Segnali visivi nella notte

4000

Si è sempre pensato che le specie crepuscolari e notturne comunicassero mediante meccanismi quasi esclusivamente basati su segnali di carattere acustico. Per questo motivo, i biologi spesso hanno tralasciato di indagare altre modalità di comunicazione in contesti intraspecifici, come ad esempio quella basata su segnali visivi. Ora un nuovo studio condotto sul gufo reale (Bubo bubo), la specie di rapace […]

Si è sempre pensato che le specie crepuscolari e notturne comunicassero mediante meccanismi quasi esclusivamente basati su segnali di carattere acustico. Per questo motivo, i biologi spesso hanno tralasciato di indagare altre modalità di comunicazione in contesti intraspecifici, come ad esempio quella basata su segnali visivi. Ora un nuovo studio condotto sul gufo reale (Bubo bubo), la specie di rapace notturno (Famiglia Strigidae) più grande del mondo, ha sottolineato come anche questo genere di segnali siano fondamentali nella comunicazione tra individui della stessa specie, sia per quanto riguarda il controllo del territorio sia nel contesto riproduttivo. Vincenzo Penteriani e Maria del Mar Delgado del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) di Siviglia hanno infatti mostrato come questa specie utilizzi vari segnali visivi in differenti momenti dell’anno, corrispondenti alle diverse fasi del ciclo vitale, per comunicare ad altri indivui conspecifici la propria presenza in un territorio e il propiro status riproduttivo. In particolare, le coppie di gufo reale che occupano e difendono un’area in cui nidificano e foraggiano sono solite depositare numerosi residui fecali e resti di prede (ad esempio penne o peli) in luoghi ben visibili (su rocce sporgenti dalla tonalità scura, in modo tale da mostrare più nitidamente il colore bianco delle feci), formando così una sorta di circonferenza il cui centro è rappresentato dal nido. Questo comportamento non viene invece messo in atto da individui solitari, non in grado di difendere un territorio. Sembra dunque che feci e resti animali possano costituire un ben preciso segnale della propria presenza in un dato territorio, anche sottolineando che la densità di questi segnali aumenta considerevolmente dalla periferia verso il centro e che la coppia provvede periodicamente a rinnovare la marcatura del proprio home range nei medesimi luoghi. Anche la distribuzione temporale della deposizione di feci e resti di prede è in accordo con l’ipotesi che questi rappresentino un chiaro segnale verso altri gufi reali: la loro deposizione nel territorio aumenta considerevolmente nel periodo tra ottobre e dicembre, durante la formazione della coppia e l’accoppiamento, raggiungendo il picco massimo nella fase di incubazione delle uova e di allevamento della prole. Successivamente, quando i pulcini sono ormai prossimi all’involo, si assiste ad un netto decremento di questo tipo di segnali visivi. Per la prima volta viene dunque dimostrato l’utilizzo di questa forma di comunicazione in una specie prevalentemente notturna, che si pensava comunicasse la propria presenza solamente mediante l’emissione di canti e vocalizzazioni durante le ore crepuscolari. Questo comportamento, concludono i ricercatori dalle pagine della rivista open access PLoS One, sebbene fino ad ora poco considerato dagli etologi, potrebbe costituire uno degli aspetti fondamentali della biologia di molte altre specie di uccelli notturni. Andrea Romano
Riferimenti:
Penteriani et al. Owls May Use Faeces and Prey Feathers to Signal Current Reproduction. PLoS One, 2008; 3 (8): e3014 DOI: 10.1371/journal.pone.0003014 Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons