattamento innaturale. Sommario. Capitolo XXIV. LEGGI DELLA VARIAZIONE. USO E NON-USO, ECC. Nisus formativus o potenza coordinatrice dell’organizzazione. Degli effetti dell’aumentato o dimi­nuito uso degli organi. Cambiamento delle abitudini. Acclimatizzazione degli animali e delle piante. Diversi metodi cò quali la si può ottenere. Arresto di sviluppo. Organi rudimentali. Capitolo XXV. LEGGI DELLA VARIAZIONE (continuazione). VARIABILITÀ CORRELATIVA. Spiegazione dell’espressione. Rapporti della correlazione collo sviluppo. Modificazioni correla­tive coll’aumento o colla diminuzione delle parti. Variazioni correlative delle parti omologhe. Le zampe coperte di piume degli uccelli assumono la struttura delle ali. Correlazione fra. la testa e le estremità. Fra la pelle e le appendici dermiche. Fra gli organi della vista e dell’udito. Modificazioni correlative negli organi delle piante. Mostruosità correlative. Correlazione fra il cranio e le orecchie. Cranio e ciuffo di penne. Cranio e corna. Correlazione di crescenza complicata dagli effetti accumulati della elezione naturale. Corre­lazione fra il colore e qualche particolarità costituzionale. Capitolo XXVI. LEGGI DELLA VARIAZIONE (continuazione). SOMMARIO. Affinità e coesione delle parti omologhe. Variabilità delle parti multiple ed omologhe. Compen­sazione di crescenza. Pressione meccanica. Relativa posizione dei fiori sull’asse della pianta e dei semi nelle capsule, come causa della variazione. Varietà analoghe e parallele. Rias­sunto dei tre ultimi capitoli. Capitolo XXVII. IPOTESI PROVVlSORIA SULLA PANGENESI. Osservazioni preliminari. Parte prima: Fatti che si devono riunire sotto uno stesso punto di vista, e cioè i diversi modi di riproduzione,. la generazione delle parti amputate,. gli ibridi di innesto,. l’azione diretta dell’elemento maschile sul femminile,. lo sviluppo,. l’indipen­denza funzionale degli elementi ossia delle unità del corpo,. variabilità, –ereditabilità,. atavismo. Seconda parte: Esposizione dell’ipotesi. Fino a che punto le varie supposizioni necessarie sieno improbabili. Spiegazione, a mezzo dell’ipotesi, dei diversi gruppi di fatti specificati nella prima parte. Conclusione. Capitolo XXVIII. OSSERVAZIONI FINALI. Domesticazione. Natura e cause della variabilità. Elezione. Divergenza e distinzione dei caratteri. Estinzione delle razze. Circostanze favorevoli alla elezione praticata dall’uomo. Antichità di certe razze. Sulla questione se ciascuna particolare varietà sia stata in ispecial modo preordinata. Note editoriali: Ristampe nel 1878 e 1914.

Darwin C., La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico. A cura di Alessandro Volpone. Illustrazioni di Stefano Faravelli. Prefazione a cura di Telmo Pievani. Traduzione di The Variation of Animals and Plants under Domestication, 2 voll., John Murray, London, 1868. Traduzioni di: Isabella C. Blum (pp. 491-694, 724-42); Matteo Borri (pp. 435-65);

Filomena Calabrese (pp. 68-133); Rossella De Ceglie (pp. 655-97); Mario De Tullio (pp. 303-407); Marco Ferraguti (pp. 134-222, 410-34); Sabrina Veneziani (pp. 19-51); Alessandro Volpone (pp. 3-18, 52-67, 223-302, 466-90, 698-723, 743-835, 837-909). Collana I millenni, Einaudi, pp. XCVIII + 916, 2011. Indice: Prefazione di Telmo Pievani. Splendori e miserie della piú grande opera di Darwin di Alessandro Volpone. I. Logica espositiva. 1. L’altro lato del ragionamento. 2. Quanti lati ha questo ragionamento? 3. Un nuovo quadro d’insieme del lungo ragionamento di Darwin. 4. L’impianto espositivo della «Variazione». II. Rassegna degli argomenti. 5. I principali contenuti dell’opera. 5.1. Variazione di organismi animali e vegetali. 5.1.1. Per via seminale, o per seme. 5.1.2. Per via vegetativa, per gemma, e con modalità. 5.2. Leggi dell’ereditarietà. 5.3. Incrocio, con considerazioni sull’ibridismo. 5.4. Selezione. 5.5. Cause della variabilità. 5.6. Leggi della variazione. 5.7. Ipotesi della pangenesi. III. Aspetti formali e complementari. 6. I primati della «Variazione», i suoi numeri, le pubblicazioni. 7. Lo stile comunicativo e il lessico. 8. La prima edizione italiana della «Variazione» nel carteggio di Darwin. IV. Una riflessione storiografica. 9. Considerazioni (in)attuali sulla cosiddetta «opera sbagliata»

del maestro. Note all’edizione e alla traduzione. Ringraziamenti. Nota alle illustrazioni. La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico. Introduzione. Prefazione alla prima edizione americana. Prefazione alla seconda edizione. I. Cani e gatti domestici. II. Cavalli e asini. III. Maiali, mucche, pecore, capre. IV. Conigli domestici. V. Piccioni domestici. VI Piccioni (continua). VII. Polli. VIII. Anatre, oche, pavoni, tacchini, galline faraone, canarini, pesci rossi, api mellifere, bachi da seta. IX. Piante coltivate, cereali e piante da orto. X. Piante (continua). Frutti, piante ornamentali, fiori. XI. Sulla variazione della gemma e su alcune modalità anomale di riproduzione e di variazione. XII. Ereditarietà. XIII. Ereditarietà (continua). Reversione e atavismo. XIV. Ereditarietà (continua). Costanza del carattere, preponderanza, limitazione sessuale, corrispondenza dell’età. XV. Sull’incrocio. XVI. Cause che interferiscono con il libero incrocio delle varietà, influenza della domesticazione della fecondità. XVII. Sugli effetti positivi dell’incrocio e sugli effetti negativi dell’unione tra consanguinei. XVIII. Vantaggi e svantaggi delle mutate condizioni di vita: sterilità derivante da varie cause. XIX. Riassunti degli ultimi quattro capitoli con alcune considerazioni sull’ibridismo. XX. Selezione per mano dell’uomo. XXI. Selezione 8continua). XXII. Le cause della variabilità. XXIII. Azione diretta e definita delle condizioni di vita esterne. XXIV. Le leggi della variazione, uso e disuso, ecc.. XXV. Le leggi della variazione (continua): variabilità correlata. XXVI. Le leggi della variazione (continua): riassunto. XXVII. Ipèotesi provvisoria della pangenesi. XXVIII. Considerazioni conclusive. Principali varianti

Viaggio di un naturalista

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Unione Tipografico-Editrice, Torino, pp. 464, 1872. Traduzione di Michele Lessona del terzo volume “Nar­rative of the Surveying voyages of H.M.S. Adventure and Beagle, poi come Journal of researches into the geology and natural history of the various countries visited by H.M.S. Beagle from 1832 to 1836” , London, H. Colburn, 1839. Indice: Gli editori p. 3-4; Prefazione del traduttore p. 5-6; Inizio e fine dell’opera p. [7]-434; Indice alfabetico p. 435-458; Indice dell’opera p. 459-464. Indice completo. CAPITOLO I. Sant’Iago. Isole del Capo Verde. Porto Praya. Ribeira Grande. Polvere atmosferica con Infusorii. Costumi di una Aplisia, e di una Seppia. Roccie di San Paolo, non vulcaniche. Singolari incrosta­zioni. Gl’insetti, primi coloni delle isole Fernando Noronha. Bahia. Roccie brunite. Costumi di un Diodonte. Conferve ed Infusorii pelasgici. Cause dello scolora­mento del mare. CAPITOLO II. Rio Janeiro. Rio Janeiro. Escursione a nord del Capo Rio Grande. Svaporamento. Schiavitù. Golfo di Botofago. Planarie terrestri. Nuvole sopra il Corcovado. Pioggia pesante. Rane musicanti. Insetti fosforescenti. Elaterio, sua potenza al salto. Nebbia azzurra. Rumore prodotto da una farfalla. Entomologia. Formiche. Vespa che uccide un ragno. Ragno parassita. Artifizi di una Epeira. Ragno gregario. Ragno con una ragnatela dissimetrica. CAPITOLO III. Maldonado. Montevideo. Maldonado. Escursione a R. Polanco. Lazo e Bolas. Pernici. Man­canza d’alberi. Cervo. Capybara. Tucotuco. Molothrus, costumi simili a quelli del cuculo. Piglia mosche. Tiranno. Uccello sbeffeggiatore. Tubi formati dal fulmine o folgoriti. Casa colpita. CAPITOLO IV. Da Rio Negro a Bahia Blanca. Rio Negro. Podere assalito dagli Indiani. Laghi salati. Fenicotteri. Rio Negro e Rio Colorado. Albero sacro. Lepre della Patagonia. Famiglie indiane. Il generale Rosas. Proseguimento verso Bahia Blanca. Dune di sabbia. Luogotenente nero. Bahia Bianca. Incrostazioni saline. Punta Alta. Zorillo. CAPITOLO V. Bahia Blanca. Bahia Blanca. Geologia. Numerosi quadrupedi giganteschi estinti-Estinzione recente. Longevità delle specie. I grossi animali non hanno bisogno di una rigogliosa vegeta­zione. Africa meridionale. Fossili della Siberia. Due specie di struzzi. Costumi dell’uccello fornaio. Armadilli. Serpenti velenosi, rospo, lucertola. Letargo degli animali. Costumi della penna di mare. Guerra degli Indiani e massacri. Punte di freccie. Reliquie antichissime. CAPITOLO VI. Da Bahia Blanca a Buenos-Ayres. Partenza per Buens-Ayres. Rio Sauce. Sierra Ventana. Terza posta. Cavalli da tiro. Bolas. Pernici e Volpi. Profilo del paese. Piviere dalle lunghe gambe. Terutero. Uragano di grandine. Recinti naturali nella Sierra Tapalguen. Carne di Puma. Regime di carne. Guardia del Monte. Effetti del bestiame sulla vegetazione. Cardi. Buenos Ayres. Corral dove si macella il bestiame. CAPITOLO VII. Da Buenos-Ayres a Santa Fè. Escursione a Santa Fè. Quantità di cardi. Costumi della Viscaccia. Piccolo gufo. Correnti saline. Pianore livellate. Mastodonte. Santa Fè. Mutamento nel pae­saggio. Geologia. Denti del cavallo estinto. Rapporto fra i quadrupedi fossili ed i recenti dell’America del Nord e del Sud. Effetti di una grande siccità. Parana. Costumi del Giaguaro. Becco a cesoie. Martin pescatore. Pappagallo ed uccello dalla coda a forbice. Rivoluzione. Buenos-Ayres. Stato del governo. CAPITOLO VIII. Banda Oriental e Patagonia.­. Escursione a Colonia del Sacramiento. Valore di una Estancia. Bestiame, modo di contarlo. Singolare razza di buoi. Ciottoli forati. Cani da pastore. Cavalli resi mansueti dopo essere stati cavalcati dai Gauchos. Carattere degli abitanti. Rio Plata. Strupi di farfalle. Ragni areonauti. Fosforoscenza del mare. Porto Desiderio. Guanaco in Porto San Giuliano. Geologia della Patagonia-Animali fossili giganteschi. Tipi di costante organizzazione. Mutamento nella zoologia dell’America. Cause d’estin­zione. CAPITOLO IX. Santa Cruz, Patagonia e isole FaIkland. Santa Cruz. Spedizione su pel fiume. Indiani. Immensi corsi di lava basaltica. Fram­menti non trasportati dal fiume. Scavazione della valle. Condoro, suoi costumi. Cordigliera. Massi erratici di grande mole. Avanzi indiani. Ritorno alla nave. isole Falkland. Cavalli, bovine, conigli selvatici. Volpe simile ad un lupo. Fuoco fatto di ossa. Modo di cacciare il bestiame selvatico. Geologia. Correnti di pietre. Scene di violenza. Pinguini. Oche. Uova di Doris. Animali composti. CAPITOLO X. Terra del Fuoco. Terra del Fuoco. Nostro primo arrivo. Golfo della Buona riuscita. Relazione intorno agli indigeni della Terra del Fuoco venuti a bordo. Incontro dei selvaggi. Paesaggio delle foreste. Capo Horn. Porto Wigwam. Condizioni miserabili dei selvaggi. Carestie. Cannibali. Matricidio. Sentimenti religiosi. Grande uragano. Canale Beagle. Bada di Ponsonby. Costruzione di Wigwam e stabilimento di indigeni. Biforcazione del canale Beagle. Ghiacciai. Ritorno alla nave. Seconda visita colla nave allo stabilimento. Eguaglianza di condizioni fra gli indigeni. CAPITOLO XI. Stretto di Magellano. Clima delle coste meridionali. Stretto di Magellano. Porto della Fame. Ascensione al monte Tarn. Foreste. Funghi mangerecci. Zoologia. Grande alga marina. Partenza dalla Terra del Fuoco. Clima. Alberi fruttiferi e produzioni delle coste meridionali. Altezza della linea delle nevi sulle Cordigliere. Discesa dei ghiacciai fino al mare. Formazione di ghiacci natanti. Trasporto di massi. Clima e produzioni delle isole antartiche-Conservazione di carcami di animali gelati. Riassunto. CAPITOLO XII. Chilì centrale. Valparaiso. Escursione al piede delle Ande. Struttura del terreno. Ascensione al monte Campana di Quillota. Massi sparsi di diorite. Valli immense. Miniere. Condizione dei minatori. Santiago. Bagni caldi di Cauquenes. Miniere d’oro –Mulini per macinare. Ciottoli forati. Costumi del puma. Il Turco ed il Tapacolo. Uccelli mosca. CAPITOLO XIII. Chiloe e Isole Chonos. Chiloe. Aspetto generale. Escursione in barca. lndigeni indiani. Castro. Volpe addomesticata. Ascensione a San Pietro. Arcipelago Chonos. Penisola dei tre monti. Cerchia di granito. Marinai di una barca naufragati. Porto di Low. Patate selvatiche. Formazione della torba-Miopotamo, lontra e sorci. Cheucau ed uccello abbaiante. Opetiorhynchus. Caratteri singolari dell’ornitologia. Uccelli delle tem­peste. CAPITOLO XIV. Chiloe e Concezione; grande terremoto. San Carlos. Chiloe. Eruzione dell’Osorno, contemporanea a quella dell’Aconcagua e del Coseguina. Cavalcato a Cucao Foreste impenetrabili. Valdivia. Indiani. Terremoto. Concezione. Grande terremoto. Roccie screpolate. Aspetto delle città più antiche. Il mare nero e bollente. Direzione delle vibrazioni. Ciottoli volanti per l’aria. Grande ondeggiamento del mare. Sollevamento permanente del terreno. Area di fenomeni vulcanici. Connessione fra le forze di eruzione e quelle di sollevamento. Cause dei terremoti. Lento sollevamento di catene di monti. CAPITOLO XV. Passaggio delle Cordigliere. Valparaiso. Passo del Portillo. Sagacia delle mule. Torrenti montani. Miniere come siano state scoperte. Prove del graduato sollevamento delle Cordigliere. Effetti della neve sulle roccie. Struttura geologica delle due principali catene. Loro origine distinta e loro sollevamento. Grande abbassamento. Neve rossa. Venti. Guglie di neve. Atmosfera asciutta e limpida. Elettricità. Pampas. Zoologia dei versanti opposti delle Ande. Locuste. Grosse cimici. Mendoza. Passo dell’Uspallata –Alberi silicizzati, sepolti mentre crescevano. Ponte Incas. Esagerata difficoltà dei passaggi nei monti. Cumbre. Casuchas. Valparaiso. CAPITOLO XVI. Chilì settentrionale e Perù. Strada costale a Coquimbo. Grandi pesi portati dai minatori. Coquimbo. Terremoto. Altipiani a gradinate. Mancanza di depositi recenti. Contemporaneità delle formazioni terziarie. Escursione risalendo la valle. Strada per Guasco-Deserti. Valle di Copiapò. Pioggia e terremoti. Idrofobia. Il Despoblado. Rovine indiane. Probabile mutamento di clima. Letto di fiume inarcato per via di un terremoto. Uragani di vento freddo. Rumori da una collina. lquique. Alluvione salsa. Nitrato di soda. Lima. Paese insalubre. Rovine di Callao, distrutta da un terremoto. Recente abbassameuto. Conchiglie sollevate sul San Lorenzo, loro scomposizione. Pianure con conchiglie e frammenti di stoviglie incorporati nel terreno. Antichità della razza indiana. CAPITOLO XVII. Arcipelago Galapagos. Arcipelago Galapagos. L’intero gruppo è vulcanico. Numero dei crateri. Cespugli senza foglie. Colonia all’isola Carlo. Isola James. Lago salato in un cratere. Storia naturale di quel gruppo d’isole. Ornitologia, curiose fringille. Rettili. Grandi tarta­rughe, loro costumi. Lucertola marina, si nutre d’alghe. Lucertola terragnola, suoi costumi scavatori, erbivora. Importanza dei rettili nell’Arcipelago. Pesci, conchiglie, insetti. Botanica. Tipo americano di organizzazione. Differenze nelle specie o razze nelle differenti isole. Dimestichezza degli uccelli. Il timore dell’uomo è un istinto acquisito. CAPITOLO XVIII. Tahiti e la Nuova Zelanda. Viaggio attraverso all’arcipelago di Low. Tahiti. Aspetto. Vegetazione sui monti. Vista di Eimeo. Escursione nell’interno. Burroni profondi. Successione di cascate d’acqua. Numero di piante selvatiche utili. Temperanza degli abitanti. Loro stato morale. Parlamento riunito. Nuova Zelanda. Golfo delle Isole. Hippah. Escur­sione a Waimate. Stabilimento di Missionari. Semi di piante d’Inghilterra rinselvati­chite. Waiomio. Funerale di una donna alla Nuova Zelanda. Partenza per l’Au­stralia. CAPITOLO XIX. Australia. Sydney. Escorsione a Bathurst. Aspetto dei boschi. Brigata di indigeni. Graduata estinzione degli Aborigeni. Infezione generata da uomini sani riuniti-Montagne azzurre. Vista delle grandi valli a mò di golfi. Loro origine e loro formazione. Bathurst, incivilimento generale delle classi inferiori. Stato della società. Terra di Diemen , Hobart Town. Gli indigeni tutti sbanditi-Monte Wellington. Stretto del Re Giorgio. Aspetto malinconico del paese. Capo Bald, aspetto calcareo dei rami degli alberi. Brigata di indigeni. Partenza dall’Australia. CAPITOLO XX. Isola Keeling: Formazione di coralli. Isola Keeling. Aspetto singolare. Scarsa Flora. Trasporto di semi. Uccelli ed insetti. Sorgenti in rapporto colla marea. Campi di polipi coralligeni morti. Pesce che mangia polipi coralligeni. Formazioni di coralli. Isole con lagune o Atolli. Pro­fondità a cui possono vivere i polipi coralligeni che costruiscono gli scogli. Vaste aree sparse di basse isole di corallo. Abbassamento dei loro fondamenti. Scogli ad argini. Scogli a fior d’acqua o spiagge madreporiche. Mutamento degli scogli a fior d’acqua in scogli ad argine ed in Atolli. Evidenza dei mutamenti di livello. Breccie negli scogli ad argine. Atolli Maldiva; loro struttura particolare. Scogli di madrepore morte e sommersi. Area di abbassamento e di sollevamento. Distribuzione dei vulcani. Abbas­samento lento e vasto nel complesso. CAPITOLO XXI. Dall’isola Maurizio all’Inghilterra. Isola Maurizio, suo bell’aspetto. Grande anello crateriforme di monti. Indie. Sant’Elena. Storia dei mutamenti nella vegetazione. Cagione della estinzione delle conchiglie terra­gnole. Ascensione. Variazione dei topi importati. Bombe vulcaniche. Giacimenti d’infusorii. Bahia. Brasile. Splendore dei paesaggi dei tropici. Pernambuco. Singolare scoglio. Schiavitù. Ritorno in Inghilterra. Occhiata retrospettiva al nostro viaggio. Note editoriali. Due nuove edizioni furono pubblicate nel 1915 e 1925.

