Il rilascio di anidride carbonica dalla tundra artico-alpina è molto più elevato del previsto
Su “Nature” uno studio internazionale a cui hanno partecipato 4 ricercatori dell’Università di Parma
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Su “Nature” uno studio internazionale a cui hanno partecipato 4 ricercatori dell’Università di Parma
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L’insegnamento forse più prezioso di Dennett è che i filosofi non devono ignorare ciò che dice la scienza, ma neppure dismettere le prerogative che la filosofia ha rispetto alla scienza stessa
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Dal 25 al 28 aprile, in occasione della nona edizione del festival “Risvegli”, l’Orto botanico rimarrà eccezionalmente aperto dalle 9 alle 19.
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È on line il programma del prossimo congresso della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE), dall’8 all’11 settembre a Napoli. La scadenza per l’invio degli abstract è fissata al 10 giugno
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Dopo 15 anni il dibattito sulla formalizzazione dell’Antropocene come epoca geologica sembra giunto al termine: ci troviamo ancora nell’Olocene.
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La Summer School offrirà un percorso tematico multidisciplinare del tutto unico e originale pensato per unire biologia, archeologia e paleontologia partendo dal tema centrale dell’avifauna. La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 5 giugno
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Nelle aree marine protette le popolazioni di pesci sono più abbondanti e strutturate rispetto alle aree non protette, e le comunità sono più stabili anche in presenza di eventi climatici estremi
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Secondo una simulazione, i cambiamenti climatici della Terra favoriscono la diversificazione biologica. Tuttavia questo effetto sarebbe molto più accentuato laddove le nicchie ecologiche rimangono stabili nel tempo.
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In relazione agli impegni assunti alla COP 28, l’appello che la comunità scientifica del National Biodiversity Future Center rivolge ai governanti di tutto il mondo riguarda l’improrogabile esigenza di porre un argine alle immissioni di gas serra nell’atmosfera, le cui conseguenze determineranno profonde alterazioni del nostro pianeta.
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Un nuovo studio condotto dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin, in collaborazione col Museo di Zoologia dell’Università Sapienza, ha evidenziato come la diminuzione di mosche tachinidi per effetto dei cambiamenti climatici rappresenti un rischio per l’intero ecosistema delle aree montane. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PNAS
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Gli animal-borne sensors, cioè gli animali equipaggiati con sensori non invasivi, stanno collezionando dati preziosi per gli studi scientifici lungo tutto il globo. Uno strumento in più per conoscere il pianeta segnato dai cambiamenti climatici.
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Una ricerca del Cnr evidenzia come le caratteristiche delle piante siano cruciali nel determinare la resilienza agli incendi di foreste, praterie e savane. Lo studio, svolto in collaborazione con le Università di Reading e Madrid, è pubblicato su The American Naturalist: i risultati sono stati ottenuti grazie a un modello matematico
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Nella tundra artica le emissioni di metano sembrano correlate alle attività dei castori, inquilini in espansione in questo ambiente a causa dei cambiamenti climatici
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Alla fine del Pleistocene la popolazione effettiva dei nostri antenati si era ridotto a poche centinaia di individui che si riproducevano, ma da quella crisi demografica sarebbe emersa la specie ancestrale alle origini di Homo sapiens
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La fase calda medievale era più fredda di quanto si pensasse e il riscaldamento attuale è senza precedenti negli ultimi 1200 anni. Lo dimostra un nuovo studio internazionale pubblicato su «Nature» e coordinato dall’Università degli Studi di Padova e dall’Istituto Federale Svizzero di Ricerca per la Foresta, la Neve e il Paesaggio (WSL).
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