Storie segrete della scienza. Cinque saggi sulle strade contorte (e a volte irrazionali) che ci conducono verso la conoscenza

Copertina Storie segrete della scienza. Accelerazioni, battute d’arresto e serendipità (Mimesis, 2023)

Jonathan Miller, Stephen Jay Gould, Daniel J. Kevles, Richard C. Lewontin e Oliver Sacks ci raccontano quanto strano, complesso contraddittorio e irrazionale possa essere il processo della scoperta scientifica.

Titolo: Storie segrete della scienza. Accelerazioni, battute d’arresto e serendipità
Autori: Oliver Sacks, Stephen Jay Gould, Jonathan Miller, Daniel J. Kevles, Richard C. Lewontin
Editore: Mimesis
Anno: 2023
Pagine: 226
Isbn: 9791222305707

Alla scienza chiediamo certezze. È sempre stato così e ciò è emerso con prepotenza durante la pandemia di Sars-CoV-2: chiusi in casa, minacciati da un nemico invisibile, in molti pretendevano delle risposte e ogni dubbio, persino il più legittimo e scontato, diveniva incompetenza o addirittura menzogna. Nel XXI secolo pretendiamo risposte secche, ma la conoscenza scientifica si basa su prove, errori e incertezze. I processi da cui essa scaturisce non sono infallibili e non possono essere raccontati come un continuo tripudio di vittorie e di vincitori. Nulla, nella storia dell’essere umano, lo è. È ciò che ci insegnano i cinque saggi raccolti nel libro Storie segrete della scienza. Accelerazioni, battute d’arresto e serendipità, pubblicato da Mimesis. La prima edizione di questo testo fu pubblicata nel 1995 da The New York Review of Books e curata dal co-editor Robert B. Silvers e in Italia uscì per la prima volta nel 1998 per Mondadori.

Accelerazioni, battute d’arresto e serendipità

“La scienza a volte considera sé stessa un’attività impersonale, un ‘pensiero puro’, indipendente dalle proprie origini umane e storiche. Spesso si pensa che sia davvero così. Ma la scienza è un’impresa interamente umana, una crescita umana, organica e in continua evoluzione, con improvvise accelerazioni e bruschi arresti, soggetta a strane deviazioni”.

Sono le parole del neurologo e scrittore Oliver Sacks che ci introducono a inaspettate incursioni in una storia di scoperte scientifiche tutt’altro che lineari, in un percorso analitico spesso fatto di chiaroscuri.
Scotoma. È la riduzione della sensibilità visiva circoscritta ad alcune zone del campo visivo, in altre parole, delle falle nella nostra percezione visiva. Sacks diagnostica lo scotoma anche nella scienza, laddove si incontrano oblio e omissioni. E Scotoma è anche il titolo del saggio del neurologo, che insieme ai contributi di Jonathan Miller, medico di formazione e regista e autore teatrale, Stephen Jay Gould, paleontologo e divulgatore, Daniel J. Kevles, storico della scienza, e Richard C. Lewontin, tra i padri della genetica delle popolazioni, compongono questo insolito libro sulla storia della scienza.

Cinque saggi sulle traiettorie tortuose di alcune scoperte scientifiche

Non sono poche, e tantomeno irrilevanti, le aree grigie della scienza. Le cogliamo nelle patologie descritte e dimenticate ripetutamente nel corso di decenni, nei semi pseudoscientifici che hanno dato vita a scoperte autorevoli, o nelle disconnessioni della percezione culturale legate alla rappresentazione dell’evoluzione.
È Miller che, ad esempio, ci parla del mesmerismo, una teoria che prende il nome da Franz Anton Mesmer, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo e che ha ispirato generazioni di scrittori di sci-fi. Era basata su un’ipotetica energia magnetica, detta anche magnetismo animale, che poteva essere trasmessa tra terapeuta e paziente: nonostante le derive pseudoscientifiche, cabarettistiche ed esoteriche, secondo Miller è stato probabilmente il primo passo verso la futura psicologia cognitiva.

Gould ci apre gli occhi sulle immagini usate per rappresentare la storia naturale del nostro pianeta, che impongono una visione non corretta — e tristemente impoverita — dell’evoluzione. L’esempio più conosciuto è La marcia del progresso, un’illustrazione di Rudolph Zallinger risalente al 1965, — fonte d’ispirazione per numerose parodie e meme — che raffigura l’evoluzione dell’essere umano come finalistica e lineare, molto diversa dalla rappresentazione a cespuglio che prova a descriverla oggi.

Kevles racconta di quegli scienziati che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di virus che causano tumori, bistrattati e screditati prima che le loro complesse ricerche fossero prese sul serio dalla comunità medica e scientifica. Con Lewontin percorriamo lo sviluppo della comprensione del legame tra organismi, ambiente e geni.

Una scienza imperfetta

Le pagine di Storie segrete della scienza sono curiose, coinvolgenti e destabilizzanti. Un certo tipo di comunicazione ci ha abituati a un progresso scientifico trionfante, proiettato in avanti, come in un’opera futurista. La scienza, però, è fatta di donne e uomini, di ideologie, di arresti forzati da lacune tecnologiche, di traiettorie non lineari e che spesso vengono ripercorse a ritroso prima di poter proseguire nella giusta direzione. La scienza è esplorazione, verifica e scoperta ed è allo stesso tempo tentativi, sconfitte e oblio. Non è infallibile come una religione, non ci si può aggrappare a lei con fede cieca: bisogna conoscerla, rispettarne i processi, accettarne l’incertezza.

Leggendo questo libro si scoprirà, allora, un mondo meno perfetto e più imprevedibile ma, proprio per questo, ben più affascinante. Perché la strada non è dritta, ed è giusto che lettrici e lettori conoscano

“quanto strano, complesso, contraddittorio e irrazionale sia il processo della scoperta scientifica”.