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Traduzione italiana col consenso dell’Autore, del Professore Michele Lessona, direttore del Museo Zoologico di Torino. Nuova edizione, Casa Editrice Libraria E. Bruciati e C. Milano, pp. 444, 1915. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1872

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Nuova edizione completa illustrata, Casa Editrice Sociale, Milano, 1925, pp. 505. Prefazione di Luigi Montemartini. Nuova edizione completa e illustrata. Collana Biblioteca di Coltura Moderna. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1872

Darwin C., Diario di un naturalista giramondo, Gamma Editrice, Milano, pp. 490, 1945. Prefazione di Luigi Montemartini. Indice: Prefazione di Luigi Montemartini, 1 maggio 1925 p. [5]-16; Prefazione del traduttore p. [17]; Contenuto dell’Opera p. [19]-482; Indice alfabetico p. 483 -490; Indice p. [491]. Indice completo. Prefazione del Prof. L. Montemartini. Prefazione del Traduttore. CAPITOLO PRIMO: Sant’lago · Isole del Capo Verde. CAPITOLO SECONDO: Rio Janeiro. CAPITOLO TERZO Maldonado. CAPITOLO QUARTO: Da Rio Negro a Bahia Blanca. CAPITOLO QUINTO: Bahia. CAPITOLO SESTO: Da Bahia Blanca a Buenos Aires. CAPITOLO SETTIMO: Da Buenos Aires a Santa Fè. CAPITOLO OTTAVO: Banda Oriental e Patagonia. CAPITOLO NONO: Santa Cruz, Patagonia e Isole Falkland. CAPITOLO DECIMO: Terra del Fuoco. CAPITOLO UNDICESIMO: Stretto di Magellano Clima delle coste meridionali. CAPITOLO DODICESIMO: Chilì Centrale. CAPITOLO TREDICESIMO: Chiloe e Isole Chonos. CAPITOLO QUATTORDICESIMO: Chiloe e Concezione Grande terremoto. CAPITOLO QUINDICESIMO: Passaggio delle Cordigliere. CAPITOLO SEDICESIMO: Chilì settentrionale e Perù. CAPITOLO DICIASSETTESIMO: Arcipelago Galapagos. CAPITOLO DICIOTTESIMO: Tahiti e la Nuova Zelanda. CAPITOLO DICIANNOVESIMO: Australia. CAPITOLO VENTESIMO: Isole Keeling: Formazione dei coralli. CAPITOLO VENTUNESIMO: Dall’isola Maurizio all’Inghilterra. Indice Alfabetico. Indice. Note editoriali: Riproposizione della traduzione di Michele Lessona del 1872.

