Un altro anniversario darwiniano
Evolution Day: a 166 anni dall’Origine, un racconto da Down House per riscoprire dove la teoria prese forma
Il 24 novembre 1859 On the Origin of Species by Means of Natural Selection arriva nelle librerie londinesi e diventa subito un bestseller. Curiosità, consenso e inquietudine si diffondono rapidamente attorno a un libro destinato a cambiare il modo di pensare la natura. Ma in quel giorno decisivo Darwin non è a casa sua, a Down House, dove aveva lavorato agli esperimenti e alla scrittura de l’Origine per oltre venti anni.
È invece a Ilkley, nello Yorkshire, in una piccola località termale scelta per recuperare le forze dopo mesi di lavoro estenuante sulle bozze. Era partito da solo, esausto, e solo dopo qualche giorno la moglie Emma e i bambini lo avevano raggiunto, e si sistemarono in una casa per il soggiorno. Nonostante le cure e il ritmo più lento, Darwin continua a pensare costantemente al libro. Rilegge appunti, controlla gli ultimi dettagli tipografici, e mantiene un fitto scambio di lettere per conoscere le prime impressioni di amici e colleghi, che avevano ricevuto delle copie anticipate.

È lì, tra passeggiate tranquille e momenti di riposo forzato, aveva ricevuto dall’editore John Murray la prima copia stampata del suo libro. Un oggetto concreto dopo vent’anni di lavoro. I bambini ne percepiscono l’importanza dal flusso crescente di lettere che ogni giorno arrivano, alcune entusiaste, altre più caute. E mentre L’Origine comincia il suo cammino nel mondo, Darwin si trova in questo paesaggio bucolico del nord dell’Inghilterra, lontano dallo studio e dal giardino dove la teoria era nata. Tutto sembrava essere rimasto uguale ma era già consapevoli che nulla, per i Darwin e per la scienza, sarebbe stato più lo stesso.
Se 166 anni fa Down House era immersa nel silenzio mentre la famiglia Darwin era lontana, questo fine settimana la scena era ben diversa. Centinaia di visitatori hanno raggiunto la casa per celebrare l’Origin Weekend, con un ricco programma di brevi talk divulgativi, letture, tour guidati e attività pensate per coinvolgere sia adulti che bambini.

Un lungo ragionamento
La teoria della selezione naturale non nasce all’improvviso, ma cresce attraverso anni di osservazioni e appunti. Nei suoi taccuini di viaggio e quelli che Darwin usa al rientro in Inghilterra, vediamo nascere la teoria con domande che emergono e risposte che iniziano a prendere forma. Darwin inizia a mettere ordine alla sue idee e, nel 1842, le organizza in un primo abbozzo, una sintesi privata e concisa della teoria. Due anni dopo riprende quel testo e lo trasforma in un saggio più ampio e strutturato, che contiene già gran parte dell’argomentazione destinata, quindici anni dopo, a confluire nell’Origine delle specie. In quegli anni Darwin lavora su molteplici fronti: realizza esperimenti botanici nel suo giardino, annota incroci e variazioni negli organismi domestici e prepara il suo progetto di «big book», l’opera monumentale che avrebbe poi ceduto il posto all’Origine delle specie.
Nel 1858, l’arrivo della lettera di Alfred Russel Wallace imprime una svolta drammatica al processo: Wallace ha formulato una teoria sorprendentemente simile e Darwin capisce che non può più rimandare la pubblicazione della sua teoria. Il suo lavoro e quello di Wallace vengono presentati insieme in un comunicato congiunto alla Linnean Society nel luglio 1858. Da lì inizia la corsa alla pubblicazione di un libro che fosse “riassunto” delle sue ricerche. Un anno di intenso lavoro e L’origine delle specie era pronta per la stampa.
Il laboratorio domestico di Down House: vent’anni di esperimenti, prove e ossessioni

Se la teoria evolve tra le pagine di appunti e taccuini, le prove prendono corpo nel giardino. Down House non fu semplicemente il luogo dove Darwin visse con la famiglia, ma un laboratorio a cielo aperto dove ogni sentiero, ogni pianta in serra, ogni parte del giardino diventava uno angolo per esperimenti. Qui Darwin studiò semi immersi in acqua salata per verificare la dispersione oceanica delle piante, osservò per anni il comportamento dei lombrichi, analizzò la fecondazione delle orchidee, indagò le reazioni delle piante rampicanti, sperimentò sulla variabilità delle specie coltivate, e trasformò la botanica in un campo sperimentale.

La storia sorprendente dell’edizione italiana: una copia perduta, ritrovata, studiata
Se la storia scientifica dell’Origine è affascinante, altrettanto lo è quella editoriale, soprattutto in Italia. Le ricerche che ho condotto negli ultimi anni con il professor Marco Ferraguti sulla prima edizione italiana hanno rivelato una vicenda ricca e complessa, culminata in una scoperta. Esaminando la copia dell’edizione del 1864 posseduta da Darwin, conservata nella biblioteca del suo studio e oggi esposta ancora a Down House, abbiamo notato un dettaglio significativo: il volume riporta due date, con un frontespizio datato 1864 e un’altra pagina che reca invece il 1865. Queste due date sono legate a un passaggio editoriale poco noto e ancora non del tutto chiarito.
Zanichelli, dopo aver pubblicato nel 1864 solo i primi tre capitoli della traduzione dell’Origine, sembra aver proseguito con la stampa del resto dell’opera già nello stesso anno. Nel 1865, invece, uscì una nuova tiratura completa in collaborazione con i Fratelli Bocca, ed è proprio a questa che appartiene la copia posseduta da Darwin. Non conosciamo tutti i dettagli dei rapporti fra Zanichelli, Canestrini e gli altri stampatori coinvolti, ma qualcosa deve essersi incrinato tra traduttore ed editore. Negli anni successivi, infatti, tutte le traduzioni italiane delle opere di Darwin curate da Canestrini furono pubblicate da UTET, segnando un nuovo capitolo nella diffusione dell’evoluzionismo nel nostro Paese.
Sono trascorsi 166 anni, eppure torniamo ancora a questa storia. La storia di una teoria rivoluzionaria nata in una casa di campagna, tra un giardino, uno studio affollato di strumenti, e i passi quotidiani di un naturalista curioso e determinato. Down House ci ricorda che l’evoluzione non è solo un concetto astratto: è il risultato di osservazioni pazienti, di prove ripetute, di idee che crescono lentamente. Celebrarne oggi l’anniversario dell’Origine significa riconoscere la forza di quel percorso e il valore di un modo di fare scienza che continua a parlare al nostro presente.

Foto di Chiara Ceci.

Chiara Ceci, naturalista, si occupa di comunicazione della scienza. Fa parte del direttivo del Charles Darwin Trust ed è Fellow della Linnean Society. Autrice di “Emma Wedgwood Darwin. Ritratto di una vita, evoluzione di un’epoca” (Sironi, 2013).

