Scoperta una nuova popolazione della rarissima salamandra di Aurora in Trentino

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Una segnalazione di un cittadino ha portato alla scoperta di una nuova popolazione di Salamandra atra aurorae in Val di Sella. Lo studio amplia l’area nota di distribuzione di uno degli anfibi più rari e minacciati d’Italia

Una nuova popolazione della salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae), una sottospecie endemica delle Prealpi sud-orientali, è stata individuata in Trentino. La scoperta è descritta in uno studio guidato da ricercatori del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, in collaborazione con il CNR e diverse università italiane e straniere, pubblicato sulla rivista Acta Herpetologica.

Il ritrovamento riguarda la Val di Sella, dove la specie non era mai stata segnalata prima. Fino a oggi si riteneva infatti che la salamandra di Aurora fosse confinata a una piccola area tra l’Altopiano di Vezzena (Trentino) e l’Altopiano dei Sette Comuni (Veneto), con una distribuzione complessiva di circa 31 km², una delle più ristrette tra gli anfibi europei.

Una scoperta partita da una fotografia

La nuova popolazione è stata individuata grazie alla segnalazione di un cittadino che aveva fotografato l’animale. L’immagine, notata da un custode forestale e condivisa con i ricercatori, ha dato il via a una serie di verifiche sul campo. Come ha spiegato Emma Centomo, ricercatrice del MUSE e autrice autrice co-primaria dello studio, in un comunicato stampa del museo:

«Si tratta di una delle notizie più rilevanti nel campo dell’erpetologia degli ultimi anni a livello provinciale, e di una scoperta di grande rilievo per l’ecologia e la conservazione di questo rarissimo anfibio».

Le indagini effettuate nell’estate del 2025 hanno confermato la presenza della sottospecie in due siti della valle, dove sono stati osservati due individui. In uno dei casi si trattava di una femmina gravida, un elemento che suggerisce l’esistenza di una popolazione riproduttiva stabile e non semplicemente di individui isolati in dispersione.

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Salamandra atra_aurorae Foto: di Matteo Di Nicola

Habitat inattesi per una specie molto specializzata

La salamandra di Aurora vive tipicamente in boschi maturi di abete bianco e faggio tra 1200 e 1800 metri di quota, habitat nei quali trova rifugio sotto tronchi in decomposizione e nella lettiera forestale.

I nuovi siti individuati in Val di Sella presentano però caratteristiche in parte diverse. Uno si trova infatti a 1825 metri di quota su un macereto roccioso, mentre l’altro è situato a 1395 metri in una foresta esposta a nord-nord-est. Queste condizioni ambientali non corrispondono perfettamente all’habitat considerato tipico per la sottospecie.

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Val di Sella. Foto: di Luca Roner

Come ha spiegato Luca Roner, dottorando in Biogeoscienze presso l’Università di Oviedo e primo autore dello studio:

«I nuovi siti rappresentano habitat inediti per la salamandra di Aurora, rinvenuta finora solamente in boschi misti e ben strutturati su versanti esposti a sud».

Il risultato suggerisce quindi che la specie possa avere una maggiore plasticità ecologica di quanto si pensasse finora.

Una specie rara e vulnerabile

La salamandra di Aurora è una sottospecie della salamandra alpina (Salamandra atra) ed è considerata uno degli anfibi più rari d’Italia. È lunga circa 10 centimetri e si distingue per la livrea nera con macchie giallastre dorsali.

Come le altre salamandre alpine, presenta una strategia riproduttiva particolare: le femmine partoriscono piccoli già completamente formati, ma con ritmi molto lenti, spesso uno o due ogni pochi anni. Queste caratteristiche, insieme alla distribuzione estremamente limitata e alla bassa diversità genetica documentata nelle popolazioni note, rendono la sottospecie particolarmente vulnerabile.

Nuove domande sulla distribuzione della specie

Le analisi climatiche condotte nello studio indicano che i nuovi siti si collocano ai margini della nicchia climatica conosciuta per la salamandra di Aurora. Questo potrebbe significare che la popolazione della Val di Sella vive in condizioni ambientali più periferiche rispetto a quelle tipiche, oppure che la distribuzione della specie sia più ampia ma ancora poco documentata.

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Monitoraggio Aurora. Foto di: Federica Daldon

Inoltre, la valle è separata dalle località già note da barriere topografiche significative, che potrebbero aver isolato la popolazione per lungo tempo.

Secondo Antonio Romano, ricercatore del CNR coinvolto nello studio:

«La conferma della presenza della specie in un’area finora sconosciuta apre nuove prospettive di ricerca».

I ricercatori intendono ora proseguire le indagini per chiarire l’estensione della popolazione e studiarne le caratteristiche genetiche. Se confermata, la presenza stabile della salamandra in Val di Sella potrebbe avere implicazioni importanti per la conservazione di uno degli anfibi più rari delle Alpi.

Riferimenti

Roner L. et al. 2026. North of the Wall: First record of Salamandra atra aurorae in the Sella Valley, South-eastern Alps. Acta Herpetologica. https://oaj.fupress.net/index.php/ah/article/view/19462/14730

In apertura: Monitoraggio Aurora. Foto di Federica Daldon