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Aldo Martello Editore, Milano, 1959, pXV+606. Con un ritratto, 40 tavole a colori intercalate nel testo e non numerate. Sovraccoperta a colori raffigurante la Beagle in mare. Prima traduzione novecentesca di Mario Magistretti della seconda edizione (decimo migliaio) del 1860 The voyage of the Beagle, John Murray, London. A cura di Luca Lamberti. Introduzione di Franco Marenco. Indice: Ritratto di Charles Darwin p. [VII]; Avvertenza p. [XI]; Prefazione p. XIII-[XIV]; Postscriptum p. [XV]; Contenuto dell’Opera p. [1]-[583]; Indici p. [585]; Indice dei nomi p. 587-[597]; Elenco degli argomenti p. 599-[602]; Indice dei capitoli p. [603]. Indice completo. CAPITOLO I. Porto Praya. Ribeira Grande. Polvere atmosferica con infusori. Costu­mi di una aplisia e di una seppia. Scogli di San Paolo, non volcanici. Incrostazioni singolari. Gli insetti primi colonizzatori delle isole. Fernando Notonha. Bahia. Rocce brunite. Costumi di un Diodon. Conferve pelagiche e infusori. Cause della colorazione del mare. CAPITOLO II. Rio de Janeiro. Escursione a Nord del Capo Frio. Grande evaporazione. Schiavitù. Baia di Botofogo. Planarie terrestri. Nuvole sul Corcovado. Pioggia di­rotta. Rane musicali. Insetti fosforescenti. Elater, sua potenza di salto. Nebbia az­zurra. Rumore prodotto da una farfalla. Entomologia. Formiche. Vespa che uccide un ragno. Ragno parassita. Artifici di un’epeira. Ragni gregari. Ragno con una tela simmetrica. CAPITOLO III. Montevideo. Maldonado. Escursione al Rio Polanco. Lazo e bolas. Pernici. Assenza di alberi. Cervo. Capybara, o porco di hume. Tucutuco. Moloth­rus, costumi simili a quelli del cuculo. Pigliamosche tiranno. Uccello beffeggiatore. Avvoltoi delle carogne. Tubi formati dai fulmini. Casa colpita. CAPITOLO IV. Rio Negro. Fattorie assalite dagli Indiani. Laghi salati. Fenicotteri. Dal Rio Negro al Rio Colorado. Albero sacro. Lepre della Patagonia. Famiglie in­diane. Il generale Rosas. Proseguimento verso Bahia Blanca. Dune di sabbia. Te­nente negro. Bahia Blanca. Incrostazioni saline. Punta Alta. Zorillo. CAPITOLO V. Bahia Blanca. Geologia. Numerosi giganteschi quadrupedi estinti. Estinzione recente. Longevità delle specie. I grandi animali non hanno bisogno di una vegetazione lussureggiante. Africa meridionale. Fossili siberiani. Due specie di struzzi. Costumi dell’uccello fornaio. Armadilli. Serpente velenoso, rospo, lucerto­la. Ibernazione degli animali. Costumi della penna di mare. Guerre degli Indiani e stragi. Punte di frecce, antichi relitti. CAPITOLO VI. Partenza per Buenos Aires. Rio Sauce. Sierra Ventana. Terza stazione di posta. Del condurre i cavalli. Bolas. Pernici e volpi. Aspetto della regione. Pi­viere dalle gambe lunghe. Terutero. Grandinata. Recinti naturali nella Sierra Ta­palguen. Carne di puma. Dieta carnea. Guardia del Monte. Effetti del bestiame sulla vegetazione. Carciofo selvatico. Buenos Aires. Corral dove si macella il be­stiame. CAPITOLO VII. Escursione a Santa Fé. Distese di cardi. Costumi della viscaccia. Pic­cola civetta. Torrenti salati. Pianure livellate. Mastodonte. Santa Fé. Cambiamento nel paesaggio. Geologia. Dente di un cavallo estinto. Rapporto fra i quadrupedi fos­sili e recenti dell’America settentrionale e meridionale. Effetti di una grande siccità. Paranà. Costumi del giaguaro. Becco a forbici. Martin pescatore, parrocchetto e uc­cello dalla coda a forbici. Rivoluzione. Buenos Aires. Condizioni del Governo. CAPITOLO VIII. Escursione a Colonia del Sacramiento. Valore di un’estancia. Be­stiame, come viene contato. Razza singolare di buoi. Ciottoli perforati. Cani da pa­store. Cavalli domati, modo di cavalcare dei gauchos. Carattere degli abitanti. Rio della Plata. Sciami di farfalle. Ragni aeronauti. Fosforescenza del mare. Porto Desi­derio. Guanaco. Porto San Giuliano. Geologia della Patagonia. Gigantesco anima­le fossile. Tipi di organizzazione costante. Cambiamento nella zoologia dell’America. Cause di estinzione. CAPITOLO IX. Santa Cruz. Spedizione sul fiume. Indiani. Immense colate di lava ba­saltica. Frammenti non trasportati dal fiume. Escavazione della valle. Condor, suoi costumi. Cordigliera. Massi erratici di grandi dimensioni. Relitti indiani. Ritorno alla nave. Le Isole Falkland. Cavalli selvatici, bestiame, conigli. Volpe simile a un lupo. Fuoco fatto con ossa. Modo di cacciare il bestiame selvatico. Geologia. Fiu­mi di pietre. Spettacoli di sconvolgimenti. Pinguino. Anitre. Uova di doris. Ani­mali coloniali. CAPITOLO X. Terra del Fuoco, nostro primo arrivo. Baia del Buon Successo. Rela­zione sui Fuegiani a bordo. Intervista con i selvaggi. Paesaggio delle foreste. Capo Horn. Porto Wigwam Condizioni miserevoli dei selvaggi. Carestie. Cannibali. Matricidio. Sentimenti religiosi. Grande uragano. I1 canale Beagle. Stretto di Pon­sonby. Costruzione di Wigwam e sistemazione dei Fuegiani. Biforcazione del canale Beagle. Ghiacciai. Ritorno alla nave. Seconda visita della nave allo stabilimento. Eguaglianza delle condizioni fra gli indigeni. CAPITOLO XI. Stretto di Magellano. Porto della Fame. Ascensione del Monte Tam. Foreste. Fungo mangereccio. Zoologia. Grande alga marina. Partenza dalla Terra del Fuoco. Clima. Alberi da frutto e prodotti delle coste meridionali. Altezza del limite delle nevi sulla Cordigliera. Discesa dei ghiacciai in mare. Formazione di ghiacci galleggianti. Trasporto di massi. Clima o prodotti delle isole antartiche. Con­servazione delle carcasse gelate. Ricapitolazione. CAPITOLO XII. Valparaiso. Escursione al piede delle Ande. Struttura della regione. Ascensione della Campana di Quillota. Massi sparsi di diorite. Valli immense. Miniere. Condizioni dei minatori. Santiago. Bagni termali di Cauquenes. Miniere di oro. Molini di macinazione. Pietre perforate. Costumi del puma. El Turco e il ta­pacolo. Uccelli mosca. CAPITOLO XIII. Chiloe. Aspetto generale. Escursione in barca. Indigeni indiani. Castro. Volpe domestica. Ascensione del San Pedro. L’Arcipelago Chonos. Peni­sola di Tres Montes. Catena granitica. Marinai di una barca naufragata. Porto di Low. Patata selvatica. Formazione della torba. Myopotamus, lontra e topi. Cheu­cau e uccello abbaiatore. Opetiorhynchus. Carattere singolare dell’ornitologia. Pro­cellarie. CAPITOLO XIV. San Carlos, Chiloe. Eruzione dell’Osorno, contemporanea a quella dell’Anconcagua e del Coseguina. Escursione a Cucao. Foreste impenetrabili. Valdi­via. Indiani. Terremoto. Concepcion. Grande terremoto. Rocce fessurate. Aspetto delle antiche città. Il mare nero e in ebollizione. Direzione delle vibrazioni. Pietre fatte ruotare. Grande maremoto. Sollevamento permanente del terreno. Area dei fenomeni vulcanici. Connessione fra le forze sollevatrici ed eruttive. Cause dei ter­remoti. Lento sollevamento delle catene montuose. CAPITOLO XV. Valparaiso. Passo del Portido. Intelligenza delle mule. Torrenti mon­tani. Miniere, come furono scoperte. Prove del graduale sollevamento della Cordi­gliera. Effetti della neve sulle rocce. Struttura geologica delle due catene principali, loro origine distinta e loro sollevamento. Grande abbassamento. Neve rossa. Venti. Pinnacoli di neve. Atmosfera secca e limpida. Elettricità. Le Pampas. Zoologia dei versanti opposti delle Ande. Locuste. Grandi cimici. Mendoza. Passo di Uspallata. Alberi silicizzati, sepolti mentre crescevano. Il Ponte degli Incas. Esagerata diffi­coltà dei valichi. Cumbre. Casuchas. Valparaiso. CAPITOLO XVI. Strada costiera per Coquimbo. Grandi pesi portati dai minatori. Co­quimbo. Terremoto. Terrazzi a gradini. Assenza di depositi recenti. Contempora­neità delle formazioni terziarie. Escursione nella valle. Strada per Guasco. Deserti. Valle di Copiapò. Pioggia e terremoti. Idrofobia. Il Despoblado. Rovine indiane. Probabile cambiamento del clima. Letto di un torrente inarcato da un terremoto. Tempeste di vento freddo. Rumori da una collina. Iquique. Alluvium salato. Ni­trato di sodio. Lima. Regione malsana. Rovine di Callao, distrutta da un terremoto. Abbassamento recente. Deposito di conchiglie sollevate sul San Lorenzo, loro de­composizione. Pianura con conchiglie e frammenti di stoviglie. Antichità della razza indiana. CAPITOLO XVII. Arcipelago delle Galapagos. L’intero gruppo è vulcanico. Abbon­danza dei crateri. Cespugli senza foglie. Colonia sull’isola Charles. L’isola James. Lago salato in un cratere. Storia naturale del gruppo. Ornitologia, curiosi fringuelli. Rettili. Grandi tartarughe, loro costumi. Lucertola marina che si nutre di alghe marine. Lucertola terrestre, abitudini scavatrici, erbivora. Importanza dei rettili nell’arcipelago. Pesci, conchiglie, insetti. Botanica. Tipo americano di organizza­zione. Differenze fra le specie o razze sulle diverse isole. Domestichezza degli uc­celli. Timore dell’uomo, un istinto acquisito. CAPITOLO XVIII. Passaggio attraverso l’Arcipelago Low. Tahiti. Suo aspetto. Ve­getazione delle montagne. Veduta di Eimeo. Escursione nell’interno. Profondi bur­roni. Successione di cascate. Abbondanza delle piante selvatiche utili. Temperanza degli abitanti. La loro situazione morale. Riunione del parlamento. Nuova Zelanda. Baia delle Isole. Hippah. Escursione a Waimate. Stabilimento di missionari. Piante inglesi ora inselvatichite. Waiomio. Funerale di una donna neozelandese. Partenza per l’Australia. CAPITOLO XIX. Sydney. Escursione a Bathurst. Aspetto dei boschi. Gruppo di in­digeni. Estinzione graduale degli aborigeni. Infezione prodotta da uomini sani riu­niti. Monti Azzurri. Vista delle grandi valli simili a golfi. Loro origine e formazio­ne. Bathurst, civiltà generale delle classi inferiori. Condizioni della società. Terra di Van Diemen. Hobart. Tutti gli aborigeni banditi. Il Monte Wellington. La baia di Re Giorgio. Aspetto triste della regione. Capo Bald, impronte calcaree di rami. Gruppo di indigeni. Partenza dall’Australia. CAPITOLO XX. Isole Keeling. Loro aspetto singolare. Flora scarsa. Trasporto di se­mi. Uccelli e insetti. Sorgenti con flusso e riflusso. Campi di corallo morto. Pietre trasportate fra le radici degli alberi. Grande granchio. Coralli urticanti. Pesce che mangia il corallo. Formazioni coralline. Isole con laguna, o atolli. Profondità alla quale possono vivere i coralli costruttori di scogliere. Vaste aree sparse di basse iso­le coralline. Abbassamento delle loro fondamenta. Scogliere a barriera. Scogliere costiere. Trasformazione delle scogliere costiere in scogliere a barriera e in atolli. Prove dei cambiamenti di livello. Brecce nelle scogliere a barriera. Gli atolli di Maldiva; loro struttura particolare. Scogliere morte e sommerse. Aree di abbassamento e di sollevamento. Distribuzione dei vulcani. Abbassamento lento, ma di vasta por­tata. CAPITOLO XXI. Mauritius, suo bell’aspetto. Grande anello crateriforme di montagne, Gli Indù. Sant’Elena. Storia dei cambiamenti nella vegetazione. Cause dell’estinzione delle conchiglie terrestri. Ascensione. Variazioni nei ratti importati. Bombe volcaniche. Giacimenti di infusori. Bahia. Brasile. Splendore del paesaggio tro­picale. Pernambuco. Scogliera singolare. Schiavitù. Ritorno in Inghilterra. Sguardo retrospettivo sul nostro viaggio. Note editoriali. Ristampe nel 1975 (edizione ridotta per La Nuova Italia, pp. 221, 18 cm.) e nel 1982 (Giunti-Martello, pp. 601).

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Autobiografia. Lettere (1831-1836), Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 1967, pp. 744, Collana Serie Scientifica SC/10, n. 22. Con 9 figure non numerate. Traduzione di Maria Vegni Talluri per il Viaggio di un naturalista intorno al mondo (traduzione pubblicata secondo gli accordi con la Cambridge University Press, England). Traduzione e note dell’Autobiografia (con una variante, nota n. 118 p. 709) e delle Lettere, a cura di Pietro Omodeo. La presente traduzione ha risistemato la collocazione di alcune note. Le unità di misura sono state tradotte nel sistema metrico decimale. I nomi volgari degli animali provengono dalle opere di Scortecci (Animali, Mi, 1953-57) e Arrigoni degli Oddi (Atlante Ornitologico, Mi, 1902). Indice: Che cos’è l’SC/10 p. [III]; H.M.S. Beagle 1832 p. [IV]; Indice p. VII-X; Ringraziamenti (Pietro Omodeo) p. [XII]; Introduzione (Pietro Omodeo) p. XIII-XXXVII. 1. Il viaggio 2. Il capitano 3. Il naturalista 4. La formazione naturalistica di Darwin 5. Il principio delle cause attuali 6. Le promesse dell’evoluzionismo 7. Le notizie e le teorie scientifiche 8. Il ritorno in patria 9. Lo stile 10. L’autobiografia 11. L’uomo. Avvertenza p. 3-4; Autobiografia p. 5-79; Appendice p. 80-88; Avvertenza p. 91-92; Viaggio di un naturalista intorno al mondo p. 93-552; Avvertenza p. 555; Lettere (1831-1836) p. 557-702; Note p. 703-735; Indice dei nomi p. 737-744. Indice completo. Introduzione di Pietro Omodeo. Autobiografia. Avvertenza. I. Dalla nascita quando sono andato a Cambridge. II. Vita a Cambridge. III. Il viaggio della Beagle. IV. Dal ritorno in Inghilterra al matrimonio. V. Opinioni sulla religione. VI. Dal mio matrimonio a quando lasciam­mo Londra e ci stabilimmo a Down. VII, La residenza a Down. VIII. Le mie molte pubblicazioni. Appendice. Frammento autobiografico. Frammento in memoria della figlia Annie. Emma Darwin al marito Carlo, circa 1839. Emma Darwin al marito Carlo, circa 1839. Emma Darwin al figlio Francis, 1885. Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Avvertenza. Prefazione dell’autore. I. Sao Tiago. Isole del Capo Verde. II.. Rio de Janeiro. III. Maldonado. IV. Da Rio Negro a Bahia Blanca. V. Bahia Blanca. VI. Da Bahia Blanca a Buenos Aires. VII. Da Buenos Aires a Santa Fe. VIII. Banda Oriental e Patagonia. IX. Santa Cruz, Patagonia e Isole Falkland. X. Terra del Fuoco. XI. Stretto di Magellano. Clima delle coste meridionali. XII. Cile centrale. XIII. Chiloé ed Isole Chonos. XIV. Chiloé e Concepciòn: immane terre­moto. XV. Passaggio delle Cordigliere. XVI. Cile settentrionale e Perù. XVII. Arcipelago delle Galápagos. XVIII. Tahiti e Nuova Zelanda. XIX. Australia. XX. Isole Keeling: formazioni coralline. XXI. Dall’isola Maurizio all’Inghilterra. Lettere. Avvertenza. 1. George Peacock a J. S. Henslow, agosto 1831. 2. J. S. Henslow a C. Darwin, 24 agosto. 1831. 3. G. Peacock a C. Darwin, circa 26 agosto 1831. 4. C. Darwin a J. S. Henslow, 30 agosto 1831. 5. C. Darwin al padre, 31 agosto 1831. 6. Josiah Wedgwood a R. C. Darwin, 31 agosto 1831. Dalla Prefazione al Diario di C. D. 7. A J. S. Henslow, 2 settembre 1831. 8. Alla sorella Susanna, 4 settembre 1831. 9. Alla stessa, 5 settembre 1831. 10. A J. S. Henslow, 5 settembre 1831. 11. Alla sorella Susanna, 6 settembre l831­. 12. Alla stessa, 9 settembre 1831­. Dal taccuino. 13. Alla sorella Susanna, 14 settembre 1831. 14. Alla stessa, 17 settembre 1831. 15. A W. D. Fox, 19 settembre 1831. 16. AI cap. R. Fitzroy, 17 ottobre 1831. 17. A J. S. Henslow, 15 novembre 1831. 18. A. J. S. Henslow, 3 dicembrè 1831. Dal taccuino. 19. Al padre, 8 febbraio 1° marzo 1832. 20. Allo stesso, 10 febbraio 1832. 21. Alla sorella Carolina, 2 aprile l832. 22. Alla stessa, 25 aprile 1833. 23. Alla sorella Caterina, maggiogiugno 1832. 24. A W. D. Fox, maggio 1832. 25. A. J. S. Henslow, 18 maggio 1832. 26. A J. M. Herbert, giugno 1832. 27. Alla sorella Caterina, 5 luglio 1832. 28. A J. S. Henslow, 15 agosto 1832. 29. Alla sorella Susanna, 14 luglio7 agosto1832. 30. A F. Watkins, 18 agosto 1832. 31. Alla sorella Carolina, 24 ottobre24 novembre 1832. 32. A J. S. Henslow, 24 novembre 1832. 33. Alla sorella Carolina, 30 marzo12 aprile 1833. 34. A J. S. Henslow, 11 aprile 1833. 35. Alla sorella Caterina, 22 maggio luglio 1833. 36. A J. M. Herbert, 2 giugno 1833. 37. Alla sorella Carolina, 20 settembre 1833. 38. Alla stessa, 23 ottobre 1833. 39. Alla stessa 13 novembre 1833. 40. A J. S. Henslow, marzo 1834. 41. Alla sorella Caterina, 6 aprile 1834. 42. Alla stessa, 20 luglio 1834. 43. A C. Whitley, 23 luglio 1834. 44. A J. S. Henslow, 24 luglio28 ottobre 1834. 45. Alla sorella Carolina, 9 agosto 1834. 46. Alla stessa, 13 ottobre 1834. 47. Alla sorella Caterina, 8 novembre 1834. 48. Alla sorella Carolina, 10 marzo 1835. 49. A J. S. Henslow, 18 aprile 1835. 50. Alla sorella Susanna, 23 aprile 1835. 51. Alla sorella Caterina, 31 maggio 1835. 52. A W. D. Fox, luglio 1835. 53. A J. S. Henslow, 12 luglio 1835. 54. Alla sorella Carolina, luglio 1835. 55. Alla sorella Susanna, 3 agosto 1835. 56. Alla sorella Carolina, 27 dicembre 1835. 57. A J. S. Henslow, gennaio 1836. 58. Alla sorella Susanna, 28 gennaio 1836. 59. Alla sorella Caterina, 14 febbraio 1836. 60. Alla. sorella Carolina, 29 aprile 1836. 61. Alla sorella Caterina, 3 giugno 1836. 62. A J. S. Henslow, 9 1uglio 1836. 63. Alla sorella Carolina, 18 luglio 1836. 64. Alla sorella Susanna, 4 agosto 1836. 65. Allo zio Josiah Wedgwood, 5 ottobre 1836. 66. A J. S. Henslow, 6 ottobre 1836. 67. A R. Fitzroy, 6 ottobre 1836. 68. A W. D. Fox, 6 novembre 1836. 69. Alla sorella Susanna, aprile 1839. Note. Autobiografia. Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Lettere. Indice dei nomi. Note editoriali: Quarta edizione nel 1982

