Addio a Daniel Dennett (1942-2024), un peso massimo darwiniano

Telmo Pievani: “Con Dennett scompare uno degli ultimi intellettuali che sapeva portare i dibattiti evoluzionistici sulle grandi testate giornalistiche e culturali mondiali”

Ieri, il 19 aprile, il mondo ha perso una delle sue menti più brillanti: Daniel Dennett. Difficile non notare che il filosofo ci ha lasciati proprio nello stesso giorno in cui, 142 anni prima, morì Charles Darwin, lo scienziato che ammirava di più.

Nato nel 1942 a Boston, Massachusetts, Dennett ha dedicato la sua vita all’esplorazione delle complesse interconnessioni tra mente, cervello e cultura. Filosofo della mente e della biologia, scrittore e divulgatore che non si sottraeva al dibattito, Dennett ha trasceso i confini disciplinari diventando uno degli intellettuali più discussi e noti, anche al grande pubblico.

Da oltre cinquant’anni lavorava alla Tufts University, dove dirigeva il Center for Cognitive Studies. Autore di oltre 400 articoli scientifici che spaziavano dall’intelligenza artificiale all’estetica, Dennett non era però solo un teorico: era anche un comunicatore appassionato e coinvolgente. La sua capacità di tradurre concetti complessi in linguaggio accessibile ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo.

Il suo libro del 1995 L’idea pericolosa di Darwin ha esplorato le profonde implicazioni della teoria darwiniana ed è diventato un classico del pensiero darwiniano. Il suo ultimo libro pubblicato in italiano è stato Coscienza (2023) e a ottobre uscirà Pensandoci Bene, entrambi per i tipi di Cortina. 

Su Pikaia abbiamo spesso seguito il lavoro di Dennett nel corso degli anni. Anche le sue idee più controverse (molti lo classificavano come “ultradarwinista”, al pari del suo compagno di battaglie Richard Dawkins) hanno arricchito il nostro dibattito scientifico, ispirando una generazione di ricercatori a guardare oltre i confini tradizionali della biologia evolutiva.

Secondo Telmo Pievani, filosofo della biologia all’Università di Padova e direttore di Pikaia:

“scompare un eccellente filosofo della mente, una penna brillantissima, un polemista insuperabile. Aveva le idee chiare, non sempre quelle giuste. Sulla teoria evoluzionistica la faceva troppo semplice e contro Stephen J. Gould ha sferrato attacchi infondati ed esagerati. Ma con Dennett scompare uno degli ultimi intellettuali che sapeva portare i dibattiti evoluzionistici sulle grandi testate giornalistiche e culturali mondiali. Quella generazione ci sta lasciando e al loro posto, purtroppo, rimane una disciplina troppo chiusa adesso nel suo specialismo tecnico. Ci si divertiva di più a litigare con Dennett. Ci mancherà l’uso affilato e acuto che faceva della ragione.”

Immagine: adattato da “Daniel Dennett no Fronteiras do Pensamento Porto Alegre 2010“, di Fronteiras do Pensamento via Filckr (CC BY-SA 2.0 DEED)