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, A cura di Maria Vegni Talluri. La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1972, pXV+221. Edizione ridotta della traduzione del 1959 di Mario Magistretti nell’edizione Aldo Martello Editore. Collana Primo scaffale n. 42, con 8 illustrazioni in bianco e nero, 18 cm. Indice: Introduzione a cura di Maria Vegni Talluri p. V-XV: La vita, Le opere, La teoria dell’evoluzione; Contenuto dell’opera p. 3-220; Indice p. 221. Indice completo. Introduzione. Viaggio di un naturalista intorno al mondo. 1. Sant’Jago. Isole del Capo Verde. 2. Rio de Janeiro. 3. Maldonado. 4. Dal Rio Negro a Bahia Blanca. 5. Bahia Blanca. 6. Da Bahia Blanca a Buenos Aires. 7. Da Buenos Aires a Santa Fé. 8. Banda Oriental e Patagonia. 9. Santa Cruz. Patagonia e Isole Falkland. 10. Terra del FUOCO. 11. Stretto di Magellano (riassunto). 12. Cile centrale. 13. Chiloe e le Isole Chonos (riassunto). 14. Chiloe e Concepcion: grande terremoto. 15. Passaggio della Cordiglie­ra (riassunto). 16. Cile settentrionale e Perù. 17. Arcipelago delle Galapagos. Tahiti e Nuova Zelanda. Australia. 20. Isole Keeling: formazioni coralline (riassunto). 21. Dall’Isola Maurizio all’Inghilterra

Darwin C., Il viaggio meraviglioso di Charles Darwin, Liguori Editore. Napoli. pp. 305, 1980. A p. 12 si legge: La presente traduzione è stata condotta sulla terza edizione inglese, in una nuova traduzione appositamente approntata, con qualche taglio delle parti specialistiche, taglio di cui, comunque, si dà sempre notizia, insieme al riassunto delle parti omesse (traduzione di E.S., Enzo Striano). Indice: Prefazione (E.S.) p. 7-12. Contenuto dell’opera p. 15-297; Mappa del viaggio p. [298]-[299]. Indice p. [300]-[304]. Da p. [305] in poi sono riportate numerose illustrazioni a colori e b/n: Ritratto di Charles Darwin in età avanzata, Veduta aerea del Rio della Plata a Buenos Ayres, Una grande “estancia” presso Santa Rosa nella Pampa, Un “Gaucho” argentino, un giaguaro del sudamerica, Condor delle Ande, le Ande in Bolivia, Costa della Terra del Fuoco presso Rio Grande, Veduta della costa dell’isola Gran Malvina nel gruppo delle Falkland, Posizione geografica delle isole Falkland, un PumaLima in Perù: piazza Arnas, Veduta delle isole Galapagos, Testuggine gigante delle Galapagos, Leone marino delle isole Galapagos, cartina dell’arcipelago delle Galapagos, Pinguini delle Galapagos, Veduta aerea della barriera corallina,Vita a Tahiti, veduta della costa tahitiana presso Papeete, Ragazze Maori in costume rotorua, veduta di Sidney in Australia, formazioni coralline di celenterati, isole Mauritius. Indice completo. Prefazione. 1. Dalle Canarie al Brasile. Finalmente il “ Beagle ” è salpato. Il desolato paesaggio di Porto Praya. La misteriosa polvere di Sant’Iago. Una seppia dispettosa. Le splendenti rocce di San Paolo. Gli esseri viventi di San Paolo. Un pescepallone a Bahia. Le zattere di conferve e gli animali esplosivi. 2. ln Brasile. Scomoda vita in una “venda”. Formicai giganti e vampiri. Il caffè e la “manioca”. Le rane canore di Botafogo. Gli insetti luminosi. Le farfalle che corrono e fanno rumore. Battaglie di insetti a Bahia ed a Rio. 3. In Uruguay. I fuochi di Sant’Elmo. Gli arretrati abitanti della zona di Maldonado. I “gauchos”. Il “lazo” e le “bolas”. Il puzzolente cervo della Patagonia. I fiduciosi “ capibara ” di Maldonado. La cecità del “tucutuco”. I mangiatori di carogne. Le folgoriti. 4. Dal Rio Negro a Bahia Bianca. Gli Indiani del Rio Negro. I grandi laghi salati. L’albero sacro degli Indiani. 5. In Argentina. Giganteschi animali estinti a Punta Alta. Gli struzzi della Patagonia. L’uccello fornaio, detto anche “casarita”. Come si difendono gli armadilli. Un orrendo serpente e un rospo rosso e nero. Ignobili massacri di Indiani. Un’antichissima punta di freccia. 6. A Buenos Ayres. Il grande “Corral” di Buenos Ayres. 7. Escursioni a Santa Fè. La viscaccia rigattiera. Il grande Paranà, fossili al Rio Tercero. “Medicina” popolare a Santa Fè. I denti di un cavallo americano. Il “gran seco”. Il terribile giaguaro. “Rivoluzione” a Las Conchas. 8. Tra Argentina a Patagonia. Cavalli nuotatori nei fiumi straripati. Gli innumerevoli generali dell’Argentina. Una grande “estancia”. I pettini delle signore argentine. Come si domano i cavalli. La pelle delle cavalle. Usi e costumi di “Gauchos” e signori. Neve di farfalle. Ragni aeronauti. Livido splendore del mare fosforescente. Guanachi in Patagonia. 9. Dalla Patagonia alle Isole Falkland. Controcorrente sul Santa Cruz. Il “condor” e il suo olfatto. Le bianche cime delle Cordigliere. Le miserabili isole Falkland. Carne col “cuero”, tori in libertà e cavalli zoppi. Una volpe a forma di lupo e un fuoco d’ossa. I “fiumi di pietre”. Un coraggioso “pinguino somaro”. 10. Nella Terra del Fuoco. I selvaggi della Buona Riuscita. Jemmy, comprato con un bottone di vetro. La grande, silenziosa foresta. Il terribile Capo Horn. Gli infelici selvaggi della Terra del Fuoco. Jemmy Button, York e Fuegia tornano al loro popolo. 11. Nello stretto di Magellano. I giganteschi Patagoni. Cannonate a Porto della Fame. Morte e desolazione nella foresta montana. Le creature del mare. Le grandi cascate di ghiaccio del Sarmiento. 12. Nel Cile. A Valparaiso. Qui una volta era tutto mare. L’opera straordinaria dell’uomo. I grandi speroni del Guaso. I minatori di rame di Jajuel. Santiago. Le miniere d’oro di Jaquil. Antiche pietre indiane. Gli animali del Cile: il puma. Gli animali del Cile: “el Turco”, il “Copritilsedere”, gli uccellimosca. 13. Le isole a sud del Cile. Gli umili abitanti di Chiloe. L’antica città di Castro. La “fine della Cristianità” e una volpe distratta. Le foche e il disgustoso Urubu. Altri animali dell’arcipelago. Gli uccelli delle tempeste. 14. Ancora nel Cile meridionale. Eruzioni vulcaniche simultanee. Terribile terremoto a Valdivia. 15. Da Valparaiso alle Cordigliere. Verso il passo del Portillo. Elogio della mula. Attraverso una valle di gesso. Cipolle o conchiglie contro il “puna”?. La neve rossa. La casseruola non vuole cuocere patate. Un cavallo diventato monumento di ghiaccio. Gli scherzi elettrici dell’atmosfera asciutta. In discesa verso l’arida Mendoza. Una rossa nuvola di locuste. La terribile “benchuca” delle Pampas. Gli oziosi abitanti di Mendoza. Viaggio nella preistoria, con la fantasia. 16. A zonzo per Cile e Perù. I cani rabbiosi nella valle di Copiapò. Antiche abitazioni indiane. Miniere di salnitro in Perù. Decadenza e disordine in Perù. Lima. 17. Le isole Galapagos. I duemila crateri dell’arcipelago. Incontro con due grandi testuggini in un paesaggio antidiluviano. I fuorilegge dell’isola Carlo. Le lucertole dell’isola Albemarle. Le tracce di un delitto nell’isola James. Qualche barlume sul “mistero dei misteri”. I rettili delle Galapagos. Abitudini delle grandi testuggini. Le brutte lucertole di terra e di mare. Pesci, conchiglie, insetti. Gli uccelli non hanno ancora imparato ad aver paura dell’uomo. 18. A Tahiti ed in Nuova Zelanda. Gli atolli del Pacifico. I simpatici abitanti della bella Tahiti. Il paesaggio incantato di Tahiti. Piccola cena tahitiana. I Tahitiani e i liquori. La regina Pomarè. Verso la Nuova Zelanda. I bellicosi Neozelandesi. Enorme differenza tra Neozelandesi e Tahitiani. Lo sfregamento dei nasi. L’opera provvidenziale dei missionari di Waimate. Natale in Nuova Zelanda e funerali indigeni. 19. In Australia. A Sidney. Gli indigeni australiani. Tentativo di caccia al canguro. Breve puntata a Bathurst e ritorno. La società in Australia. Crudele deportazione degli indigeni in Tasmania. “Corrobery” al Capo Bald. 20. Nell’Oceano Indiano. Alle isole del Cocco. Coralli, madrepore, acque verdi. I lunghi viaggi dei semi. Vita dei Malesi di Keeling. Un cucchiaio che balla. Crudele asportazione del guscio alla tartaruga di mare. Lotta tra l’atollo e l’oceano. Avventuroso viaggio delle pietre verso le isole di corallo. Un granchio che vive di noci di cocco. I coralli irritanti. Pesci colorati, oloturie, conchiglie. 21. Dalle Maurizius all’lnghilterra. Il fascino dell’isola di Francia. L’isola di Sant’Elena. Flora e fauna di Sant’Elena. Le bombe di Ascensione. Gli indescrivibili panorami dei tropici. L’odiosa Pernambuco. Odioso trattamento degli schiavi in Brasile. Ritorno in Inghilterra e bilancio del viaggio

Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Giulio Einaudi Editore,Torino, 1989, pp. XXVI+491. Con cofanetto e sovraccoperta. Una cartina fuori testo, con 16 illustrazioni. A cura di Luca Lamberti. Introduzione di Franco Marenco. La copertina del cofanetto e il frontespizio della sovraccoperta riportano, riprodotta, la Beagle incorniciata da una sottile banda rossa. Riproposizione della traduzione di Mario Magistretti della seconda edizione (decimo migliaio) del 1860 The voyage of the Beagle, John Murray, London. Indice: Introduzione di Franco Marenco p. VII-XX; Bibliografia essenziale p. [XXI]-XXII; Avvertenza p. [XXIII]; Prefazione (dell’autore) p. XXV; Postscriptum (dell’autore), 1 febbraio 1860 p. [XXVII]; Indice delle illustrazioni p. 1; Cartina fuoritesto non numerata; Contenuto dell’Opera p. 3-472; Indice analitico p. [473]-484; Indice p. [487]-491. Note editoriali. Ristampa nel 1995

Darwin C. Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Introduzione di Pino Cacucci, traduzione di Antonio Santilli. Edizione integrale condotta sulla seconda edizione 1845, Roma, Grandi Tascabili Economici Newton, pp. 509, 2008. Contiene Antonio Santilli Al di là dell’orizzonte, p. 7-15. Paolo Costa, Il viaggio infinito di Charles Darwin, p. 7-26. Nota biobibliografica, p. 16-22. Indice. Prefazione di Charles Darwin. Santiago. Isole di Capo Verde. Rio de Janeiro. Maldonado. Dal Rìo Negro a Bahia Blanca. Bahia Blanca. Da Buenos-Ayres a Santa Fè. Banda Oriental e Patagonia. Santa Cruz, Patagonia e isole FaIkland. Terra del Fuoco. Stretto di Magellano. Clima delle coste meridionali. Cile centrale. Chiloée Isole Chonos. Chiloé e Concezione; grande terremoto. Passaggio delle Cordigliere. Chilì settentrionale e Perù. Arcipelago Galapagos. Tahiti e Nuova Zelanda. Australia. Isola Keeling. Formazioni coralline. Da Mauritius all’Inghilterra. Indice analitico

Darwin C. Viaggio di un naturalista intorno al mondo. A cura di Paolo Costa, Milano, Feltrinelli, pp. 561, 2009. Note editoriali: Traduzione di Maria Vegni Talluri, Feltrinelli, 1967.

Darwin C., Diario di bordo del viaggio del Beagle. 1831-1836, A cura e traduzione di Guido Chiesura, Robin Edizioni, pp. 687, 2017. Indice: Frontespizio. Note di introduzione. Prefazione di Nora Barlow all’edizione del 1933. [N. BARLOW]. DRAMATIS PERSONÆ. BIBLIOGRAFIA. Charles Darwin. Cronologia sintetica del viaggio di Darwin sul Beagle. Charles Darwin. 1831. Ottobre 1831. Novembre 1831. Dicembre 1831. Gennaio 1832. Febbraio 1832. Marzo 1832. Aprile 1832. Maggio 1832. Giugno 1832. Luglio 1832. Agosto 1832. Settembre 1832. Ottobre 1832. Novembre 1832. Dicembre 1832. Gennaio 1833. Febbraio 1833. Marzo 1833. Aprile 1833. Maggio 1833. Giugno 1833. Luglio 1833. Agosto 1833. Settembre 1833. Ottobre 1833. Novembre 1833. Dicembre 1833. Gennaio 1834. Febbraio 1834. Marzo 1834. Aprile 1834. Maggio 1834. Giugno 1834. Luglio 1834. Agosto 1834. Settembre 1834. Novembre 1834. Dicembre 1834.Gennaio 1835. Febbraio 1835. Marzo 1835. Aprile 1835. Maggio 1835. Giugno 1835. Luglio 1835. Agosto-Settembre 1835. Ottobre 1835. Novembre 1835. Dicembre 1835. Gennaio 1836. Febbraio 1836. Marzo 1836. Aprile 1836. Maggio 1836. Giugno 1836. Luglio 1836. Agosto 1836. Settembre 1836. Ottobre 1836. Novembre 1836. Il Diario e la Geologia di Charles Darwin: bibliografia essenziale recente. Indice delle immagini. Biografia di Guido Chiesura. Diritti

Vita di Erasmus Darwin

Darwin C., La vita di Erasmus Darwin. Traduzione, introduzione e note di Leonardo Ursillo, Milano, Mimesis Edizioni, pp. 240, 2018. Indice: IL TEMOPIO DELLE METAMORFOSI. ERASMUS DARWIN E IL DIBATTITO SUL TRASFORMISMO NEL XVIII SEC. Di Leonardo Ursillo. I. GLI AMORI DELLE PIANTE. 1.1. Gli interessi botanici e poetici di Erasmus Darwin. 1.2. Un maestro dal nord dell’Europa tra amori e classificazioni. 1.3. Una voce contro il sistema di classificazione di Linneo. 1.4 Rudimenti e modificazioni. 1.5. Una nota sulla storia della Terra. 1.6. L’impero della distruzione. Linneo e l’economia della natura. 1.7. Una prima risposta al problema della modificazione delle specie. II. LA ZOONOMIA. 2.1. Sviluppo e argomenti dell’opera. 2.2. Idee e sensibilità. 2.3. L’istinto e l’intelligenza animale. 2.4. L’uomo e gli animali. Un problema dalla prospettiva linguistica. 2.5. La Generazione. 2.6. Il trasformismo della Zoonomia. 2.7. La specie accidentale. Una considerazione sull’evoluzione umana. LA VITA DI ERASMUS DARWIN di Charles Darwin. PREFAZIONE. CAPITOLO I. CAPITOLO II. CAPITOLO III. CAPITOLO IV. CAPITOLO V. CAPITOLO VI. CAPITOLO VII. CAPITOLO VIII. CAPITOLO IX. BIBLIOGRAFIA

Vivisezione

Darwin C., Sulla vivisezione. I documenti di un dibattito, a cura di Alessio Cazzaniga e Fabio Esposito. Postfazione di Giacomo Scarpelli, Milano, Mimesis Edizioni, pp.197, 2014. Traduzioni di Alessio Cazzaniga (p. 41-101) e Fabio Esposito (p. 102-161). Indice: Introduzione: Charles Darwin e il dibattito sulla vivisezione di Fabio Esposito. Charles Darwin. Raccolta di scritti sulla vivisezione (1871-1881). Nota al testo e nota d’archivio. I. 1871-1875. Il movimento antivivisezionista. I vivisettori e l’anesezione darwiniana. II. 1875-1876. Il dibattito sulla vivisezione. Dalle piazze al Parlamento. III. 1876. Darwin testimone. La Royal Commission on Vivisection. IV. 1881. Il dibattito sui giornali inglesi e in Europa. V., 1881. Darwin, il caso Ferrier de la difesa della scienza. Appendice. Lettera alla signora C.P. Farrell di A.R. Wallace del 30 giugno 1913. Lettera di A.R. Wallace sul Daily News del 20 settembre 1905. Brano di A.R. Wallace tratto dal saggio “The World of Life”, cap. 19, 1910. Decreto “Cruelty to Animals del 1876. Postfazione: Darwin, Wallace e la natura della sofferenza di Giacomo Scarpelli. Appendice biobibliografica. Bibliografia. Indice analitico

Articoli/Saggi brevi

L’Abbozzo, il saggio del 1844 e la comunicazione del 1858

Darwin C., L’origine delle specie. Abbozzo del 1842. Comunicazione del 1858 (Darwin Wallace). Boringhieri, Torino, pp. 125, 1960. Traduzione di Brunetto Chiarelli della prima edizione del 1909 “The foundations of the origin of species, a sketch written in 1842”, Cambridge University Press, Cambridge e della prima edizione del 1858 “On the tendency of species to form varieties, and on the perpetuation of varieties and species by natural means of selection” by C. Darwin and A. Wallace, Journal or the Proceedings of the Linnean Society of London, vol. III, 9 p. 45-62. Indice: Introduzione p. 5 -10; Cronologia di Charles Darwin p. 9-10; Indice p. 11-12; Contenuto dell’opera p. 15-125. Indice completo. Abbozzo del 1842. Parte prima. 1. Sulle variazioni allo stato domestico e sui princípi di selezione,. 2. Sulla variazione allo stato di natura e sui mezzi naturali di selezione,. 3. Sulla variazione degli istinti e di altri attributi mentali,. Parte seconda. 4. 5. Sulle prove geologiche,. 6. Distribuzione geografica,. 7. Affinità e classificazione,. Unità [o somiglianza] di tipo nelle grandi classi,. Organi abortivi,. Ricapitolazione e conclusione,. Comunicazione del 1858. Lettera di C. Lyell e J. D. Hooker a J. J. Bennett, segretario della Società Linneana. Sulla variazione degli esseri organici allo stato naturale, di C. Darwin,. Estratto da una lettera di C. Darwin al professor A. Gray,. Sulla tendenza delle varietà ad allontanarsi indefinitamente dal tipo originario, di A. R. Wallace

Darwin C., Introduzione all’evoluzionismo. Introduzione di Giuseppe Montalenti. Newton Compton Editore, Roma, pp. 302, 1974. Traduzione di Mirella Di Castro della prima edizione del 1909 “The foundations of the origin of species, a sketch written in 1842”, Cambridge University Press, Cambridge e della prima edizione del 1858 “On the tendency of species to form varieties, and on the perpetuation of varieties and species by natural means of selection” by C. Darwin and A. Wallace, Journal or the Proceedings of the Linnean Society of London, vol. III, 9, p. 45-62. Indice: Introduzione di Giuseppe Montalenti, Roma, Istituto di Genetica dell’Università, gennaio 1974 p. [7]-17. Decadenza e rinascita del darwinismo. L’evoluzione del pensiero di Darwin. Nota biografica p. [18]-19. Nota bibliografica p. [20]-24. Introduzione all’abbozzo del 1842 e al saggio del 1844 di Francis Darwin p. [27]-43. Charles Darwin, L’origine delle specie, abbozzo del 1842 p. [45]-100. Charles Darwin, saggio del 1844 p. [101]-273. Charles Darwin e Alfred R. Wallace, Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione delle varietà e delle specie per mezzo della selezione naturale. Comunicazione letta il 1 luglio 1858 alla Società Linneana p. [276]-299. Indice p. [301]-302. Indice completo. Introduzione di Giuseppe Montalenti. Nota biografica. Nota bibliografica. INTRODUZIONE ALL’EVOLUZIONISMO. Introduzione all’abbozzo del 1842 e al saggio del 1844, di Francis Darwin (1909). L’origine delle specie. Abbozzo del 1842, di Charles Darwin. Parte prima. Parte seconda. Saggio del 1844, di Charles Darwin. Parte prima. 1. Sulle variazioni degli esseri organici allo stato domestico e sui principi di selezione. 2. Sulle variazioni degli esseri organici allo stato sel­vatico; sui mezzi naturali di selezione; e sulla comparazione delle razze domestiche delle varie specie. 3. Sulla variazione degli istituti e di altri attributi mentali allo stato domestico ed allo stato naturale; sulle dif­ficoltà che s’incontrano su questo argomento e su analoghe difficoltà rispetto alla struttura corporea. Parte seconda. Sulle prove a favore e contro l’ipotesi che le specie siano razze formatesi naturalmente e originate da ceppi comuni. 4. Sul numero di forme intermedie necessarie per soste­nere la teoria di una discendenza comune e sulla loro mancanza allo stato fossile. 5. Sulla comparsa e scomparsa graduale delle specie. 6. Sulla distribuzione geografica degli esseri organici nel passato e nell’epoca attuale. 7. Sulla natura delle affinità e sulla classificazione degli esseri organici. 8. Unità di tipo nelle grandi classi e strutture morfologiche. 9. Organi abortivi e rudimentali. 10. Ricapitolazione e conclusione. Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione delle varietà e delle specie per mezzo della selezione naturale, di Charles Darwin e Alfred Wallace (1858). Lettera di Charles Lyell e Joseph D. Hooker a J.J. Bennett, segretario della Società Linneana. 1. Sulla variazione degli esseri organici allo stato di na­tura, di Charles Darwin. 2. Estratto di una lettera di Charles Darwin al professor Asa Gray di Boston, U.S.A. 3. Sulla tendenza delle varietà a divergere indefinitamente dal tipo originale, di Alfred Russel Wallace. Note editoriali: L’abbozzo del 1842 e la comunicazione congiunta Darwin-Wallace del 1858 sono state ripubblicate dalla Newton Compton nel 1992 nella collana TEN (Tascabili Economici Newton), Centopaginemillelire n. 13, pp. 97. Ulteriori edizioni nel 1979, 1980 (Club del Libro, Fratelli Melita, pp. 302), 1982 (parziale), 1992, 1994, 2013

Darwin C. L’origine delle specie. Abbozzo del 1842, TEN (Tascabili Economici Newton), Newton Compton 100 pagine 1000 lire, traduzione di M. Di Castro, 1992. Indice: Nota biografica. Nata bibliografica. L’origine delle specie. Abbozzo del 1842, Parte prima. Parte seconda.

Darwin C., Wallace A.R., Comunicazione del 1858 di Sir Charles Lyell e J.D. Hooker letta il 1 luglio 1858. Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione delle varietà e delle specie per mezzo della selezione naturale. Comprende la lettera di Lyell e Hooker al segretario della Linnean Society. l’estratto di un capitolo di un’opera non pubblicata sulle Specie dal titolo Sulla variazione degli esseri organici in uno stato di natura, sui mezzi della selezione naturale, sul confronto fra razze domestiche e autentiche specie. Sintesi di una lettera di Darwin al Prof. Asa Gray. Sulla tendenza delle varietà a discostarsi indefinitamente dal tipo originale di Alfred Russel Wallace

Darwin C., Vecchie e inutili note sul senso morale e alcuni temi di metafisica, Micromega, vol. 5, p. 244-269, 2002. Traduzione di A.lessandra Attanasio dei Charles Darwin Notebooks, 1836-1844

Darwin C., Subordinazione del concetto di epigenesi al concetto di evoluzione delle specie (1859) in: Canguilhem, G., Lapassade G., Piquemal J., Ulmann J. (a cura di). Dallo sviluppo all’evoluzione nel XIX secolo, Mimesis, Cap. VI, 2006

Darwin C., L’origine delle specie. Abbozzo del 1842. Lettere 1844-1958. Comunicazione del 1858. A cura di T. Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, 2009. Indice: Introduzione di Telmo Pievani. L’origine delle specie. Abbozzo del 1842. Parte prima. 1. Sulle variazioni allo stato domestico e sui princípi di selezione. 2. Sulla variazione allo stato di natura e sui mezzi naturali di selezione. 3. Sulla variazione degli istinti e di altri attributi mentali. Parte seconda. 4. 5. Sulle prove geologiche. 6. Distribuzione geografica. 7. Affinità e classificazione. 8. Unità o somiglianza]di tipo nelle grandi classi,. Organi abortivi. Conclusioni. Lettere 1844-1858. Lettere di C.R. Darwin a J.D. Hooker, L. Jenyns, A.R. Wallace e C. Lyell. Darwin C., Wallace A.R.: Comunicazione del 1858 di Sir Charles Lyell e J.D. Hooker letta il 1 luglio 1858. Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione delle varietà e delle specie per mezzo della selezione naturale. Lettera di C. Lyell e J. D. Hooker a J. J. Bennett, segretario della Società Linneana. Sulla variazione degli esseri organici allo stato naturale di C. Darwin. Sintesi di una lettera di C. Darwin al professor A. Gray. Sulla tendenza delle varietà ad allontanarsi indefinitamente dal tipo originario, di A. R. Wallace

Darwin C., L’origine delle specie. Abbozzo del 1842. Comunicazione del 1858 (Darwin Wallace), Milano, Edizioni Medusa, pp. 137, 2017. Traduzione di Brunetto Chiarelli rivista e modificata da Marina Panti dell’opera Sketch of 1842. “On the tendency of species to form varieties, and on the perpetuation of varieties and species by natural means of selection” , 1858. Indice: Introduzione di Riccardo De Benedetti; Abbozzo del 1842. Parte prima. 1. Sulle variazioni allo e sui princípi di selezione,. 2. Sulla variazione allo stato di natura e sui mezzi naturali di selezione,. 3. Sulla variazione degli istinti e di altri attributi mentali,. Parte seconda. 4. 5. Sulle prove geologiche,. 6. Distribuzione geografica,. 7. Affinità e classificazione,. Unità [o somiglianza] di tipo nelle grandi classi,. Organi abortivi,. Ricapitolazione e conclusione. Conclusione. Comunicazione del 1858. Lettera di C. Lyell e J. D. Hooker a J. J. Bennett. Sulla variazione degli esseri organici allo stato naturale, di C. Darwin,. Estratto da una lettera di C. Darwin al professor A. Gray,. Sulla tendenza delle varietà ad allontanarsi indefinitamente dal tipo originario, di A. R. Wallace

Darwin C., Wallace A.R., Sull’origine delle specie. Comunicazione alla Linnean Society (1858), Bollati Boringhieri, pp. 80, 2025. Traduzione di Brunetto Chiarelli e Michele Luzzatto. Indice: Lettera di Charles Lyell e Joseph D. Hooker a J.J. Bennett, segretario della Società Linneana. Charles Darwin: Sulla variazione degli esseri viventi allo stato di natura. Sui mezzi naturali della selezione; sulla comparazione tra le razze domestiche e le vere specie. Estratto da una lettera di Charles Darwin al professor Asa Gray. Alfred Russel Wallace: Sulla tendenza delle varietà ad allontanarsi indefinitamente dal tipo originario. Michele Luzzatto ha tradotto il testo “Sulla variazione degli esseri viventi allo stato di natura”. Traduzione di Brunetto Chiarelli della prima edizione del 1858 “On the tendency of species to form varieties, and on the perpetuation of varieties and species by natural means of selection” by C. Darwin and A. Wallace, Journal or the Proceedings of the Linnean Society of London, vol. III, 9 p. 45-62. I testi provengono dalla pubblicazione: Darwin C., L’origine delle specie. Abbozzo del 1842. Comunicazione del 1858 (Darwin Wallace). Boringhieri, Torino, pp. 125, 1960

Lettere

Darwin C., Lettera 28 gennaio 1877, Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona, dati bibliografici non rintracciati. Note editoriali: Non sono riuscito a completare i dati bibliografici. La lettera di Charles Darwin è indirizzata a Pietro Siciliani. L’originale è conservato nell’archivio dell’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona

Darwin C., Lettera a proposito dei Dialoghi di Pietro Siciliani in: Tommasi S., Ercolani G.B., Evoluzione, scienza e naturalismo. Con altri scritti e lettere d’illustri italiani e stranieri a proposito dei Dialoghi di Pietro Siciliani, Morano, Napoli, p. 77-77, 1877

Darwin C., Lettera a Giulio Wiesner, Downe, 25 ottobre 1881 in: Macchiati L. I tegumenti seminali della Vicia Narbonensis L. non contengono i grani incapsulati del Dott. Buscalioni, Atti della Società dei Naturalisti di Modena, anno XXVII, serie III, vol. XII, p. 113-113, 1892

Darwin C., Due lettere di Darwin indirizzate ad Aveling (sui rapporti tra Darwin e Marx) sono state pubblicate nell’articolo ”Marx e Darwin, un romanzo poliziesco”, Monthly Review, edizione italiana, vol. 7, p. 17-22, 1980

Darwin C., Dohrn A., Lettere di Charles Darwin a Anton Dohrn e di Anton Dohrn a Charles Darwin in: Charles Darwin, 1809-1882, Anton Dohrn, 1840-1909, Correspondence. A cura di Christiane Groeben. Macchiaroli, p. 19-80, 1982. Note editoriali: edizione originale in inglese

Darwin C., Lettere da Charles Darwin ad Albert Gaudry, maggio 27, 1868. Novembre 17, 1868. Gennaio 21, 1869. 17 settembre (senza data). Febbraio 19, 1873. Dicembre 28, 1877 in: Schiavone M., L’origine delle specie e le sue edizioni, Il piccolo Hans, n. 57, p. 244-248, 1988

Darwin C., Amore e sentimenti affettuosi in: Fanta-Story, Tattilo Editrice, anno 1, n. 2, p. 38-39, ottobre 1989

Darwin C., Lettere 1825-1859, Prefazione di Stephen Jay Gould, Raffaello Cortina Editore, pp. 318, 1999. A cura di Frederick Burkhardt. Traduzione di Silvia Stefani dall’originale “Charles Darwin’s Letters. A Selection 1825-1859” Published by the Press Syndicate of the University of Cambridge. Cambridge University Press, 1996. Indice: IL VIAGGIO DEL BEAGLE p. [IV]; INDICE p. VII-VIII; PREFAZIONE UN DRAMMA EPISTOLARE (Stephen Jay Gould) p. IX-XXIV; INTRODUZIONE (F.B.) p. XXV-XXX; NOTA DEL CURATORE p. XXX-XXXI; Indice: Cambridge (lettere a William Darwin Fox, Erasmus Alvey Darwin, John Stevens Henslow, Susan Darwin), p. 3-9. La proposta (lettere a J.S. Henslow, R.W. Darwin, Susan Darwin), p. 16-22. Il viaggio. Sud America. Costa occidentale (lettere a J.S. Henslow, Caroline Darwin, Catherine Darwin, Susan Darwin), p. 46-66. Il viaggio. Sud America. Costa orientale (lettere a R.W. Darwin, Caroline Darwin, J.S. Henslow, Susan Darwin, Josiah Wedgwood), p. 67-74. 1837 (lettere a Caroline Darwin, W.D. Fox, Francis Beaufort, Charles Lyell, J.S. Henslow), p. 87-94. 1839-1843 (lettere a J.S. Henslow, Emma Darwin, W.D. Fox, Henry Thomas de la Beche, Catherine Darwin, George Robert Waterhouse, Syms Covington, Joseph Dalton Hooker), Leonard Horner, Leonard Jenyns, Henry Denny), p. 109-118. 1845-1846 (lettere a Emma Darwin, J.D. Hooker), p. 119-125. 1847 (lettere a J.D. Hooker, George Grey, John Edward Grey, Emma Darwin), p. 134-143. 1849 (lettere a W.D. Fox, Susan Darwin, Syms Covington, Charles Lyell, J.D. Hooker, James Dwight), p. 156-162. 1851 (lettere a Emma Darwin, William Erasmus Darwin), p. 163-167. 1852-1854 (lettere a W.E. Darwin, W.D. Fox, J.D. Dana, John Higgins, Thomas Henry Huxley, p. 168-184. 1855 (lettere a J.D. Hooker, W.D. Fox, Asa Gray, Gardners’ Chronicle, Thomas Campbell Eyton), p. 185-203. 1856 (lettere a J.E. Gray, W.B. Tegetmeier, W.E. Darwin, J.D. Hooker, T.C. Eyton, J.D. Dana), p. 204-223. 1857 (lettere a W.D. Fox, Charles Lyell, W.E. Darwin, J.D. Hooker, Philip Henry Gosse, Asa Gray, T.H. Huxley), p. 224-254. 1858 (lettere a J.D. Hooker, W.E. Darwin, Charles Lyell, Asa Gray, T.C. Eyton, Herbert Spencer, J.D. Hooker, Charles Lyell, John Murray, Leonard Jenyns, T.H. Huxley), p. 271-290. INDICE BIOGRAFICO p. 291-307; BIBLIOGRAFIA DELLE FONTI BIOGRAFICHE p. 309-310; NOTA BIBLIOGRAFICA p. 311-312; INDICE ANALITICO p. 313-318. Indice completo. Prefazione (Stephen Jay Gould). Introduzione (Frederick Burkhardt). Prologo. Edimburgo. Cambridge. La proposta. Il viaggio: Sud America-costa orientale. Il viaggio: Sud America-costa occidentale. In rotta verso casa. 1837. 1838. 1839-1[8]43. 1844. 1845-1846. 1847. 1848. 1849. 1850. 1851. 1852-1854. 1855. 1856. 1857. 1859. Indice biografico. Bibliografia delle fonti biografiche. Nota bibliografica. Indice analitico

Darwin C., Mr Darwin, Sir Wyville Thomson e la selezione naturale, Saggio introduttivo alla traduzione italiana di Sir Wyville Thomson and natural selection di Darwin, Pubblicazioni del Quaderno SWIF di Storia della Scienza, 2002. Note editoriali: La lettera è datata 5 novembre 1880 ed è registrata al n. 12800 del volume intitolato A Calendar of the Correspondence of Charles Darwin, 1821-1882, F. Burkhardt et al. (a cura di), p. 537

Darwin C., Lettera 11416. C.R. Darwin a James Grant, 11 marzo 1878 in: http://disf.org/speciali/anno-darwin-2009 -> http://disf.org/darwin-esistenza-dio-lettere. Traduzione di L. Zanna dal testo inglese presente in Darwin Correspondence Project, http://www.darwinproject.ac.uk, 2009

Darwin C., Lettera 12041. C.R. Darwin a John Fordyce, 7 maggio 1879 in: http://disf.org/speciali/anno-darwin-2009 -> http://disf.org/darwin-esistenza-dio-lettere. Traduzione di L. Zanna dal testo inglese presente in Darwin Correspondence Project, http://www.darwinproject.ac.uk, 2009

Darwin C., Lettera 2814. C.R. Darwin ad Asa Gray, 22 maggio 1860. Lettera 5307. C.R. Darwin a Mrs. M.E. Boole, 14 dicembre. Lettera 8837. C.R. Darwin a N.D. Doedes, 2 aprile 1873. Lettera 11416. C.R. Darwin a James Grant, 11 marzo 1878. Lettera 12041. C.R. Darwin a John Fordyce, 7 maggio 1879 in: http://disf.org/speciali/anno-darwin-2009 -> http://disf.org/darwin-esistenza-dio-lettere. Traduzione di L. Zanna dal testo inglese presente in Darwin Correspondence Project, http://www.darwinproject.ac.uk

Darwin C., Lettera 5307. C.R. Darwin a Mrs. M.E. Boole, 14 dicembre 1866 in: http://disf.org/speciali/annodarwin-2009 -> http://disf.org/darwin-esistenza-dio-lettere. Traduzione di L. Zanna dal testo inglese presente in Darwin Correspondence Project, http://www.darwinproject.ac.uk, 2009

Darwin C., Lettera 8837. C.R. Darwin a N.D. Doedes, 2 aprile 1873 in: http://disf.org/speciali/anno-darwin-2009 -> http://disf.org/darwin-esistenza-dio-lettere. Traduzione di L. Zanna dal testo inglese presente in Darwin Correspondence Project, http://www.darwinproject.ac.uk, 2009

Darwin C., Lettere 1844-1858 (Lettere di C.R. Darwin a J.D. Hooker, L. Jenyns, A.R. Wallace, C. Lyell) in: Darwin C. L’origine delle specie. A cura di T. Pievani, Einaudi, p. 68-88, 2009

Darwin C., Correre tutti i rischi. Introduzione di Borelli M., L’Orma editore, Roma, pp. 63, 2019. Indice: Per mare intorno al mondo. A John Stevens Henslow, 30 agosto 1831; A John Stevens Henslow, 5 settembre 1831; A Susan Darwin, 14 luglio – 7 agosto 1832; A Caroline Darwin, 30 marzo 1833; A Catherine Darwin, 6 aprile 1834; A John Stevens Henslow, 10-13 marzo 1835; A John Stevens Henslow, 18 aprile 1835; A John Stevens Henslow, 28-29 gennaio 1836; A John Stevens Henslow, 6 ottobre 1836; L’evoluzione della teoria. A Charles Lyell, 14 settembre 1838; A William Darwin Fox, 25 gennaio 1841; A George Robert Waterhouse, 31 luglio 1843; A John Dalton Hooker, 11 gennaio 1844; A Emma Darwin, 5 luglio 1844; A John Stevens Henslow, 1 aprile 1848; A William Darwin Fox, 24 ottobre 1852; A Charles Lyell, 3 maggio 1856; A John Dalton Hooker, 9 maggio 1856; A Charles Lyell, 10 novembre 1856; A John Stevens Henslow, 6 dicembre 1856; Ad Alfred Russel Wallace, 1 maggio 1857; A Charles Lyell, 18 giugno 1858; A Charles Lyell, 25 giugno 1858; A Charles Lyell, 26 giugno 1858; Ad Alfred Russel Wallace, 25 gennaio 1859; A Charles Lyell, 25 novembre 1859; L’uomo dell’origine. A Adam Sedgwick, 26 novembre 1859; Ad Alfred Russel Wallace, 18 maggio 1860; A John Murray, 5 dicembre 1860; A Charles Kingsley, 6 febbraio 1862; Ad Alfred Russel Wallace, 26 febbraio 1867; A Francis Darwin, 28 febbraio 1871; A Horace Darwin, 15 dicembre 1871; A Karl Marx, 1 ottobre 1873

Pangenesi

Darwin C., Pangenesis. Mr. Darwin’s reply to Professor Delpino, Scientific Opinion. A Weekly Record of Scientific Progress at Home & Abroad, n. 2, p. 426, 20 ottobre 1869

Darwin C., Sulla pangenesi. Risposta di Carlo Darwin a F. Delpino, Rivista Europea, vol. I, p. 119-122, 1869

Darwin C., Pangenesis, Nature, vol. 3, p. 502-503, 27 aprile 1871

Darwin C., Pangenesi, Quaderni SWIF di Storia della Scienza, 2002. Note editoriali: La lettera è datata 5 novembre 1880

Antologie

Darwin C., Pagine scelte, Traduzione di Gino Valori, Facchi Editore, Milano, pp. 248, 1920. Gli estratti provengono dalle seguenti opere. Indice: L’Autobiografia p. [5]-76; Dall’opera Origine delle specie (1859). Della selezione naturale, p. 76-84; Fatti generali e particolari a sostegno della selezione naturale, p. 85-99; L’immutabilità della specie, p. 99-103; Limiti della teoria di modificazione, p. 103-105; La teoria della modificazione e la storia naturale, p. 105-110; Conclusione, p. 110-135; Dall’opera La discendenza dell’uomo e la selezione sessuale (1871). Prova a sostegno che l’uomo discenda da una forma inferiore, p. 135-137; Conformazione del corpo dell’uomo, p. 137-141; Sviluppo embrionale, p. 141-143; Rudimenti, p. 143-161; La selezione sessuale. Principii della selezione sessuale; p. 161-173; Proporzione numerica dei sessi, p. 173-176; La poligamia, p. 176-182; Le modificazioni sono in genere più notevoli nel maschio che nella femmina, p. 182-191; Leggi dell’eredità, p. 191-194; Eredità in periodi corrispondenti della vita, p. 194-195; Eredità in stagioni dell’anno corrispondenti, p. 195-197; Rapporto tra l’epoca di sviluppo di un carattere e la sua trasmissione a un sesso o ai due sessi, p. 198-206; Riassunto e conclusione, p. 206-209; Genealogia dell’uomo, p. 210-248. Note editoriali: “Questa breve autobiografia di cui Carlo Darwin (1809-1882) narra succintamente la sua vita scientifica, è una pubblicazione postuma a cura del figlio, il quale tolse, con discutibile criterio, quanto di più personale il Darwin aveva scritto. Nonostante ciò essa è divertentissima, rappresentando una esatta sintesi dell’opera immortale del grande scienziato”.

Darwin C., Pagine di Charles Darwin in: AA.VV., Charles Darwin. Il Contemporaneo, anno II, n. 20, p. 42-54, dicembre 1959. Indice: Dal Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Dall’Autobiografia. Anticipazioni delle imminenti pubblicazioni delle opere citate

Fantini B. (a cura di), L’evoluzionismo, Roma. Editori Riuniti, 1976. Indice: Brani di Charles Darwin: L’animalità creatrice, p. 68-68; La genesi della teoria, p. 85-87; Il rigore scientifico, p. 96-114; L’origine dell’uomo, p. 115-121; La genesi della teoria, p. 81-85; Le prime conclusioni, p. 85-87; Le principali linee della teoria, p. 87-96; L’origine dell’uomo, p. 115-121

La Vergata A., L’evoluzione biologica. Da Linneo a Darwin, 1735-1871, Loescher, Torino, 1979. Contiene i seguenti brani: Darwin C.: I bisogni e le trasformazioni degli organismi, p. 195-199. Distruzioni di specie, p. 326-327. La prima formulazione completa della teoria, p. 328-329. L’immagine del grande, p. 329-333. La lotta per l’esistenza, p. 341-346. La selezione naturale, p. 347-354. Il principio di divergenza, p. 355-360. La selezione sessuale, p. 361-363. Brano da Alcune difficoltà della teoria, p. 374-371. Argomenti in favore della teoria, p. 372-381. Una grande rivoluzione nella storia naturale, p. 381-386. Contro il finalismo, p. 387-390. La costruzione crolla, p, 397-399. Origine dell’uomo da forme inferiori, p. 403-408. Le facoltà intellettuali e morali dell’uomo, p. 408-414. L’azione della selezione naturale nell’evoluzione dell’uomo, p. 422-427. La selezione sessuale e l’origine delle razze umane, p. 427-431. Lotta, selezione e progresso, p. 431-436

Darwin C., Il meglio di Darwin. Scelta e commento di Kenneth Korey. Edizione a cura di Robert Jastrow. Mondadori, Milano, pp. 368, 1987. Traduzione di Marco e Dida Paggi sulla edizione originale del 1984 “The Essential Darwin. Selections and Commentary” by Kenneth Korey. Indice: Sommario p. 5-6; Prefazione p. 7-11; Introduzione alla teoria di Darwin p. 12-20; Contenuto dell’opera p. 23-350; Bibliografia p. 351-355; Indice dei nomi e degli argomenti p. 357-368. Indice completo. Prefazione. Introduzione alla teoria di Darwin di Robert Jastrow. IL MEGLIO DI DARWIN. 1. Autobiografia. 31 maggio 1876. Ricordi sullo sviluppo delle mie idee e del mio carattere. Cambridge, 1828 1831. Il viaggio del Beagle: dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836. 2. Il viaggio del Beagle. Capitolo XVII. L’Arcipelago delle Galápagos. 3. Un lungo indugio. 4. L’origine delle specie. Introduzione. Capitolo I Variazione delle specie allo stato domestico. Capitolo II La variazione allo stato di natura. Capitolo III. La lotta per l’esistenza. Capitolo IV La selezione naturale. Capitolo V. Le leggi della variazione. Capitolo VI Le difficoltà della teoria. Capitolo VII L’istinto. Capitolo VIII. L’ibridismo. Capitolo IX Sull’incompletezza delle testimonianze ge­ologiche. Capitolo X Sulla successione geologica degli organismi viventi. Capitolo XI La distribuzione geografica. Capitolo XII. La distribuzione geografica (seguito). Capitolo XIII Affinità reciproche degli organismi viventi. Morfologia. Embriologia: organi rudimentali. Capitolo XIV. Ricapitolazione e conclusione. 5. La difesa della teoria. 6. L’origine dell’uomo. Capitolo II Sulle modalità di sviluppo dell’uomo a par­tire da una forma inferiore. 7. La fine di un’epoca. 8. La nascita del darwinismo moderno. Note. Bibliografia. Indice dei nomi e degli argomenti

Fantini B., Rufo F., Evoluzionismo. Una nuova concezione del mondo e della natura umana, Roma, Ediesse, pp. 321, 2009. Indice: Evoluzionismo. I termini del problema, p. 9-13. Illustrazione del problema. I. Dall’antichità al Medioevo. Empedocle. La nascita dei viventi dalla terra (da Frammenti, B57, 61 in: Casini P., La Natura, Isedi, 1974, p. 32), p. 16-17. Democrito. Una cosmogonia materialistica ( da Diodoro Siculo, riassunto della cosmologia democritea, B5, Diodoro I,7,1 in: Casini P., La Natura, Isedi, 1974, p. 54-55), p. 17-18. Platone. La forma della perfezione (da Timeo in: Platone, Opere Complete, Laterza, 1973, vol. VI, p. 377-378 e 380-381), p. 18-19. Aristotele. L’immobile e il movimento (da Fisica in Aristotele, Opere Complete, Laterza, 1973, vol. III, p. 216-217 e da Aristotele, Generazione e corruzione, Boringhieri, 1963, p. 102-105), p. 19-23. Epicuro. Lo spazio e il movimento (da Epicuro, Opere, Einaudi, 1968, p. 36-37 e 46-47), p. 23-24. Lucrezio. La poesia della materia ( da De rerum natura in Lucrezio, Ed. Accademia, 1974, p. 183-185 e 201, 271, 275), p. 27-28. Agostino. Dio origine del tempo e del moto (da Confessioni, XI, Zanichelli, 1968, cap. 10 e 13), p. 27-28. Tommaso d’Aquino. Dio, Causa Prima (da Summa Theologica, I, q.2, a.3, Mondadori, 1935), p. 28-29. II. La rivoluzione scientifica e la trasformazione dell’immagine del mondo. Da una concezione statica ad una concezione dinamica. Le ipotesi copernicane (da Copernico, Commentariulus in: Casini P., La Natura, Isedi, 1974, p. 73), p. 30-31. Galileo. Da sovversione di tutta la filosofia naturale (da Galileo, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, Einaudi, 1970, p. 47 e p. 73-74), p. 31-33. I principi della fisica cartesiana (da Descartes R., Principi della filosofia, II parte, art. 64 e 36-40 in: Cangullhem G., Introduzione alla storia delle scienze, Jaca Book, 1974, p. 496-498 e da Descartes R., Il mondo ovvero trattato della luce, Boringhieri, 1959, p. 70-71), p. 33-36. Fontenelle. Una pluralità di mondi e di animali (da Fontenelle, Entretiens sur la pluralità des mondes in Rossi P., La rivoluzione scientifica, Loescher, 1973, p. 230-234), p. 36-38. Ray. La natura statica (da Ray J., The Wisdon of God, 1701 in: Marietti, p. 246), p. 38-38. Hutton. N. vestigia di un principio n. indizi di una fine (da Hutton J., Theory of the Earth, Royal Society of Edinburgh, 1795 vol. XI, p. 547 e 239), p. 38-39. La storia geologica, (da Hooke R., Lectures and Discourses on Earthquakes and subterraneous Eruption in: Rossi P., La rivoluzione scientifica, Loescher, 1973, p. 371-375 e da Burner T., The Sacred History of the Earth, Centaur Pressm 1965, p. 47-49), p. 39-43. La filosofia meccanica (da Boyle R., The Philosophical Works, Londra, 1738, p. 187. Da Newton I., Opticks, Londra, 1730, p. 376. Da Kant I., Werke, Berlino, 1955, p. 44 e 47 e da Laplace, nota alla quinta edizione di Exposition du systeme du monde, Parigi, 1824), p. 43-47. III. I diretti precursori della teoria dell’evoluzione Buffon il tempo domina la natura La specie e la sua trasformazione. Buffon. Il tempo dimina la natura (da Buffon, Epoche della Natura, Boringhieri, 1960, p. 15-17), p. 48-49. La specie e la sua trasformazione (da Maupertius, Oeuvres, Lione, 1768, vol. II, p. 119-124. Da Kant I., Gesammelte Schriften, Berlino, 1912, vol. VIII, p. 102. Da Peale R., An Historical Disquisition on the Mammoth, Londra, Lawrence, 1802, p. 90-91), p. 49-52. Cuvier. La discontinuità delle forme viventi, (da Cuvier G., Lecons d’anatomie comparée in: Cangullhem G., Introduzione alla storia delle scienze, Jaca Book, 1974, p. 150-151), p. 52-54. Erasms Darwin. L’animalità creatrice (da Darwin E., Zoonomia, Londra, Johnson, 1801, vol. I, p. 397), p. 54-55. La filosofia zoologica di Lamarck. Le specie non sono costanti (da Lamarck J.-B., Philosophie zoologique in: L’evoluzionismo, Loescher, 1972, p. 90-99, p. 101-106 e p. 108-110), p. 55-63. Lyell. La selezione mediante lotta (da Lyell C., Principles of Geology, Londra, Murray, 1830, p. 20-21 e p. 175), p. 63-65. IV. La rivoluzione darwiniana. La genesi della teoria (da Darwin C., Abbozzo del 1842 in: Darwin C., Introduzione all’evoluzionismo, Newton Compton, traduzione di M. Di Castro, 1974, p. 97-99), p. 65-70. Le principali linee della teoria (da Darwin C., Saggio del 1844 in: Darwin C., Introduzione all’evoluzionismo, Newton Compton, 1974, p. 103-105, p. 126-129, p. 136, p. 216-219, p. 233-234 e p. 271-273), p. 70-77. Il rigore scientifico (da Darwin C., L’origine delle specie, Boringhieri, 1967, p. 526-530, p. 533-535, p. 537-544, p. 546, p. 549-550 e p. 553-554), p. 77-92. L’origine dell’uomo (da Darwin C., L’origine dell’uomo, Editori Riuniti, 1966, p. 227-228, p. 230-232, p. 234-236 e p. 238-243), p. 92-99. V. La valutazione dell’importanza culturale della teoria darwiniana. Huxley. La validità dell’ipotesi darwiniana (da Huxley T., Il posto dell’uomo nella natura e altri scritti, Feltrinelli, 1961, p. 109-114), p. 100-103. Un clamore giustificato (da Montalenti G., L’evoluzione, Einaudi, 1965, p. 4-9), p. 103-107. I perchè di un trionfo (da Luria S.E., La vita un esperimento non finito, Zanichelli, 1974, p. 19-20), p. 107-108. La dottrina dell’evoluzione ed il suo valore per la filosofia (da Padoa E., Storia della vita sulla terra, Feltrinelli, 1974, p. 369-371), p. 108-110. Il progresso alla luce dell’evoluzione (da Bury J., Storia dell’idea di progresso, Feltrinelli, 1964, p. 231-236 e p. 238), p. 110-114. L’evoluzionismo positivistico di Spencer (da Medawar P.B., L’immaginazione scientifica, De Donato, 1968, p. 42 e p. 44-47), p. 114-116. Il marxismo e la teoria dell’evoluzione (da Engels F., Dialettica della natura in: Marx-Engels, Oper complete, Editori Riuniti, 1973, vol. XXV, p. 324-328), p. 116-120. Il giudizio sull’opera di Darwin (da Lettera di Engels a Marx, 14 giugno 1858 in: Marx-Engels, Opere complete, Editori Riuniti, vol. XL, 1973, p. 352. Da lettera di Engels a Marx, 11 o 12 dicembre 1859 in: Marx-Engels, Opere complete, Editori Riuniti, vol. XL, 1973, p. 551. Da lettera di Marx ad Engels, 19 dicembre 1860 in: Marx-Engels, Opere complete, Editori Riuniti, vol. XLI, 1973, p. 145. Lettera di Marx a Lassalle, 16 gennaio 1861 in: Marx-Engels, Opere complete, Editori Riuniti, vol. XLI, 1973, p. 630 e lettera di Marx a Engels, 18 giugno 1862 in: Marx-Engels, Opere complete, Editori Riuniti, vol. XL, 1973, p. 279), p. 120-121. La riflessione sui principi darwiniani (da Engels F., Dialettica della natura in: Marx-Engels, Oper complete, Editori Riuniti, 1973, vol. XXV, p. 504-505. Da Marx K., Il capitale, Editori Riuniti, 1974, libro I, p. 384-385 e p. 414-415 nota), p. 121-125. VI. L’introduzione del parametro tempo nella fisica. Termodinamica e biologia. Teoria dell’evoluzione e meccanica statistica (da Jacob F., La logica del vivente, Einaudi, 1971, p. 235-237), p. 125-128. L’irreversibilità dell’evoluzione e il secondo principio della termodinamica (da Monod J., Il caso e la necessità, EST Mondadori, 1970, p. 102-103), p. 128-129. Evoluzione, probabilità, informazione (da Medawar P.B., L’immaginazione scientifica, , De Donato, 1968, p. 42 e p. 53-62), p. 129-135. La termodinamica della vita (da Prigogine I., La thermodinamique da la vie, La recherche, 1972, vol. 3, n. 24, p. 547-562), p. 136-142. VII. Il rinascere dell’interesse cosmologico. La teoria della deriva dei continenti (da Wegener A., La formazione dei continenti e degli oceani, Boringhieri, 1964, p. 35-36 e p. 51-55), p. 144-147. Una cosmologia evoluzionistica (da Merleau-Ponty M., Guardiamo l’universo, Feltrinelli, 1973, p. 308-312), p. 147-153. Teorie cosmologiche rivali (da Bondi H., Sguardi sull’universo, Zanichelli, 1964, p. 197-201), p. 153-157. La storia dell’universo (da Sciama D.W., L’unità dell’universo, Einaudi, 1965, p. 139-147), p. 157-165. Una disputa sugli umanoidi (da Rossi P., Rassegna di una disputa sugli umanoidi in: Aspetti della rivoluzione scientifica, Morano, 1971, p. 371-385), p. 165-177. VII. La moderna teoria dell’evoluzione. Genetica ed evoluzione. Genetica mendeliana e risorgenza del darwinismo (da Huxley J., L’evoluzione sintesi moderna, Ubaldini, 1966, p. 18), p. 178-179. Il valore attuale della teoria darwiniana (da Montalenti G., introduzione in: Darwin C., L’origine delle specie, Boringhieri, 1967, p. 51-58), p. 179-187. Geni ed evoluzione (da Luria S.E., La vita un esperimento non finito, Zanichelli, 1974, p. 26-31), p. 187-189. Il caso e la necessità (da Monod J., Il caso e la necessità, EST Mondadori, 1970, p. 98-102), p. 189-193. La copia e l’errore (da Jacob F., La logica del vivente, Einaudi, 1971, p. 337-338 e p. 346), p. 193-194. I meccanismi dell’evoluzione (da Jacob F., La logica del vivente, Einaudi, 1971, p. 350-351 e p. 358-361), p. 194-198. La teoria sintetica dell’evoluzione (da Simpson G.G., L’evoluzione, Sansoni, 1972, p. 174-176 e p. 190-195), p. 198-204. Una proteina dal lontano passato (da Chedd G., Una proteina dal lontano passato, in Origine ed evoluzione del codice genetico, Boringhieri, 1971, p. 76-81), p. 204-207. Il riduzionismo genetico (da Dawkins R., Il gene egoista, Mondadori, 1992, p. 272-277), p. 207-213. Le origini della vita (da Lazcano A. La comparsa della vita nell’universo, Micromega, 2009, p. 112-122), p. 213-223. L’evoluzione della vita sulla Terra (da Gould S.J., L’evoluzione della vita sulla Terra, Le Scienze, n. 316, 1994), p. 223-239. IX. Evoluzione biologica ed evoluzione culturale. Un nuovo salto evolutivo (da Luria S.E., La vita un esperimento non finito, Zanichelli, 1974, p. 197-203 e p. 211-213), p. 242-246. L’evoluzione in cammino (da Dobzhansky T., L’evoluzione della specie umana, Einaudi, 1965, p. 325-326), p. 246-248. Il linguaggio e l’evoluzione dell’uomo (da Monod J., Il caso e la necessità, EST Mondadori, 1970, p. 106-109 e p. 111-112), p. 248-251. Evoluzione e cultura (da Dobzhansky T., Diversità genetica e uguaglianza umana, Einaudi, 1975, p. 106-117), p. 251-257. Il meccano (da Jacob F., Il topo la mosca e l’uomo, Boringhieri, 1998), p. 257-265. Il genoma (da Duboule D., Darwin nell’età della genomica, Micromega, n. 2, 2007, p. 102-108), p. 265-272. Le neuroscienze (da Damasio A.R., E dal corpo nacque l’anima. Le emozioni nell’evoluzione, Micromega, n. 2, 2007, p. 63-71), p. 272-282. Trasmissione ed evoluzione culturali (da Cavalli Sforza L.L., Geni popoli e lingue, Adelphi, p. 249-257), p. 282-288. Etica ed evoluzione (da Rachels J., Creati dagli animali, Ed. di Comunità, 1996, p. 95-96, p. 104-105 e p. 110-111), p. 288-292. La medicina evoluzionistica (da Nesse R.M., Problemi evoluzionistici e disturbi psichici in: Donghi P. (a cura di), La medicina di Darwin, Laterza, 1998, p. 54-59), p. 292-296. L’evoluzionismo in Italia (da Montalenti G., Il dibattito sull’evoluzionismo in Italia nel secolo XIX e nel secolo XX in: La scienza tra filosofia e storia in Italia nel Novecento, Roma, 1985, p. 155-173), p. 296-312. Contro la scienza. Il creazionismo (da Tattersall I., Il cratore non ha superato l’esame, Micromega, n. 2, 2007, p. 34-41), p. 312-321

Ferrara E., A lezione da Darwin. Per capire chi siamo, Edizioni dell’Asino, Roma, 2009. Contiene: Brani tratti da L’origine dell’uomo (Barion, 1926, p. 14, p. 92, p. 95, p. 72, 68-69, p. 314, p. 3, p. 280-284, p. 315, p. 13, p. 113), p. 12-14, p. 145-145, p. 146-147, p. 155-156, 166-167, p. 167-168, p. 174-176, p. 181-181, p. 206-207, p. 207-208, p. 216-217. Brani tratti da Diario di un naturalista giramondo (Gamma, Milano, 1945, p. 19, p. 14, p. 20, p. 216, p. 15, p. 272), p. 34-35, p. 53-54, p. 54-55, p. 69-71, p. 71-72, p. 73-75. Brani tratti da Autobiografia (Vita e lettere, 1887, p. 2, p. 7, p. 34), p. 38-39, p. 42-45, 95-96. Brani tratti da Autobiografia (Einaudi, Torino, 1962, p. 205-206, p. 208-211, p. 78, p. 67), p. 49-49, p. 81-82, p. 85-86, p. 204-204. Lettera di Charles Darwin a Caroline Darwin ( Edinburgo, 16 gennaio 1826), p. 40-41. Lettera di John Stevens Henslow a Charles Darwin (Cambridge, 24 agosto 1831), p. 47-49. Lettera di Josiah Wedgwood al dottor Robert Darwin (Maer, 31 agosto 1831), p. 50-51. Lettera di Robert Darwin a Josiah Wedgwood (Shrewsbury, 1 settembre 1831), p. 52-52. Lettera di Charles Darwin a John Stevens Henslow (Montevideo, 15 agosto 1832), p. 59-63. Traduzione di E. Ferrara. Lettera di Charles Darwin a John Stevens Henslow (Lima, 12 luglio 1835), p. 64-66. Traduzione di E. Ferrara. Lettera di Charles Darwin a Josiah Wedgwood (Shrewsbury, 5 ottobre 1836), p. 76-77. Traduzione di E. Ferrara. Lettera di Charles Darwin a Charles Lyell (Shrewsbury, lunedi 12 novembre 1838), p. 82-83. Lettera di Charles Darwin a Emma Wedgwood (domenica notte, Athenaeum, 20 gennaio 1839), p. 84-85. Atti della Linnean Society, vol. 3, p. 45-62, 1858. Contengono: Lyell C., Hooker J.D., Bennett J.J., Comunicazione alla Linnean Society del manoscritto di Darwin e Wallace, Londra 30 giugno 1858. Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione di varietà e specie attraverso metodi naturali di selezione. I. Estratto da un lavoro inedito del signor C. Darwin costituito dalla sezione di un capitolo intitolato: Sulla variazione in natura degli esseri viventi. sui mezzi naturali della selezione. sul confronto delle razze domestiche e delle specie reali. II. Estratto da una lettera di Lord C. Darwin al Prof. Asa Gray (Boston, U.S.) datata Down, 5 settembre 1857. III. Sulla tendenza delle varietà a differenziarsi indefinitamente dal tipo originale di Alfred Russel Wallace, p. 97-100, I. p. 100-107, II. p. 107-112, III. p. 112 128. Brani tratti da L’origine delle specie (Ia edizione 1859, p. 38, p. 484, p. 253-254, p. 158-159, p. 395, p. 179, p. 336), p. 132-133, p. 138-138, p. 144-144, p. 153-154, p. 162-162, p. 186-186, p. 186-186. Traduzione di E. Ferrara. Dwight Dana J., Brano tratto da Science and the Bible (1856), p. 134-134. de Saint-Pierre B., Brani tratti da Harmonies de la nature (1814, p. 104) e Etudes de la nature (1784), p. 134-135, p. 135-135. Voltaire (Francois-Marie Arouet), Brano tratto da Candido o l’ottimismo (Einaudi, Torino, 2006. p. 4), p. 136-136. Wilberforce S., Brano tratto da Review of On the Origin of species (Quarterly Review, p. 225-264, 1860), p. 140-141. Traduzione di E. Ferrara. Greene J.C., Brano tratto da La morte di Adamo, (Feltrinelli, Milano, 1971, p. 7), p. 142-142. Lamarck J.B., Brani tratti da Systeme analytique (1820, p. 389, p. 154-156, p. 158-161), p. 147-148, p. 149-149, p. 151-151. Lamarck J.B., Brani tratti da Philosophie Zoologique (1809, p. 60-61), p. 150-150. Ankenberg J., Weldon J., Brano tratto da Marx e Darwin in Darwins’ Leap of Faith (1998, p. 2), p. 164-164, 2009. Traduzione di E. Ferrara. Intervista a Trofim D. Lysenko. Brano tratto da L’Unità, 28 novembre 1948, p. 164-165. Koster J., Brano tratto da The Atheist Syndrome (1989, p. 142), p. 165-165. Traduzione di E. Ferrara. Hunter G.W., Brano tratto da A civic biology (New York, 1914, p. 263), p. 171-171. Traduzione di E. Ferrara. Lettere di Charles Darwin ad Asa Gray (Down 22 maggio 1860, Down 17 settembre 1861 e 11 dicembre 1861, p. 196-197, p. 198-199, p. 199-199. Lettera di Nicolaas D. Doedes a Charles Darwin (Utrecht, 27 marzo 1873) e di Charles Darwin a Nicolaas D. Doedes (Down, 2 aprile 1873), p. 209-210, p. 210-210. Huxley T., Brano tratto da La maggiore età de L’origine delle specie (Nature, XXII, 1880, p. 1), p. 220-220. Traduzione di E. Ferrara. Intervento di Giovanni Paolo II sull’evoluzione, Brano tratto da Pontificia Accademia delle Scienze, 22 ottobre 1996, p. 201-202. Pio XII, Brano tratto da Humani Generis, 22 agosto 1950, p. 201-201

Di Russo A., Charles Darwin. Un uomo che ha cambiato idea, eBook presso il sito web http://www.museoenergia.it/libri.php?idnews=621, 2013. Dal sito dell’editore riporto: Questo ebook descrive le fasi di realizzazione di una breve multivisione dedicata a Charles Darwin che è attualmente ospitata al Museo di Scienze Naturali di Torino. Contiene una prefazione di Riccardo Pozzo ed una introduzione di Gilberto Corbellini.

Corsi P., (a cura di), Charles Darwin. Antologia di testi, Roma, Carocci, pp. 339, febbraio 2019. Traduzione dei brani a cura di Pietro Corsi effettuata sulle opere contenute nel sito web The Complete Works of Charles Darwin Online, https://darwin-online.org.uk/ coordinato da John van Wyhe. Indice: Introduzione. Una famiglia che conta. I miti di un viaggio. La scelta dell’evoluzione. Intermezzo biografico e orizzonti teorici. Nero su bianco, 1842-44. Verso l’Origine delle specie. L’Origine delle specie. Reazioni e controversie. Dopo l’Origine: eredità, uomini e piante. Darwin botanico. Piante rampicanti, piante insettivore: piante intelligenti?. I lombrichi, l’ultima fatica. Onori e difficoltà. 1. La missione scientifica della Beagle. 2. Primi risultati. 3. La soluzione del “mistero dei misteri”. 4. Saggio del 1844: le variazioni in natura. 5. La prima grande teoria: le isole coralline e la dinamica terrestre. 6. Crateri di sollevamento: Darwin mediatore tra Charles Lyell ed Élie de Beaumont. 7. Il viaggio: animali e piante. 8. I Fuegini. 9. Specie estinte e specie viventi. 10. I Cirripedi, laboratorio della separazione dei sessi. 11. L’Origine delle specie. Capitoli 1 e 2: variazioni allo stato domestico e in natura/Capitolo 3: la lotta per la sopravvivenza/Capitolo 4: la selezione naturale/Capitolo 4: visione d’insieme della selezione naturale e la selezione sessuale/Capitolo 4: la divergenza dei caratteri e l’albero della vita/Capitolo 5: le leggi della variazione/Capitolo 6: difficoltà della teoria/Capitolo 7: l’istinto/Capitolo 8: la sterilità degli ibridi/Capitoli 9 e 10: geologia e successione delle specie nelle età della Terra/Capitoli 11 e 12: la distribuzione geografica/Capitolo 13: affinità reciproche degli organismi viventi, morfologia, organi rudimentali/Capitolo 14: ricapitolazione e conclusione. 12. Piante e animali: fiori e insetti. 13. L’ereditabilità dei caratteri acquisiti e la teoria della pangenesi. 14. Critiche italiane alla pangenesi: Federico Delpino. 15. L’Origine dell’uomo. Volume I. Le razze umane. Volume II. La selezione sessuale. 16. L’evoluzione delle emozioni. 17. Le piante rampicanti. 18. Gli svantaggi dell’autofertilizzazione e delle unioni tra consanguinei. 19. I movimenti delle piante. 20. I portentosi vermi di terra. 21. Darwin visto da Darwin. Bibliografia. Indice dei nomi

Darwin C., Chi siamo. Da dove veniamo. Traduzione e adattamenti di Enzo Ferrara, e/o, collana Piccola Biblioteca Morale, Roma, pp. 96, 2022. Indice: Introduzione di Enzo Ferrara. L’albero della vita. Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Capitolo I. Santiago – Isole del Capo Verde. Adattato da C.D.: Diario di un naturalista giramondo, tradotto da M. Lessona, Gamma, Milano, 1945. Lettera a Catherine Darwin, 5 luglio 1832. Traduzione di Enzo Ferrara. Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Capitolo XV. Passaggio delle Cordigliere. Adattato da C.D.: Diario di un naturalista giramondo, tradotto da M. Lessona, Gamma, Milano, 1945. Lettera a Catherine Darwin, 14 febbraio 1836. Hobart Town, Van Diemen’s Land (Tasmania). Traduzione di Enzo Ferrara. Darwin C., Viaggio di un naturalista intorno al mondo, Capitolo XXI. Dall’Isola Maurizio all’Inghilterra. Adattato da C.D.: Diario di un naturalista giramondo, tradotto da M. Lessona, Gamma, Milano, 1945. Darwin C., L’origine delle specie. Introduzione. Traduzione di Enzo Ferrara. Darwin C., L’origine delle specie, Capitolo III, IV. Estinzione causata dalla selezione naturale. Brani adattati da C.D.: Sull’origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, Barion della Casa per edizioni popolari, Sesto San Giovanni, (Mi), 1933. Lettera a Henry Fawcett, 16 luglio 1861. Bodenham Salisbury. Traduzione di Enzo Ferrara. Lettera a Henry Fawcett, 18 settembre 1861. Downe, Bromley, Kent. S.E. Traduzione di Enzo Ferrara. Darwin C.: L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto con il sesso. Introduzione. Adattato da C.D.: L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso, Barion della Casa per edizioni popolari, Sesto San Giovanni, (Mi), 1926. Le piante insettivore (1875), Capitolo I. Drosera rotundifolia o comune. Adattato da C.D.: Le piante insettivore, Unione Tipografico-Editore, Torino, 1878. Lettera da Frederick Mc Dermott, 23 novembre 1880. Common Room, Middle Temple, Eastern Central London e Lettera a Frederick Mc Dermott, 24 novembre 1880, Downe, Beckenham, Kent. Traduzione di Enzo Ferrara. Autobiografia (1887). Da C.D.: Autobiografia (1809-1882), Einaudi, Torino, p. 72-74, 2006

Collettanea di opere di Darwin

Darwin C., L’evoluzione. L’origine della specie, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, I fondamenti dell’origine delle specie, Autobiografia, Newton Compton, Roma, 1994. Indice: Introduzione di Giuseppe Montalenti, p. 7-13. Nota biobibliografica, p. 13-20. I fondamenti dell’origine delle specie a cura di Francis Darwin. Introduzione all’Abbozzo del 1842 e al Saggio del 1844 di Francis Darwin, p. 21-30. Abbozzo del 1842, Parte prima, Parte seconda, p. 31-62. Saggio del 1844, Parte prima, Parte seconda. Sulle prove a favore e contro l’ipotesi che le specie siano razze formatesi naturalmente e originate da ceppi comuni, p. 63-161. Appendice. Sulla tendenza delle specie a formare varietà e sulla perpetuazione delle varietà e delle specie per mezzo della selezione naturale. Comunicazione di Charles Darwin e Alfred R. Wallace letta il primo luglio 1858 alla Società Linneana, p. 162-176. L’origine delle specie per selezione naturale. Introduzione di Pietro Omodeo, p. 177-190. Disegno storico sull’evoluzione del concetto di origine delle specie (fino alla pubblicazione del presente lavoro), Introduzione, La variazione allo stato domestico, Varianti della sesta ed. al cap. 1, La variazione in natura, Varianti della sesta ed. al cap. 2, La lotta per l’esistenza, Varianti della sesta edizione al cap. 3, La selezione naturale, Varianti della sesta ed. al cap. 4, Le leggi della variazione, Varianti della sesta ed. al cap. 5, Difficoltà della teoria, Varianti della sesta ed. al cap. 6, Istinto, Varianti della sesta ed. al cap. 7, Ibridismo, Varianti della sesta ed. al cap. 8, Imperfezione della documentazione geologica, Varianti della sesta ed. al cap. 9, Successione geologica degli organismi viventi, Varianti della sesta ed. al cap. 10, Distribuzione geografica, Varianti della sesta ed. al cap. 11, Distribuzione geografica (continuazione), Varianti della sesta ed. al cap. 12, Affinità reciproche fra gli esseri viventi. Morfologia, embriologia, organi rudimentali, Varianti della sesta ed. al cap.13, Ricapitolazione e conclusione, Varianti della sesta ed. al cap.14, Glossario dei principali termini scientifici usati nel volume, p. 191-524. L’origine dell’uomo e la selezione sessuale. Introduzione di Giuseppe Montalenti, Introduzione dell’Autore, Parte prima. La discendenza od origine dell’uomo, Note sulla rassomiglianza e sulla differenza nella struttura e nello sviluppo del cervello negli uomini e nelle scimmie (del prof. Huxley, membro della Royal Society), Parte seconda. La selezione sessuale, Parte terza. Selezione sessuale in relazione all’uomo e conclusione, p. 525-978. Autobiografia di Charles Darwin a cura di Francis Darwin. Prefazione di Luca Pavolini, Autobiografia di Charles Darwin, Cambridge, 1828-1831, Viaggio sul Beagle dal 27 dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, Dal ritorno in Inghilterra (2 ottobre 1836) al matrimonio (29 gennaio 1839), Dal matrimonio (29 gennaio 1839) e dalla residenza in Upper Gower Street al trasferimento da Londra a Down (14 settembre 1842), Soggiorno a Down dal 14 settembre 1842 ad oggi, 1876, Le mie molte pubblicazioni, p. 979-1007